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Mappa degli Stati più e meno rischiosi. Report Sace

Fmi

Estratto del rapporto “Mappa dei Rischi 2021” a cura di Sace

 

Ci siamo lasciati finalmente alle spalle un anno difficile, un anno colpito dalla più profonda recessione degli ultimi 80 anni. La crisi pandemica ha colpito tutte le geografie, non solo sotto l’aspetto sanitario, ma anche economico, politico e sociale. Le diverse specificità e capacità di reazione dei Paesi hanno permesso loro di far fronte agli effetti dello shock da Covid-19 in maniera eterogenea e più o meno efficace. Seppure in un contesto ancora di grande incertezza, il 2021 si presenta come l’anno della ripresa e ci fa guardare al futuro con cauto ottimismo.

La sempre maggiore copertura vaccinale consentirà un crescente contenimento del virus e un progressivo consolidamento della ripresa economica. Le prospettive sono altresì favorevoli per il commercio internazionale, per il quale si prevedono impatti più temporanei dello shock rispetto a quanto accaduto post CFG. I rischi – sia del credito (con le componenti sovrana e corporate particolarmente stressate) che politico (violenza politica) – sono in aumento e, in alcuni casi, preoccupanti, tuttavia le imprese potranno sfruttare le opportunità di crescita che anche le aree più “instabili” sapranno offrire loro, ripartendo da quelle economie che mostrano maggiore resilienza, come ad esempio alcune di quelle strategiche per l’export italiano (Fig. 14).

È consuetudine accostare al termine “crisi” quello di opportunità, ma questa associazione non deve essere data per scontata. La pandemia ha evidenziato una nuova realtà che non può più prescindere da temi fondamentali di sostenibilità quali il cambiamento climatico, il benessere sociale e la transizione energetica. Queste tematiche richiedono un’implementazione non facile in termini non solo di costo, ma anche di politiche e di sensibilizzazione sia delle imprese che dei cittadini.

Occorrerà fare attenzione che lo stimolo (e il connesso finanziamento) alle imprese per affrontare cambiamenti produttivi e gestionali sia effettivo volano di crescita sostenibile per tutti. In conclusione, in questo panorama stravolto dalla crisi pandemica, con una accorta strategia di internazionalizzazione il canale estero continua a rappresentare una necessità e una opportunità per le imprese e la loro sostenibilità economico-finanziaria, ampliando la propria clientela con nuovi partner più solidi e diversificando nei mercati di sbocco più reattivi alla crisi. Tutto questo a condizione, però, che il “tagliando rischi”, non solo nel senso assicurativo del termine, sia effettuato con tempestività per tenere conto di un quadro in continua evoluzione.

E quindi rosso, giallo e green: i colori dei rischi e della ripresa sostenibile per l’export italiano nel 2021.

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