Moderna ha ufficialmente chiuso il contenzioso sui brevetti legati alla tecnologia di somministrazione del suo vaccino anti-Covid con un accordo da 950 milioni di dollari, che può salire fino a 2,25 miliardi in base all’esito di un ricorso.
L’intesa con Arbutus Biopharma e Genevant Sciences elimina così le cause pendenti a livello globale e rimuove un rilevante rischio finanziario per l’azienda, in un momento di calo della domanda dei vaccini anti-Covid.
COSA PREVEDE L’ACCORDO
L’accordo, riferisce Reuters, prevede un pagamento iniziale di 950 milioni di dollari, che Moderna verserà in un’unica soluzione nel terzo trimestre del 2026, con la contabilizzazione dell’onere nel primo trimestre. È inoltre previsto un possibile pagamento aggiuntivo fino a 1,3 miliardi di dollari entro 90 giorni, nel caso in cui la Corte d’Appello federale confermi la responsabilità della società.
Complessivamente, l’esborso massimo può raggiungere 2,25 miliardi di dollari.
Moderna ha dichiarato che intende sostenere in sede di appello di beneficiare dell’immunità riconosciuta ai contraenti del governo, circostanza che limiterebbe ulteriormente la sua responsabilità. Qualora tale tesi venisse accolta, non sarebbero dovuti ulteriori pagamenti.
L’intesa risolve tutte le controversie nel mondo relative ai vaccini attuali e futuri di Moderna e stabilisce che non saranno dovute royalty per l’utilizzo della tecnologia Lnp.
LA DISPUTA SULLA TECNOLOGIA LNP
Al centro del contenzioso vi erano le accuse secondo cui Moderna avrebbe violato brevetti detenuti da Arbutus e Genevant relativi alle nanoparticelle lipidiche (Lnp), utilizzate per veicolare l’mRNA all’interno delle cellule. Le Lnp, minuscole particelle di grasso, svolgono la funzione di proteggere e trasportare le molecole di mRNA fino alle cellule del paziente.
La causa era pendente presso il tribunale distrettuale federale del Delaware e, secondo stime diffuse a gennaio dagli analisti di Bloomberg Intelligence, Moderna rischiava fino a 1,7 miliardi di dollari di danni negli Stati Uniti qualora fosse stata accertata una violazione volontaria dei brevetti.
L’IMPATTO SUI CONTI E LA REAZIONE DI BORSA E ANALISTI
L’accordo interviene in una fase complessa per Moderna, che durante la pandemia ha generato circa 48 miliardi di dollari di vendite globali grazie al suo vaccino anti-Covid, ma che successivamente ha registrato un forte calo della domanda. Lo scorso autunno, ricorda Bloomberg, la società ha ottenuto un finanziamento fino a 1,5 miliardi di dollari da Ares Management Credit Funds per rafforzare la propria posizione finanziaria. L’azienda, aggiunge la testata economica, prevede di chiudere l’anno con una liquidità compresa tra 4,5 e 5 miliardi di dollari tra cassa ed equivalenti.
Il mercato ha reagito positivamente alla definizione dell’accordo, con le azioni di Moderna che sono salite del 9% nelle contrattazioni estese a New York. In una nota ai clienti, l’analista di Jefferies Andrew Tsai ha definito l’intesa un elemento “incrementale” positivo per la società e ha affermato che “elimina uno scenario catastrofico nel peggiore dei casi” di pagamenti significativi verso le controparti.
Nel frattempo, i titoli di Arbutus hanno perso fino al 14% nel dopo mercato, mentre prosegue separatamente la disputa brevettuale sulla tecnologia Lnp che coinvolge Pfizer e BioNTech.
LE DICHIARAZIONI DELLE AZIENDE
In un comunicato citato da Reuters, l’amministratore delegato di Moderna, Stéphane Bancel, ha dichiarato che la risoluzione del caso “elimina l’incertezza e ci consente di concentrare pienamente la nostra attenzione sull’entusiasmante futuro prossimo di Moderna”.
Dal lato di Genevant, il Ceo di Roivant Sciences, Matt Gline, ha invece affermato che “questo risultato testimonia il ruolo fondamentale che la tecnologia Lnp di base di Genevant ha svolto nel rendere possibile la risposta globale alla pandemia di Covid-19” e ha aggiunto che la società proseguirà il contenzioso contro Pfizer e BioNTech.







