Economia

Vi racconto timori e sbuffi in Germania su Deutsche Bank

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Deutsche Bank

L’approfondimento di Pierluigi Mennitti da Berlino su commenti e analisi della stampa in Germania sul bilancio 2019 di Deutsche Bank (“irritanti i ricchi bonus dei manager”, scrive la Süddeutsche Zeitung)

I dati negativi per il 2019 presentati ieri da Deutsche Bank erano certamente attesi: perdita netta di 5,3 miliardi e chiusura del quarto trimestre con un risultato negativo netto di 1,5 miliardi. Ma il fatto che il primo gruppo bancario tedesco abbia offerto per la quinta volta consecutiva numeri in rosso nel suo bilancio annuale, oltre ad allungare la serie negativa, alimenta di nuovo i dubbi sulla capacità dell’istituto di Francoforte di uscire dalle secche. Nonostante le rassicurazioni del suo ceo, Christian Sewing, e il suo ottimismo sparso ieri a piene mani: la grande ristrutturazione sta procedendo “più velocemente del previsto”, senza per ora aver chiesto sacrifici agli azionisti perché tutta finanziata internamente.

FRANKFURTER ALLGEMEINE: L’ISTITUTO DEVE RICONQUISTARE LA FIDUCIA PERDUTA

Ma quali sono state le reazioni in Germania? “I 5 miliardi di perdita della Deutsche Bank non sono una sorpresa”, scrive la Frankfurter Allgemeine Zeitung, “alcuni analisti si attendevano dati ancora peggiori”. Resta il grande interrogativo se alla fine si riuscirà a portare a termine con successo la ristrutturazione del più grande istituto di credito tedesco. È su questo obiettivo che sarà misurata la performance di Sewing: la fiducia è il capitale principale di ogni banca e la Deutsche Bank ha un problema con la fiducia. Più di ogni altra banca tedesca, l’istituto più grande e che riveste una rilevanza sistemica deve confrontarsi con la perdita di fiducia e il compito più difficile di Sewing, alla guida ormai da due anni, è di riconquistarla: tra i collaboratori, tra i clienti e soprattutto tra gli investitori.

Il processo di ristrutturazione avviato dagli attuali manager dovrebbe essere il più vasto nella storia della Deutsche Bank, prosegue il quotidiano di Francoforte, ma al momento nessuno sa se avrà successo: “Rimane una speranza, ma in ogni caso il quadro generale entro il quale si muove la banca – bassi tassi di interesse, normative più rigorose e la dirompente innovazione digitale – non muterà troppo rapidamente”. Sewing ha assicurato che le attività principali si sono stabilizzate e anzi crescono e che il 70% dei costi della ristrutturazione sono alle spalle, conclude la FAZ, e in questo modo “risveglia ancora una volta le speranze che questa banca possa riprendersi”.

E anche la Borsa è sembrata rassicurata dalle parole del CEO: dopo la prima doccia fredda e un -4,5%, il titolo di DB ha recuperato durante la mattinata finendo con il guadagnare il 2%.

HANDELSBLATT: DEUTSCHE BANK NON È PREPARATA A EVENTUALI SHOCK ESTERNI

L’Handelsblatt mette il dito sul punto debole della strategia di Sewing: essa “poggia sul presupposto che il quadro generale resti stabile. Dunque che l’economia in Asia cresca di nuovo in maniera robusta, che la congiuntura in Europa non si raffreddi ancora più chiaramente e che i tassi d’interesse nell’importante mercato statunitense si tengano lontano dalla soglia dello zero”. Ma tutto questo non è affatto scontato, scrive il quotidiano economico, ed è sufficiente un singolo grande shock esterno per mandare all’aria i piani di Deutsche Bank. Basti pensare alle possibili conseguenze dell’imprevista epidemia del coronavirus sull’economia cinese e su quella globale. “Deutsche Bank non può contare al momento su grandi riserve per tempi cattivi – conclude l’Handelsblatt – nel migliore dei casi Sewing può ancora rafforzare politiche di rigore per fronteggiare magri proventi riducendo i costi. Ma nel peggiore dei casi, venendo a mancare gli auspicati guadagni, crollerebbe anche la nuova strategia. Sarebbe fatale perché per Deutsche Bank questa è l’ultima chance”.

SÜDDEUTSCHE ZEITUNG: IRRITANTI I RICCHI BONUS DEI MANAGER

La Süddeutsche Zeitung si interroga sulla moralità dei ricchi bonus che i manager di Deutsche Bank incasseranno, nonostante i conti presentati ieri siano in rosso per la quinta volta consecutiva. Sebbene la perdita del 2019 sia causata in gran parte dai costi della ristrutturazione, sempre di perdita si tratta e di una delle più grandi della storia dell’istituto, attacca il quotidiano di Monaco. I nove membri del consiglio di amministrazione attorno a Sewing non rinunceranno quest’anno completamente ai bonus, come avvenuto nei precedenti anni di conti in rosso. E se è vero che ne incasseranno la metà, si tratta sempre di 13,3 milioni di euro che si aggiungono ai già lauti guadagni ordinari. Un comportamento “irritante”, prosegue la Süddeutsche, perché non vi è ancora alcuna prova che la nuova strategia sia quella giusta per la svolta: “Sewing e i suoi manager amano mostrarsi con i piedi per terra e a pari livello con i clienti, in particolare con i piccoli e medi imprenditori. Ma un vero imprenditore sa che chi macina perdite e taglia migliaia di posti di lavoro non può pagarsi alcuno stipendio extra”.

La questione dei bonus non è tuttavia solo appannaggio della Süddeutsche. La stessa Frankfurter dedica al tema diversi articoli. E un’intervista, scomodando addirittura un biologo, Gerhard Roth, che la butta in psicologia: i bonus, come ogni premio materiale, hanno un’efficacia immediata sul benessere di chi li percepisce, che tuttavia sfuma rapidamente. È il motivo per cui questi premi devono essere ripetuti e sempre aumentati per mantenere il loro effetto. Nel settore bancario, aggiunge Roth, da tempo i bonus non sono più collegati a una prestazione economica di successo ma alla particolare posizione e funzione del manager: sono dati per scontato e, se vengono tolti, l’assenza viene interpretata come una revoca. Colpa del cervello umano e della natura dei beni materiali. Per il quotidiano di Francoforte, “nulla quanto ricevere un premio non meritato deteriora la moralità pubblica”. Unica soluzione per una felicità di lungo termine, secondo il biologo, sarebbe quella di divertirsi nel proprio lavoro. Ma nel caso di Sewing, la Bild riporta un secco commento anonimo di un esperto del settore bancario: “Non vorrei mai avere il lavoro di Sewing”.

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