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Ecco i piani di Conad (in Confcommercio) contro Esselunga e Carrefour

Pugliese Conad

Parole e ambizioni di Conad guidata da Pugliese che aderisce in Confcommercio tra fatti, indiscrezioni e scenari

Grandi manovre nel campo della grande distribuzione, con al centro il ruolo di Conad sempre più in contrapposizione a Esselunga e Carrefour. Mentre sul numero uno di Conad, Francesco Pugliese, si appuntano attenzioni e auspici, oltre a rumors: prenderà il posto dello storico numero uno di Confcommercio, Carlo Sangalli?

Ecco fatti, nomi, indiscrezioni e scenari.

Nei giorni scorsi c’è stato un accordo storico in Confcommercio con l’ingresso del gruppo Conad all’interno dell’organizzazione, anche se il numero uno di Conad, Pugliese, resta (stranamente, secondo alcuni osservatori), in Legacoop.

Ha chiosato il giornale sulla Gdop “Distribuzione moderna”: “Dopo l’adesione a Filiera Italia di Coldiretti, Conad sposa la causa di Confcommercio. E il ceo Francesco Pugliese assume la carica di vicepresidente di Confcommercio con delega alla fiscalità e alla finanza d’impresa. L’intesa è stata raggiunta nell’ambito di un accordo quadro tra Ancd (struttura politico-sindacale aderente a Legacoop a cui sono associate le cooperative territoriali e il Consorzio Nazionale Conad) e Confcommercio, recita il comunicato congiunto”.

Ambienti vicini a Conad sottolineano ossessivamente il tema della maggiore rappresentanza. «Confcommercio ha un ascolto presso le istituzioni che Federdistribuzione cerca invano da anni. Sangalli ha una linea aperta con il Governo mentre a Federdistribuzione e industriali, che chiedevano un tavolo per i problemi generati dall’inflazione, non è stata data nemmeno una risposta». Per alcuni invece l’operazione risulta contraddittoria: il leader della Gdo non può snobbare Federdistribuzione per aderire a Confcommercio, da cui 10 anni fa la stessa Federdistribuzione uscì per l’impossibilità di Sangalli di rappresentare realtà molto diverse (distribuzione moderna e commercio tradizionale) e per le contraddizioni in materia di liberalizzazioni. Insomma, i distributori non hanno mai dato prova di compattezza, ma ora si sarebbe fatto di peggio.

L’arrivo di Francesco Pugliese di Conad, ha commentato l’esperto del settore, Mario Sassi, “è un’entrata certamente importante e anch’essa di peso. Pugliese tra l’altro resta in Legacoop pur assumendo contemporaneamente la vicepresidenza di Confcommercio. Personalmente la trovo una scelta che guarda alla prospettiva dell’intero comparto. Altre imprese stanno contemporaneamente in confederazioni o federazioni formalmente concorrenti. Sia nel mondo Coop che nel privato. Alcune perché trovano più convenienti i contratti di lavoro del commercio più di quelli dell’industria, altre i servizi offerti dal sistema bilaterale, altre per tradizione. Altre ancora, e questo credo sia la ragione che più di altre ha spinto Conad,  per costruire ponti anziché muri”.

Aggiunge un addetto ai lavori che preferisce l’anonimato: “L’obiettivo di Pugliese è lavorare per riunificare il comparto Gdo oggi diviso tra Confcommercio, Confesercenti, Federdistirbuzione e Coop. E mettere d’accordo grande e piccola distribuzione anche per fronteggiare i giganti della rete. Viste le gelosie tra le insegne e le associazioni sarà un’operazione comunque complessa”.

Altri navigati conoscitori del comparto ipotizzano che Pugliese possa e voglia prendere le redini della confederazione Confcommercio in una sorta di avvicendamento concordato e amichevole con il leader storico Carlo Sangalli. Si vedrà. Anche perché ci saranno da seguire le prossime mosse di Fabrizio Palenzona (qui l’approfondimento di Start Magazine).

Nel frattempo si notano sempre più le differenze di vedute su Federdistribuzione. Secondo alcuni addetti ai lavori, Pugliese non gradirebbe in Federdistribuzione la presenza di Carrefour ed Esselunga, quest’ultima accusata di avere troppo peso sugli orientamenti associativi. Il resto lo avrebbe poi fatto il lancio dell’operazione “Il carovita sale? Noi abbassiamo i prezzi”.

“Altri osservatori invece – chiosa Distribuzione moderna – assicurano che nel board di Federdistribuzione non c’è nessun strapotere di Esselunga: è ben bilanciata da Selex, VéGé e Finiper. Ma oramai la competizione tra Conad ed Esselunga è un dato oggettivo dopo l’insediamento dei dettaglianti sopra la linea del Po: Pugliese e il suo team hanno realizzato con successo l’integrazione e lo spezzatino di Auchan Italia, operazione a cui pochi credevano”.

Al di là di sbuffi, tensioni e gelosie, restano le prossime sfide indicate da Sassi: “Gestione del Ccnl e riunificazione dell’intero commercio nazionale rappresentano di per sé una sfida decisiva. Il primo è fermo al palo da due anni e credo non basti più una firma qualsiasi. Va ripensato in profondità tenendo conto che lo sgretolamento in corso causato dalla presenza di un dumping feroce sui costi contrattuali non produce nulla di buono per nessuno così come lo stallo indotto dalla competizione con Federdistribuzione. Quest’ultima è altrettanto in difficoltà. Il cambio al vertice non ha prodotto un maggiore protagonismo. Non certo per la qualità delle persone scelte quanto perché la pandemia, il Pnrr e il contesto generale hanno cambiato gli equilibri del sistema e i pesi necessari per esserne interlocutori”.

Conclude Sassi: “Aggiungo che anche quella parte del sindacato di categoria che non ha compreso fino in fondo la portata dell’operazione Auchan, il contesto che l’ha generata e la riorganizzazione pesante in corso in tutto il comparto rischia di trovarsi spiazzata proprio sul tavolo contrattuale nazionale dove al ritardo temporale rischia di sommarsi un ritardo di elaborazione sui contenuti  e sull’evoluzione del comparto oggi all’ordine del giorno. Ritardi che andrebbero recuperati velocemente. Gestire il Ccnl significa essenzialmente questo. Tenendo conto che il clima sociale sta cambiando ovunque”.

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