Economia

Ecco il vero Def giallo-verde: numeri, sorprese, sfide e incognite

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Tutti i numeri essenziali contenuti nella Nota di aggiornamento al Def approvata dal governo e inviata alle Camera. Ecco i dettagli

L’Italia deve crescere “più rapidamente del resto d’Europa” e recuperare il “terreno perso negli ultimi vent’anni”: un obiettivo che il ministro dell’Economia Giovanni Tria definisce “ambizioso ma realistico” al punto che i paletti fissati ieri dal governo nella nota di aggiornamento al Def potrebbero addirittura, assicura, essere superati.

LA TEMPISTICA

A una settimana esatta dal Consiglio dei ministri che ha approvato la Nadef, il documento ieri sera è stato pubblicato e trasmesso alle Camere.

LE STIME DEL PIL

Nonostante le stime del Pil per quest’anno vengano riviste al ribasso, quelle del prossimo triennio sono confermate rispettivamente all’1,5% per il 2019, l’1,6 per il 2020 e 1,4% nel 2021.

LE PROMESSE

Confermate anche alcune delle promesse gialloverdi, dal reddito di cittadinanza alla riforma della Fornero per un totale di 21,5 miliardi di impegni il prossimo anno.

DOSSIER IVA

L’esecutivo ha deciso di sterilizzare solo in parte l’aumento dell’Iva: non salirà nel 2019 mentre tornerà ad innalzarsi parzialmente nel biennio successivo.

I MILIARDI

Viene confermata la dote di nove miliardi per reddito e pensioni di cittadinanza e sette per la quota cento delle pensioni, a cui vanno aggiunti un miliardo per i centri per impiego, due per la flat tax, un miliardo per le forze dell’ordine e un miliardo e messo per i truffati delle banche.

AUTO DIESEL E BENZINA

Ipotizza anche incentivi per spingere le auto elettriche e ridurre le auto diesel e a benzina.

LA CORNICE

“Con gli interventi previsti in manovra – si legge nel documento che fa da cornice alla manovra – il governo spingerà la crescita di 0,6 punti percentuali nel 2019, di 0,5 nel 2020 e di 0,3 nel 2021”.

IL QUADRO MACRO

Tornando al quadro macro, il Def però mostra come a peggiorare sia il deficit strutturale, cioè la misura su cui l’Ue valuta i miglioramenti dei conti pubblici dei Paesi: questo “numerino” peggiorerà il prossimo anno di 0,8 punti percentuali passando dallo 0,9% di quest’anno all’1,7% per poi rimanere stabile su questo livello anche nel 2020 e nel 2021.

IL BILANCIO STRUTTURALE

Rinviato poi sine die il pareggio di bilancio ‘strutturale’, previsto in precedenza nel 2020, quando “la crescita e la disoccupazione saranno tornati ai livelli precrisi”.

LA RIDUZIONE DEL DEBITO PUBBLICO

Il governo per contro registra una progressiva discesa del debito pubblico che passa dal 131,2% del 2017 al 126,7% del 2021, attestandosi al 130,9% di quest’anno. E seppure non si esclude la possibilità di una “riduzione più accentuata” proprio su questo fronte “qualora si realizzi una maggior crescita”, l’Esecutivo si trova a dover ammettere di non rispettare la cosiddetta regola del debito “dato che il rapporto debito/PIL nel 2021 è previsto eccedere il benchmark di 3,9 punti percentuali”.

LA LETTERA DI TRIA

La crescita messa in programma dal governo è dell’1,5% per l’anno prossimo, salirà all’1,6% in quello successivo per ripiegare sull’1,4% nel 2021. E’ quanto si evince dalla lettera inviata dal ministro dell’Economia Giovanni Tria a Bruxelles per riavviare un confronto che si prospetta tutto in salita.

IL DIALOGO

«Auspico che il dialogo rimanga aperto e costruttivo», afferma però Tria. «A questo dialogo – chiude il ministro forse anche per allontanare le voci di sue dimissioni che continuano a circolare nei palazzi – il Governo si presenta compatto e fiducioso».

NODO BRUXELLES

Da far digerire a Bruxelles ci sarà un deficit strutturale fisso all’1,7% per i prossimi tre anni, senza nessuna convergenza verso il pareggio di bilancio che secondo la relazione «sarà raggiunto gradualmente negli anni a seguite».

IL SALDO NETTO DA FINANZIARE

Il saldo netto da finanziare di competenza potrà aumentare nel 2019 fino al 68,5 per cento. Nonostante questo, la spesa per interessi crescerebbe solo di un decimo di Pil (meno di due miliardi) il prossimo anno.

COME SCENDERA’ IL DEBITO

Il debito scende dal 130,9 del 2018 al 129,2% del 2019, al 126,7% del 2020 e al 124,6% al 2021. Il saldo primario si attesta all’1,3% il prossimo anno, all’1,7% il successivo e al 2,1% a fine triennio. Confermate le clausole Iva, parziali, su 2020 e 2021.

ECCO IL TESTO DELLA NOTA DI AGGIORNAMENTO AL DEF

I PRINCIPALI CAPITOLI ECONOMICI DEL PNR-DEF:

COME CAMBIERA’ IL FISCO

TUTTE I PIANI DEL GOVERNO SULLE CONCESSIONI PUBBLICHE

COME MODIFICARE L’UNIONE BANCARIA EUROPEA

I PROSSIMI PASSI DI ENERGIA E AMBIENTE

COSA PREVEDE IL PNR-DEF SU SICUREZZA E DIFESA

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