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Marchi

Tutti gli ultimi svolazzi di Enrico Marchi

Fatti, nome e manovre di Enrico Marchi, finanziere e non solo.

Enrico Marchi, banchiere e concessionario aeroportuale, evidenzia non comuni doti da trapezista.

Per un verso, le cronache ci tengono costantemente al corrente dei suoi ‘colpi’, come la recente conquista dello scalo aeroportuale di Verona, che addolcisce un po’ la dolorosa ritirata dalla Francia, o la costruzione di un polo mediatico del Nord Est realizzato tramite l’acquisto di diverse testate dalla Gedi.

CHI SONO I PERSONAGGI CHE RUOTANO INTORNO A MARCHI

Attorno a Marchi, vuoi come manager, vuoi come consulenti esterni, svolazzano poi numerosi VIP. Come l’ex ministro grillino Federico d’Incà, l’inossidabile Franco Bernabé, l’ex zar delle relazioni esterne di Carlo De Benedetti, Fabrizio Pagani (già consigliere presso diversi dicasteri economici ed ex Capo della Segreteria tecnica di Palazzo Chigi, recita la sua bio da senior advisor dello studio Vitale) e diversi altri.

LA QUESTIONE FERAK-VENETO BANCA

Per il verso opposto, sembra non conoscere sosta la zuffa con gli acciaieri vicentini Amenduni attorno alla Ferak. Nel capitale di questo salottino del Nord Est coabitano Marchi, gli Zoppas, gli Amenduni e Veneto Banca in liquidazione. All’apparenza la contesa degli Amenduni non è con Marchi, bensì con i liquidatori di Veneto Banca.

Ma, come hanno sottolineato diversi articoli di giornale apparsi nelle ultime settimane e mai smentiti, Marchi sembra essere in perfetta sintonia con i liquidatori di Veneto Banca. Lo suggeriscono i crediti di Veneto banca nei confronti dell’ex socio di Marchi, De Vido, acquistati da Marchi con robusti sconti, e ulteriori partite debitorie da parte di SIPI, un’altra società della galassia Marchi, verso Veneto Banca. Crediti che sono passati ad AMCO, il credit servicer del Tesoro, e che sono stati stralciati su indicazione dei liquidatori di Veneto Banca facendo guadagnare a SIPI altri 3 milioni e 259 mila euro, come emerge dal bilancio del 2020. Soldi sottratti alla procedura, e dunque ai creditori di Veneto Banca. A queste vicende fa da contrappunto il disinteresse opposto dalla liquidatela di Veneto Banca all’offerta – l’unica – per 45 milioni presentata dagli Amenduni per rilevare le quote di Veneto Banca in Ferak.

I CREDITORI DI VENETO BANCA SUL PIEDE DI GUERRA

Emerge ancora una volta la posizione di una dei commissari, la professoressa Giuliana Scognamiglio, che al ruolo di liquidatore di Veneto Banca assomma la carica di consigliere di amministrazione di Finint, la banca di Marchi. Il comitato dei creditori di Veneto Banca in liquidazione è ormai sul piede di guerra, e in Veneto c’è chi teme che di qui a non molto la vicenda possa ormai traslocare in Procura. Per intanto se ne parla – e molto – anche in Parlamento, tra i banchi della maggioranza, e tra Banca d’Italia e MEF inizia ad inarcarsi qualche sopracciglio.

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