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Ecco le banche che finanziano lo shopping americano di Diasorin

DIASORIN 1

Shopping Usa per Diasorin: la società di Vercelli acquisisce l’americana Luminex Corporation per rafforzarsi nel mercato d’Oltreoceano. Numeri e obiettivi dell’operazione, il giudizio degli analisti e i nomi delle banche che hanno finanziato l’acquisizione.

 

Diasorin protagonista assoluta a Piazza Affari. L’azienda segna un rialzo del titolo a oltre 150 euro, dopo l’acquisizione dell’americana Luminex Corporation, società di biotecnologia che sviluppa, produce e commercializza tecnologie proprietarie per test biologici.

Tutti i dettagli.

DIASORIN VOLA IN BORSA

Partiamo dalle performance a Piazza Affari. Diasorin, azienda con sede in provincia di Vercelli, attiva nel segmento della diagnostica, vola in Borsa: Diasorin ha guadagnato il 9,6%.

L’ACQUISIZIONE

Il rialzo è dovuto alla campagna acquisti dell’azienda piemontese. Diasorin, con una nota, ha annunciato un accordo di fusione per l’acquisizione di Luminex Corporation, società di biotecnologia statunitense quotata al Nasdaq, che sviluppa test diagnostici, tra cui quelli anti Covid-19.

L’operazione, il cui perfezionamento dovrebbe avvenire entro il terzo trimestre del 2021, dovrà essere approvata dall’assemblea degli azionisti di Luminex ed è soggetta al via libera del Comitato Usa per gli investimenti esteri.

PERCHE’ DIASORIN SCEGLIE LUMINEX

Con questa mossa, l’azienda piemontese va alla conquista del mercato americano.

“L’acquisizione amplierà il posizionamento di DiaSorin nello spazio della diagnostica molecolare e rafforzerà il suo valore esistente proposta in linea con le sue priorità strategiche. Attraverso l’acquisizione, DiaSorin avrà accesso a Luminex tecnologia di multiplexing di diagnostica molecolare e un portafoglio che rafforzerà la sua offerta esistente mentre si espande la sua presenza negli Stati Uniti”, scrive l’azienda in una nota.

QUANTO SBORSERA’ DIASORIN PER LUMINEX

L’acquisizione avverrà per un prezzo in contanti pari a 37,00 dollari per azione, pari ad un equity value e ad un enterprise value di circa 1,8 miliardi di dollari americani, per un premio di circa il 23,1% rispetto al prezzo di chiusura del 24 febbraio 2021, il giorno precedente a quando sono trapelate indiscrezioni riguardanti l’eventuale vendita di Luminex.

“L’operazione verrà finanziata attraverso un mix di cassa e debito. In particolare, DiaSorin ha firmato un Senior Facilities Agreement con un sindacato di banche (che include Bnp Paribas, Citi, Mediobanca e UniCredit) che prevede un term loan di 1,1 miliardi di dollari con scadenza nel 2026 e un bridge loan di 500 milioni di dollari con scadenza entro 12 mesi, con opzione di estensione (esercitabile a discrezione di DiaSorin) per ulteriori 12 mesi. Con riferimento al bridge loan, DiaSorin valuterà diverse opzioni di rifinanziamento. A seguito dell’operazione la leva finanziaria del gruppo, prendendo come riferimento i valori combined al 2020 e includendo il nuovo debito, è stimata in circa 2,5 volte”, riporta Il Sole 24 Ore Radiocor Plus.

I NUMERI DI LUMINEX

Luminex ha chiuso il 2020 con un fatturato record, di 417,4 milioni di dollari Usa, in crescita del 25% rispetto al 2019. L’utile netto è di 15,2 milioni di dollari, in netto miglioramento rispetto al rosso di 3,8 milioni di dollari dell’anno precedente.

I NUMERI DI DIASORIN

L’azienda piemontese ha chiuso il 2020 con ricavi a 881,3 milioni di euro, in rialzo del 24,8%. La posizione netta finanziaria è di 305,3 milioni di euro e l’utile netto si è attestato a 248,3 milioni di euro, + 41,3%. L’Ebitda è di 385.3 milioni di euro, in crescita del 39,2%.

LE PROSPETTIVE

La fusione dovrebbe portare, immediatamente, un aumento dell’utile netto di Diasorin, con un fatturato consolidato, su base combined, di circa 1,25 miliardi di euro e l’adjusted Ebitda di circa euro 472 milioni. La Posizione Finanziaria Netta positiva è di circa euro 335 milioni.

I CALCOLI DI INTESA SAN PAOLO

Positivi anche i calcoli di Intesa Sanpaolo, secondo cui, la fusione dovrebbe consentire a Diasorin di portare i ricavi annuali su base pro-forma pari a circa 1,47 miliardi di euro, con un ebitda di circa 600 milioni di euro e un indebitamento finanziario netto di circa 1 miliardo di euro, riporta MF-Milano Finanza.

“Riteniamo, quindi, che su base pro-forma l’accordo sia sostenibile da un punto di vista finanziario e accrescitivo a livello di utile per azione. Ci aspettiamo una reazione positiva del titolo su cui manteniamo il rating add, mentre il target price è in revisione”, ha commentato Intesa Sanpaolo.

IL GIUDIZIO DI KLEPER CHEUVREUX

A benedire la fusione anche Kepler Cheuvreux, secondo quanto riporta l’agenzia Mf-DowJones: sulla base dei numeri 2020 i ricavi dovrebbero crescere del 42%, e l’utile netto del 35% (esclusi i costi di finanziamento).

I CONTI DI EQUITA

Segno positivo anche per le stime di Equita, i cui analisti prevedono preliminarmente un impatto positivo a livello di eps 2022-2023 del +14% e del +22%. Secondo la Sim, con la fusione il un multiplo prezzo/utile 2022-2023 di DiaSorin dovrebbe passare a 25,5-26,7 volte dalle attuali 29,1-32,5 volte o 26,8-29,3 volte unlevered con un rapporto debito netto/ebitda 2022-2023 di circa 1,5-1,2 volte.

“Stimiamo preliminarmente una value creation dal deal “low double digit” in attesa di valutare sinergie di ricavo, non incorporate, e over-lap di clienti”, ha precisato Equita che sul titolo ha un rating hold e un target price a 159 euro.

COSA PENSA BANCA AKROS

Il deal rappresenta una giusta mossa anche per Banca Akros, i cui analisti affermano che “sia più importante far parte del consolidamento piuttosto che cercare delle occasioni. Pertanto, confermiamo la nostra raccomandazione accumulate e il target price a 184 euro sul titolo DiaSorin”.

PRUDENZA SUL TITOLO

Nonostante le buone performance del momento e nonostante il giudizio positivo degli analisti, MF-Milano Finanza sottolinea come il consenso sul titolo resta prudente. “Fino a venerdì scorso, infatti, meno del 30% del panel raccolto da Bloomberg ne suggeriva l’acquisto con un prezzo obiettivo a 12 mesi a 153 euro per azione. Malgrado il rimbalzo, da inizio anno il titolo ha perso il 12% rispetto al +10% dell’indice Ftse Mib”, riporta il quotidiano del gruppo Class.

 

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