Economia

Ecco il nuovo piano industriale di Ubi Banca

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Che cosa prevede l’aggiornamento del piano industriale di Ubi Banca

 

Il cda di Ubi Banca ha bocciato all’unanimità l’offerta pubblica di scambio promossa da Intesa Sanpaolo giudicandola “non concordata” e “non conveniente” per gli azionisti. E Ubi appronta l’aggiornamento del piano industriale che era stato presentato il 17 febbraio scorso. Ecco tutti dettagli.

CHE COSA PREVEDE IL NUOVO PIANO DI UBI

Il capitale in eccesso “distribuibile” da Ubi Banca “rispetto ad una soglia minima di CET1 del 12,5% ammonta per il triennio 2020-2022 a circa 840 milioni di euro, equivalenti a un ammontare cumulato di oltre 73 centesimi per azione nel periodo”. E’ quanto comunica la banca nell’aggiornamento del piano industriale, sottolineando la capacità “di resilienza” ottenuta “in un contesto particolarmente complesso” e “il contributo positivo in termini di consumo di capitale derivante dai provvedimenti governativi e dalle revisioni regolamentari, insieme all’utilizzo di alcune riserve di valore, che permettono di incrementare significativamente il CET1 ratio”.

GLI AGGIORNAMENTI DEL PIANO

“Gli esiti dell’aggiornamento del Piano testimoniano la capacità e velocità di reazione e flessibilità del Gruppo e l’importanza di aver preservato riserve di valore generate nei momenti migliori, che oggi sono un elemento chiave per confermare la redditività e la remunerazione degli azionisti in contesti di complessità elevata quale quello attuale”, afferma Ubi Banca nella nota con cui comunica l’aggiornamento del piano industriale.

LA NOTA DI UBI BANCA

L’insieme degli interventi di aggiornamento del Piano, si legge ancora, “conferma e rafforza le motivazioni che avevano portato il mercato a reagire positivamente alla presentazione del febbraio u.s. La crescita del monte dividendi disponibili rende inoltre evidente agli azionisti la dimensione del valore intrinseco della loro Banca”.

CAPITOLO AVIVA VITA

L’aggiornamento del piano industriale al 2022 di Ubi Banca prevede la conferma di tutte le principali linee guida a cui si aggiunge “la scelta strategica di internalizzare il 100% di Aviva Vita che porterà nell’orizzonte di Piano ad un rendimento atteso dell’investimento superiore al 10%”. L’impatto del Covid19 sul costo del credito “è stimato in 85 punti base cumulati aggiuntivi” nel triennio 2020-22 e l’utile previsto nel 2022 sarà pari a 562 milioni, a fronte dei 665 milioni del piano originale.

IL CONFRONTO

Il piano presentato il 17 febbraio prevedeva un dividendo costantemente in crescita, coerente con il mantenimento di un CET1 a livelli di assoluta solidità. (no numeri in valore assoluto) UBI Banca prevedeva un pay-out ratio medio nei 3 anni di piano pari al 40% dell’utile netto, coerente con il mantenimento di un cet 1 a 12,5%. L’importo complessivo era pari a circa 510 milioni di euro. Il piano presentato il 3 luglio (che comprende la valorizzazione di alcuni asset oltre all’ottimizzzione nell’uso del capitale) prevede dividendi fino a 840 milioni di capitale in eccesso distribuito in tre anni (oltre 73 centesimi per azione), Un dato che si confronta contro circa 820 previsti dall’attuale piano di Intesa.

IL PERSONALE

Ubi Banca “conferma del piano di assunzioni e incentivi all’esodo, posticipato a causa delle incertezze legate all’ops” lanciata da Intesa Sanpaolo. E’ quanto si legge nel comunicato sull’aggiornamento del piano industriale. “Si prevede – prosegue la nota – al netto di circa mille assunzioni, l’uscita di circa 2mila risorse, attesa in gran parte nel 2021 in coerenza con la conclusione degli accordi sindacali che verranno via via negoziati’. In termini economici, ‘si prevede che il piano di riorganizzazione abiliterà un miglioramento a regime dell’utile netto di oltre 100 milioni a partire dal 2022 (incluso), oltre a consentire un importante ricambio generazionale anche al fine di orientare le professionalità verso i nuovi skill richiesti dalla migrazione digitale dei servizi bancari e dalle mutate esigenze della clientela”.

UBI BOCCIA INTESA. ECCO PERCHE’

Il cda di Ubi Banca ha bocciato all’unanimità l’offerta pubblica di scambio promossa da Intesa Sanpaolo giudicandola “non concordata” e “non conveniente” per gli azionisti. Il consiglio di amministrazione – si legge in una nota – ha approvato all’unanimita’ il comunicato relativo all’offerta pubblica di scambio volontaria promossa da Intesa Sanpaolo in merito alla congruita’ dell’offerta: il consiglio “ha ritenuto non congruo, da un punto di vista finanziario, il corrispettivo unitario che sarebbe corrisposto dall’Offerente agli azionisti di Ubi Banca a fronte di ciascuna azione dell’Emittente portata in adesione all’offerta, pari a 1,7 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo”. Il cda, continua la nota, “ritiene che l’Offerta non sia conveniente per gli azionisti di Ubi Banca e che il corrispettivo dell’offerta non sia congruo sotto il profilo finanziario”.

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