Economia

Ecco perché la Cig è nel pantano

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INPS

“Il meccanismo della Cig che prevede l’istruttoria delle domande da parte delle Regioni e poi l’erogazione del denaro da parte dell’Inps è troppo lungo e non funziona”, ha spiegato a Reuters il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta.

“Ad oggi gli uffici di Regione hanno processato 10.228 domande di Cassa integrazione e ne autorizzano più di 2.000 al giorno, comunicando immediatamente ad Inps i decreti in modo da provvedere al pagamento delle indennità ai singoli lavoratori”, dice a Reuters Melania Rizzoli, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia.

La Lombardia sta sottoponendo all’Inps tutte le 66.000 domande finora ricevute dalle aziende, riguardanti 197.000 lavoratori: “La situazione è stata particolare sin dall’inizio anche per quel che riguarda gli ammortizzatori sociali. Si pensi che ci sono tre procedure diverse: una per la ex zona rossa, una per la ex zona gialla e un’ulteriore procedura di cassa integrazione che coinvolge l’intero territorio nazionale”, ha aggiunto l’assessore regionale della Lombardia, facendo riferimento alle progressive chiusure del territorio man mano che il virus avanzava, chiosa Reuters.

La platea stimata per la cassa integrazione in deroga, riservata per lo più alle imprese con meno di 5 dipendenti, è di 2,3 milioni di persone: “Ad oggi, stando ai dati Inps, poco meno di 29.000 hanno ricevuto il beneficio – si legge in un approfondimento di Reuters – È andata meglio sul fronte della cassa integrazione ordinaria e dell’assegno ordinario, ammortizzatori sociali che riguardano soprattutto la media e grande industria. I beneficiari individuati sono poco più di 7,7 milioni, dicono i dati Inps. Di questi, circa 4,9 milioni hanno ricevuto l’assegno grazie alle anticipazioni da parte delle imprese.

Ogni regione deve infatti processare le domande inviate dalle singole aziende, le quali specificano il numero dei dipendenti per cui viene richiesto il beneficio, il monte ore e la durata dell’erogazione. Dalle regioni le domande passano all’Inps, e da questa si ritorna infine ai beneficiari: “Il meccanismo che prevede l’istruttoria delle domande da parte delle Regioni e successivamente l’erogazione del denaro da parte dell’Inps è troppo lungo e non funziona. Stiamo studiando come velocizzare il processo”, ha spiegato a Reuters il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta.

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L’ANALISI DI GIULIANO CAZZOLA datata 27 aprile 2020

E’ attendibile che Il blocco di una quota significativa della base produttiva, disposto fino al 3 maggio, si rifletta in una eccezionale riduzione delle ore lavorate nei mesi primaverili. Secondo stime dell’Istat, i provvedimenti di sospensione o riduzione dell’attività produttiva riguarderebbero il 51,3 per cento delle imprese e il 42,9 per cento degli addetti. Le imprese attuerebbero forme di riduzione dell’orario di lavoro sia attraverso lo smaltimento di ferie e di congedi parentali sia, in maggior misura, mediante il ricorso alla Cassa integrazione guadagni (CIG), estesa dal decreto legge “Cura Italia” a tutte le imprese, indipendentemente dal settore produttivo e dal numero di addetti.

Secondo le informazioni diffuse dall’INPS, le richieste per la CIG con causale “COVID-19” pervenute fino al 10 aprile riguardano circa 2,9 milioni di lavoratori mentre le istanze relative all’assegno ordinario coinvolgono circa 1,7 milioni di beneficiari; nessuna informazione è disponibile sulle domande pervenute per la CIG in deroga con causale COVID-19 che in prima battuta sono raccolte dalle Regioni e poi inviate all’INPS. Si stima, in base alla struttura dell’occupazione nei comparti interessati dalla sospensione o riduzione dell’attività produttiva, che il numero complessivo di ore autorizzate possa attestarsi su livelli ampiamente superiori rispetto ai valori massimi storicamente osservati su base mensile dalla crisi finanziaria del 2009 (per inciso, non si riesce a comprendere dove il presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, abbia ricavato il dato di 6,7 milioni di lavoratori in CIG). L’utilizzo della CIG consente alle imprese di preservare la base occupazionale e quindi il suo potenziale, in modo da disporre delle risorse per la ripresa dell’attività quando i vincoli alla produzione saranno rimossi. E’ la medesima strategia portata avanti dal governo Berlusconi all’inizio della crisi del 2008: quella di potenziare con l’apporto di risorse e semplificare nelle procedure il ricorso alla CIG, anche in deroga, anziché implementare l’indennità di disoccupazione come chiedeva allora l’opposizione di sinistra (una strategia, quella del governo, che, secondo valutazioni di quei tempi, consentì di salvare almeno 700mila posti di lavoro).

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