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Perché vanno maluccio i conti di Ericsson?

Ericsson

Nel secondo trimestre del 2021 Ericsson ha riportato profitti sotto le aspettative. Pesa il calo delle vendite nel mercato 5G cinese (boomerang Huawei?), ma l’azienda punta a un accordo rilevante negli Stati Uniti con Verizon

 

Nel secondo trimestre del 2021 la società svedese di telecomunicazioni Ericsson ha riportato profitti al di sotto delle aspettative. Nonostante le forti vendite di componentistica per il 5G in molti mercati, infatti, l’azienda ha registrato un calo delle entrate in Cina.

I NUMERI DI ERICSSON

Nel periodo aprile-giugno dell’anno in corso, le vendite totali di Ericsson sono diminuite per la prima volta in tre anni. Sono arrivate a 54,9 miliardi di corone svedesi (circa 5,3 miliardi di euro), mentre gli analisti si aspettano una somma più grande, di 57,2 miliardi. Nello stesso periodo del 2020 le vendite erano state di 55,6 miliardi.

Il fatturato organico è cresciuto dell’8 per cento. Le vendite in Cina, però, sono calate a 1,5 miliardi di corone, contro i 4,1 miliardi di un anno fa.

COSA È SUCCESSO IN CINA

Carl Mellander, direttore finanziario di Ericsson, ha spiegato a Reuters che le nuove aste per il 5G in Cina non sono andate come previsto, e di conseguenza le vendite ne hanno risentito.

Stando a fonti sentite dall’agenzia, entro la fine di luglio dovrebbero venire annunciate le assegnazioni dei contratti per la seconda fase di sviluppo delle reti 5G in Cina.

Ericsson è una concorrente della società di telecomunicazioni cinese Huawei, e ha beneficiato – così come l’altra sua rivale, la finlandese Nokia – dell’esclusione dell’azienda dai mercati del 5G in molti paesi occidentali.

LA GUERRA A HUAWEI

Gli Stati Uniti, già negli anni dell’ex-presidente Donald Trump, hanno portato avanti una estesa campagna di pressione verso i governi alleati per convincerli a rimuovere Huawei dai fornitori di tecnologie per il 5G.

Washington sostiene che affidarsi a Huawei comporti dei rischi per la sicurezza nazionale, perché la società sarebbe legata alle autorità cinesi e passerebbe loro i dati sensibili che “transitano” per le reti 5G. L’obiettivo profondo americano è rallentare l’ascesa tecnologica cinese, impedendo a Pechino di costruire infrastrutture di comunicazione dal grande valore strategico.

COSA HA DECISO LA SVEZIA SU HUAWEI

Ericsson si aspettava di perdere quote di mercato in Cina, che vale quasi il 10 per cento delle sue entrate globali. L’amministratore delegato Börje Ekholm aveva detto chiaramente che la decisione della Svezia di mettere al bando Huawei e ZTE (un’altra azienda cinese di telecomunicazioni) sulla base dei timori di spionaggio e di furto di proprietà intellettuali avrebbe portato a questa conseguenza.

Oltre a Ekholm, ad aver criticato la mossa del governo svedese è stata anche la famiglia Wallenberg – influente e potente dinastia svedese -, che controlla Ericsson.

L’ACCORDO CON VERIZON E CON LA MALAYSIA

Stamattina presto le azioni di Ericsson sono scese dell’8 per cento. Ma proprio oggi l’azienda ha annunciato un accordo da 8,3 miliardi di dollari con la società di telecomunicazioni americana Verizon per accelerare con lo sviluppo della rete 5G negli Stati Uniti.

A inizio luglio il governo della Malaysia aveva invece fatto sapere di aver scelto Ericsson come partner per la costruzione dell’ecosistema 5G nazionale. Il progetto – da realizzare assieme alla compagnia statale Digital Nasional Berhad – avrà un costo di 2,6 miliardi di dollari. Il governo malaysiano vorrebbe lanciare il 5G nella capitale Kuala Lumpur e nel centro amministrativo Putrajaya entro la fine dell’anno, per poi coprire l’intero territorio entro il 2023.

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