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Commissario Ue Difesa

Ecco come l’Ue guarda al Pentagono per sostenere l’export militare di Airbus, Leonardo e Thales

Secondo quanto rivelato da Politico, la Commissione Ue sta studiando un sistema, ispirato al programma statunitense Foreign Military Sales, per facilitare l'export militare da parte dell'industria della difesa europea

 

L’Ue sta studiando come i governi dei paesi membri possano vendere armi con la stessa facilità con cui lo fanno gli americani.

È quanto rivela Politico, secondo un documento di consultazione di otto pagine dellaa Commissione europea, visionato dalla testata.

Sulla scia della guerra in Ucraina, Bruxelles ha adottato iniziative che mirano a rafforzare il ruolo dell’Unione nel settore difesa. Lo scorso ottobre il Consiglio Ue ha adottato il rafforzamento dell’industria europea della difesa attraverso l’atto comune sugli appalti (Edirpa). L’altra è il regolamento Asap che ha lo scopo di aumentare le capacità produttive europee nel settore specifico delle munizioni e dei missili, per far fronte alle crescenti necessità delle forze armate di Kiev.

Nel frattempo, i paesi Ue hanno anche aumentato significativamente i propri budget per la difesa. Tuttavia, la maggior parte degli accordi sono spesso andati agli appaltatori militari statunitensi a scapito delle aziende europee, ricorda Politico.

Ed è per questo che la Commissione Ue sta lavorando a un nuovo meccanismo simile al programma Foreign Military Sales (Fms) degli Stati Uniti per facilitare l’export militare. Come spiega la testata, si tratta di un “sistema in cui il Pentagono fa il lavoro pesante per garantire la vendita di armi utilizzando la forza combinata della potenza industriale americana e i vantaggi politici dei legami con Washington”.

Secondo Politico, Bruxelles sta avanzando la prospettiva di copiare il programma statunitense Fms. D’altronde il Vecchio Continente non ha equivalenti, il che mette in svantaggio i campioni dell’industria eruopea come Airbus, Leonardo e Thales.

Tutti i dettagli.

“BUY EUROPEAN”

L’ampia quota di armi americane nei contratti di difesa europei è una questione ricorrente identificata come una priorità assoluta dalla Commissione Europea. “Sto lottando perché [i paesi europei] comprino europeo”, aveva dichiarato il commissario Thierry Breton a Le Figaro la scorsa settimana.

Appello lanciato anche dagli industriali del settore più volte. L’ultimo quello lanciato dagli amministratori delegati di Airbus e Saab – due delle più grandi società di difesa europee – in occasione di un evento di Politico, quando hanno invitato i governi europei a dipendere meno dalle armi statunitensi.

BRUXELLES STUDIA EQUIVALENTE UE AL PROGRAMMA FOREIGN MILITARY SALES AMERICANO PER L’EXPORT MILITARE

“Si dovrebbe prendere in considerazione un equivalente Ue del programma Fms statunitense, basandosi su programmi da governo a governo, per sostenere gli appalti dalla [base industriale e tecnologica di difesa europea] da parte degli Stati membri dell’Ue e il sostegno ai partner, inclusa l’Ucraina?” si legge nel documento, visionato da Politico. “Se sì, come dovrebbe funzionare un simile meccanismo?”

Il documento mostra che Bruxelles è consapevole del vantaggio competitivo dato dal sistema americano agli appaltatori della difesa statunitense. Per questo sta cercando di fornire all’industria europea lo stesso tipo di spinta garantendo che i contratti da governo a governo possano diventare la norma anche nel Vecchio Continente, osserva Politico.

COME FUNZIONA LO SCHEMA FMS MADE IN USA

Infatti, lo schema Fms consente ai governi di acquistare direttamente da Washington senza dover passare attraverso le società della difesa. Inoltre, può accelerare le consegne di attrezzature attingendo alle azioni del Pentagono.

Secondo uno studio citato nel documento della Commissione, il 95% degli acquisti europei di kit statunitensi dall’inizio della guerra risultano effettuati attraverso il programma Fms, per un valore totale di oltre 60 miliardi di dollari.

Come sottolinea ancora la testata con sede a Bruxelles, “il sistema FMS statunitense consente ai governi di costruire una relazione strategica con gli Stati Uniti ma anche, soprattutto, di ottenere più rapidamente alcune delle attrezzature acquistate”. Lo schema prevede che parte degli articoli venduti possano essere prelevati direttamente dalle scorte del Pentagono, aggiunge Politico.

IN VISTA DELL’EDIS

Questa proposta sull’export militare potrebbe far parte della nuova strategia Ue per l’industria della difesa.

“Presenteremo una strategia europea per l’industria della difesa (Edis) all’inizio del prossimo anno, durante il primo trimestre del 2024”, aveva confermato il 17 ottobre il commissario Breton a Euractiv. Il documento di consultazione sul programma Fms è uno dei cinque documenti distribuiti alle delegazioni nazionali per ottenere il loro punto di vista su come dovrebbe essere la strategia, rivela Politico.

I PROSSIMI PASSI

Nel suo documento, la Commissione indica i processi di acquisto lunghi e complicati come uno svantaggio chiave per gli europei. I paesi Ue finiscono infatti per favorire “appalti standardizzati da paesi terzi (ad esempio attraverso il Foreign Military Sales degli Stati Uniti).”

“In confronto, l’utilizzo di uno sportello unico che offra soluzioni rapide per l’approvvigionamento di attrezzature standardizzate è considerato molto più semplice che avviare un processo di appalto parallelo all’interno dell’Ue”, si legge nel documento.

Tuttavia, conclude Politico, il piano per un Fms europeo è ancora in una fase preliminare. Potrebbe anche non vedere mai la luce dal momento che il suo esito dipenderà dal feedback dei paesi dell’Ue.

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