Economia

Ecco perché la Bce bacchetta Conte e Gualtieri sul cashback

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Critiche di metodo e di merito sul cashback di Stato nella lettera della Bce al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Ecco tutti i dettagli

Tosta lettera della Bce al governo sul cashback.

“Sarebbe necessario dimostrare che le limitazioni che incidono sul corso legale delle banconote in euro siano efficaci per conseguire le finalità pubbliche che legittimamente si intende raggiungere attraverso tali limitazioni. Dovrebbe quindi sussistere una chiara prova che il meccanismo di cashback consenta, di fatto, di conseguire la finalità pubblica della lotta all’evasione fiscale.

E’ uno dei passi salienti del parere della Bce firmato da Yves Mersch, membro del comitato esecutivo Bce, sul decreto del governo che ha previsto il cashback di Stato e che è entrato in vigore l’8 dicembre.

Nella lettera – svelata da Mf/Milano Finanza – ci sono diverse bacchettate per il governo e per il ministero dell’Economia retto da Roberto Gualtieri al quale la missiva è indirizzata.

“Le limitazioni dirette o indirette ai pagamenti in contanti dovrebbero altresì essere proporzionate agli obiettivi perseguiti e dovrebbero limitarsi a quanto necessario per conseguire tali obiettivi, specialmente alla luce del fatto che le misure di cui al decreto del MEF potrebbero spingere i soggetti aderenti a competere per il più alto numero di transazioni effettuate, che, in definitiva, favorirebbe gli aderenti che effettuano un alto numero di transazioni per importi limitati (ossia importi che altrimenti potrebbero essere pagati in moneta)”, è scritto tra l’altro nella missiva.

In particolare, aggiunge Mersch,, “il rimborso speciale di 1.500 euro sembra essere progettato per incentivare l’uso di pagamenti elettronici per importi limitati. Qualsiasi ripercussione negativa del cashback proposto dovrebbe essere pertanto attentamente ponderata, in funzione dei benefici pubblici previsti. Nel valutare se una limitazione sia proporzionata, si dovrebbero sempre considerare le ripercussioni negative dell’incentivo in questione, nonché se possano essere adottate misure alternative che soddisfino l’obiettivo pertinente e abbiano ripercussioni meno negative”.

In questo contesto, sottolinea la missiva partita da Francoforte a Roma, “la Bce ritiene che l’introduzione di un programma cashback per strumenti di pagamento elettronici sia sproporzionata alla luce del potenziale effetto negativo che tale meccanismo potrebbe avere sul sistema di pagamento in contanti e in quanto compromette l’obiettivo di un approccio neutrale nei confronti dei vari mezzi di pagamento disponibili”.

Infine, la bacchettata finale, di tipo procedurale: “Le autorità nazionali sono tenute a consultare la BCE su progetti di disposizioni legislative che rientrino nelle sue competenze, comprese, in particolare, quelle relative a mezzi di pagamento. La Bce apprezzerebbe che le autorità italiane tenessero in debita considerazione i rilievi che precedono adempiendo in futuro al proprio obbligo di consultare la BCE, se del caso”.

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