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Leonardo-Finmeccanica, difesa e sicurezza. Che cosa c’è scritto nel Def

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Che cosa c’è scritto nel Pnr del Def approvato dal governo in materia di difesa e sicurezza. Tutti i dettagli
Per la tutela degli interessi strategici nazionali e per fronteggiare la complessità del cambiamento e i suoi impatti sulla sicurezza collettiva, il Governo intende sviluppare una Strategia Sistemica per la Sicurezza Nazionale che – oltre all’azione indispensabile svolta dalle Forze armate e dalla Difesa – preveda il coinvolgimento di tutte le componenti del Sistema Paese.

COSA FARE CON L’INDUSTRIA E DUNQUE CON LEONARDO FINMECCANICA

A tal fine, andrà ricercata a livello nazionale la massima sinergia con gli altri ministeri, l’industria, il mondo accademico nonché i settori della ricerca di base e avanzata, al fine di consolidare meccanismi stabili di collaborazione. A livello internazionale si continuerà a operare nell’alveo delle organizzazioni e delle alleanze di tradizionale ancoraggio per la proiezione estera, contribuendo agli interventi necessari e vitali per la tutela degli interessi anche nazionali, prestando la massima attenzione nella destinazione delle relative risorse, a fronte dei costi associati.

GLI OBIETTIVI DEL GOVERNO

Il Governo intende procedere ad una graduale trasformazione dello strumento militare, razionalizzando i sistemi di difesa, ad esclusione dei settori di ricerca e di utilizzo a scopi duali. A tal fine si procederà alla massima ottimizzazione delle risorse, eliminando sprechi ed inutili duplicazioni. L’obiettivo è evolvere verso uno strumento militare moderno, efficace, efficiente, economicamente sostenibile, da impiegare con oculatezza in relazione alle priorità strategiche dell’Italia.

LE COOPERAZIONI NECESSARIE

Rimarranno quindi cruciali le cooperazioni, sia nell’ambito della struttura di difesa comune integrata della NATO, sia nel contesto della Politica di Sicurezza e Difesa Comune (PSDC) dell’UE. In particolare, nell’ambito della Cooperazione Strutturata Permanente (Permanent Structured Cooperation – PESCO), l’Italia intende sostenere e valorizzare le opportunità offerte dal Fondo Europeo della Difesa (European Defence Fund – EDF), che prevede finanziamenti sia per la ricerca tecnologica sia per lo sviluppo di capacità strategiche, nonché dal Programma Europeo di Sviluppo Industriale per la Difesa (European Defence Industrial Development Programme – EDIDP), finalizzato a supportare progetti di cooperazione industriale multilaterale tra aziende europee nel settore della Difesa.

LE POLITICHE PER L’INNOVAZIONE

Il Governo si impegnerà anche a sviluppare ulteriormente le politiche per l’innovazione e per la ricerca scientifica e tecnologica, con il contributo del mondo accademico, dell’Industria e del settore privato. In particolare, lavorerà per creare e integrare competenze specialistiche avanzate nel settore industriale, attraverso la formazione di centri di competenza ad alta specializzazione costituiti da Università/Ricerca e Industria (grandi e piccole-medie imprese), al fine di favorire il trasferimento tecnologico e l’innovazione nei processi produttivi, l’adozione e la diffusione delle tecnologie abilitanti. In linea con le esigenze di difesa, sicurezza e resilienza del Paese, verrà favorita l’adozione del paradigma ‘Multipurpose-by-design’ che, nel recepire le esigenze operative delle Forze armate, proceda allo sviluppo di tecnologie abilitanti e correlate capacità militari a molteplice scopo.

COME FRONTEGGIARE LA MINACCIA CYBER

Relativamente alla minaccia cibernetica, alto fattore di rischio per il Paese da cogliere anche come un’opportunità di investimenti, il Governo intende sviluppare programmi di acquisizione per accedere a strumenti operativi ad alto contenuto tecnologico, al fine di preservare la protezione e la resilienza dei sistemi e delle reti strategiche nazionali.

LA SICUREZZA ENERGETICA

Parimenti, nell’ambito della sicurezza energetica si opererà per il raggiungimento di elevate capacità di resilienza energetica, per la riduzione dei consumi e dei fabbisogni nonché per la produzione e l’approvvigionamento da fonti eco-sostenibili. Con particolare riferimento ai siti a valenza strategica, si esaminerà la possibilità di implementare distretti energetici intelligenti (smart military district), nei quali sia massimizzato il ricorso all’auto-consumo e ove la gestione dei flussi energetici avvenga in tempo reale, in un alveo certo di sicurezza cibernetica, in perfetta simbiosi con il binomio cyber security – energy security.

LE FORZE DELL’ORDINE

Compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, il Governo intende altresì sviluppare un approccio volto a fornire nuove opportunità, favorendo da un lato la possibilità di nuove assunzioni nelle Forze dell’Ordine appartenenti al Dicastero (Arma dei Carabinieri), dall’altro elaborando e sviluppando un nuovo piano delle assunzioni. Queste ultime avverranno nell’area sia operativa sia tecnico-industriale, formando i giovani sul territorio in sinergia con le istituzioni locali ed il mondo delle imprese che ruota intorno alla Difesa, in cui arsenali, stabilimenti, poli di mantenimento ed enti militari a carattere industriale dovranno rappresentare un’opportunità di sviluppo.

GLI OBIETTIVI E GLI IMPEGNI

Il Governo procederà, inoltre, alla razionalizzazione dell’impiego delle risorse nelle spese militari, al fine di evitare sprechi e duplicazioni, anche con riferimento alla riforma del patrimonio immobiliare non più utile ai fini istituzionali. A tal riguardo, verrà assicurata l’ulteriore razionalizzazione delle strutture militari, eliminando quelle non più necessarie e accorpando, ove possibile, quelle che svolgono funzioni similari, in un’ottica di aggregazione interforze ed internazionale.

Infine si continuerà a sviluppare la cultura dell’efficacia, dell’efficienza e delle economie delle risorse, attraverso l’implementazione delle più moderne procedure di controllo di gestione.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL DEF CON IL PNR

I PRINCIPALI CAPITOLI ECONOMICI DEL PNR-DEF:

COME CAMBIERA’ IL FISCO

TUTTE I PIANI DEL GOVERNO SULLE CONCESSIONI PUBBLICHE

COME MODIFICARE L’UNIONE BANCARIA EUROPEA

I PROSSIMI PASSI DI ENERGIA E AMBIENTE

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