Economia

Ecco i numeri del papocchio Inps sulla Cig: vergogna!

di

Tridico

I lavoratori in attesa di arretrati dalla cassa integrazione (Cig) potrebbero essere circa mezzo milione. La conferma viene dal presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps, Guglielmo Loy. Tutti i dettagli (che smentiscono i numeri del presidente dell’Inps, Tridico)

Bufera Cig sull’Inps. Ecco tutti i dettagli e i numeri.

“C’è ancora un intoppo. Secondo le nostre tabelle il differenziale tra le domande presentate e quelle autorizzate è ancora alto”, ha detto ieri il presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Istituto (Civ), Guglielmo Loy, sulla Cig.

Lo scarto precisamente è di 226.792 mila pratiche, scrive oggi il Corriere della Sera. Alcune magari recenti, altre più mature. Tutte in stand-by.

Ma la platea dei lavoratori interessati è superiore, fa notare Loy. E potrebbe anche sfiorare il mezzo milione, dice il presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Istituto (Civ).

Nel dettaglio sono 51.364 le pratiche di Cig ordinaria giacenti, 139.311 quelle per la cassa in deroga (estesa alle aziende con meno di 5 dipendenti), 36.117 quelle che fanno riferimento ai fondi d’integrazione salariale (artigianato), ha aggiunto il Corriere della Sera.

«Naturalmente molte domande sono state acquisite recentemente», sottolinea Loy, ma i dati dimostrano che spesso i tempi di liquidazione della prestazione sono ancora lunghi.

È successo, spiega Loy, che le pratiche si sono accumulate perché a un certo punto i fondi si stavano esaurendo, tanto è vero che il governo ha più volte finanziato la cig con i vari decreti legge, ultimo il decreto Agosto, ora in Parlamento, che ha anche introdotto dei primi criteri selettivi, prevedendo un contributo del 18% della retribuzione per le aziende che mettono lavoratori in cassa integrazione pur non avendo subito cali di fatturato e del 9% se il calo è stato fino al 20% (nessun contributo è dovuto per cali superiori). Paletti che era necessario introdurre. Ma che, osserva Loy, potrebbero allungare le pratiche.

Cifre in ogni caso molto ma molto distanti da quelle fatte giusto lo scorso venerdì dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, che aveva parlato di “30 mila” persone in attesa. E in effetti è questo il numero che compare nelle tabelle pubblicate sul portale web dell’Istituto. Dati aggiornati al 10 settembre il numero di quanti sono in attesa è nel dettaglio pari a 30.324.

Ma si tratta di un segmento preciso di chi ha diritto alla Cig, che corrisponde a coloro che non hanno ricevuto “nessun pagamento”, si legge nella nota che accompagna le schede sulle integrazioni erogate direttamente dall’Inps. “Prevalentemente” con riferimento alle domande pervenute da giugno in poi. Sperando quindi che non ci siano casi, se non sporadici, di arretrati anteriori.

Anche su questo Loy spiega: «Trentamila — dice Loy — sono quelli che ancora non hanno preso un euro». Ma il grosso è formato dai lavoratori che finora hanno ricevuto solo una prima tranche del sussidio e stanno aspettando il resto.

“C’è una parte alta in ritardo di un mese, e alcune parti significative in ritardo di un paio di mesi. Quello che temiamo è che con il decreto di Agosto si accumulino domande con procedure più difficili, il legislatore ci mette del suo a non semplificare”, ha aggiunto il presidente del Civ dell’Inps.

In tutto ciò comunque le imprese aspettano ancora la circolare attuativa del decreto approvato il mese scorso, tiene a rimarcare il presidente del Civ, che è l’organo che fissa linee d’indirizzo, obiettivi e approva il bilancio dell’Inps.

Finanche il premier ha ammesso le defaillance. “Il tema è che ci sono cittadini italiani che ancora aspettano la cassa integrazione”, ha sottolineato oggi il premier, Giuseppe Conte, dopo aver risposto ad una domanda sulla vicenda che riguarda lo stipendio di Pasquale Tridico: “Su questo quindi il presidente dell’Inps, tutti i lavoratori dell’Inps e tutti coloro che hanno un ruolo, e io per primo, dobbiamo lavorare giorno e notte, perché basta anche un solo lavoratore che ha preso la cassaintegrazione in deroga a maggio ma non l’ha presa a giugno, luglio, agosto, settembre, è un problema” per chi non ha mezzi di sostentamento. Dunque, ha osservato “non ha senso dire che milioni l’han presa ma c’è ancora un piccolo numero che non la ha percepita, perché si tratta di famiglie”.

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