Economia, Pagamenti digitali / Fintech

Come si muovono le banche centrali sulle valute digitali

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La Bce e altre cinque banche centrali hanno creato un gruppo di lavoro assieme alla Banca dei regolamenti internazionali (Bri) sulla possibile creazione di valute digitali centrali.

La Banca centrale europea (Bce) e altre cinque banche centrali – la Banca d’Inghilterra, la Banca centrale del Canada, la Banca del Giappone, la Banca Nazionale Svizzera e la Riksbank svedese – hanno creato un gruppo di lavoro assieme alla Banca dei regolamenti internazionali (Bri) sulla possibile creazione di valute digitali centrali, nelle rispettive giurisdizioni. Lo riporta una comunicato diffuso dalla Bce.

Il gruppo di lavoro sarà presieduto da Benoît Coeuré, a capo della sezione innovazione della Bri e già componente del Comitato esecutivo della Bce, assieme a Jon Cunliffe, vicegovernatore della Bank of England.

IL RUOLO DI COURE’

Coeurè alla fine dello scorso anno aveva annunciato l’intenzione della Bce – che sta valutando il progetto – di “emettere una valuta digitale dell’eurozona”. Un progetto che potrebbe avere “notevoli ripercussioni (non necessariamente apprezzate dall’industria del credito) sull’attività bancaria”. Nella “messa a punto dell’euro digitale, peraltro, Coeurè potrà anche giovarsi del ruolo di responsabile dell’Innovation Hub della Banca dei regolamenti internazionali. Il dipartimento di nuova creazione coordinerà la collaborazione sulle valute digitali fra le 60 banche centrali aderenti alla Bri”.

L’ALTRO PROGETTO

Non solo. Il progetto Pepsi, che sta per “Pan European Payment System Initiative” per creare un sistema di pagamento elettronico europeo, non dispiace alla Bce. Anzi. Potrebbe essere un modo per evitare rischi per il mercato e la moneta unica, troppo dipendente da operatori e sistemi extra Ue. A benedire il progetto è Benoit Coeurè, membro del board della Bce che ha annunciato addirittura l’intenzione della Banca centrale europea di creare una valuta digitale.

L’OBIETTIVO? CREARE UN SISTEMA DI PAGAMENTI EUROPEO

Innanzitutto, l’obiettivo è quello di creare un sistema di pagamento esclusivamente europeo che consenta ai cittadini del Vecchio Continente di pagare con carta di credito senza passare attraverso la Visa, la Mastercard, o le Big Tech Google e PayPal, solo per citarne alcune. Al momento partecipano 20 istituti bancari del Vecchio Continente, tra cui anche Intesa Sanpaolo e Unicredit e i promotori BNP Paribas e Deutsche Bank.

COEURÈ: L’EUROPA RISCHIA DI PERDERE IL SUO VANTAGGIO ECONOMICO

“Ci sono chiari segnali che l’Europa sta rischiando di perdere il suo vantaggio economico – ha detto Coeurè secondo quanto riporta Mf-Milano Finanza -. Le dimensioni nazionali mancano delle dimensioni e scala necessaria e la frammentazione ha paralizzato la competizione e soffocato l’innovazione a livello continentale: nel peggiore degli scenari questo potrebbe mettere a repentaglio l’autonomia dei sistemi di pagamento europei”.

MINACCIA A STABILITA’ GLOBALE E CONTROLLI ANTIRICICLAGGIO DA MONETE COME LIBRA

Coeurè, in particolare, “teme che ‘l’introduzione di stablecoin globali (leggasi Libra, ndr) possa minacciare la stabilità globale e i controlli antiriciclaggio’. Inoltre ha rimarcato che ‘la dipendenza da attori globali non europei crea il rischio che il mercato dei pagamenti europeo non sia in grado di supportare il mercato e la moneta unici, rendendoli più vulnerabili ad attacchi esterni come quelli cibernetici e che i fornitori di servizi con un potere di mercato globale non agiscano nel migliore interesse dei portatori di interesse europei”.

“Più di due terzi dei pagamenti non in contanti in Europa vengono effettuati utilizzando sistemi di carte di pagamento gestiti all’estero. Il mercato europeo delle carte di pagamento è dominato da Visa e Mastercard, mentre Amazon, Apple e PayPal stanno conquistando quote di mercato. Anche le società cinesi, come Alipay e China UnionPay, si stanno espandendo in Europa”, ha ricordato il Financial Times.

RAGGIUNGERE ALMENO IL 60% DEI PAGAMENTI ELETTRONICI IN EUROPA

Al momento, infatti, la maggior parte delle carte contactless e dei telefoni dotati di chip NFC arrivano dall’altra parte dell’Atlantico. L’idea è quella di sviluppare tecnologie europee concorrenti ed efficienti con le quali pagare in qualsiasi parte del mondo. L’obiettivo di questo progetto è ambizioso: raggiungere almeno il 60% dei pagamenti elettronici in Europa, dice il sito del tg francese Europe 1.

DALLA BCE ASSISTENZA TECNICA, IL PROGETTO DEVE RIMANERE PRIVATO

La Bce ha assicurato Coeurè, sempre secondo quanto riferisce Mf-Milano Finanza, “è pronta a fornire assistenza tecnica al progetto che dovrà restare privato e aperto ad altri operatori nel rispetto delle norme antitrust dell’Unione. Nel frattempo Francoforte continuerà a monitorare l’impatto dell’evoluzione dei sistemi di pagamento sulla trasmissione delle politiche monetarie delle banche centrali”.

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