Economia

Assicurazioni, ecco come Generali soccorrerà Cattolica

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cattolica assicurazioni

Generali sottoscriverà un aumento di capitale da 300 milioni di euro di Cattolica Assicurazioni e avrà il 24,4% della compagnia. Ingresso del Leone vincolato alla trasformazione di Cattolica in spa in 2021. Tutti i dettagli

 

Generali va in soccorso di Cattolica Assicurazioni, sotto il forcing dell’Ivass per una ricapitalizzazione. Ecco come e perché Generali e Cattolica hanno stretto un accordo. E le prime reazioni in Borsa. Tutti i dettagli.

EFFETTO BORSA PER CATTOLICA

Boom in Borsa per il titolo Cattolica: a circa mezzora dall’apertura segnava un rialzo teorico di oltre il 16% a 4,2 euro dopo l’accordo di partnership strategica annunciato con Generali. Cattolica vola in Borsa dove è entrata agli scambi in leggero ritardo non essendo riuscita a fare subito prezzo dopo l’annuncio, nella notte, dell’ingresso di Generali che sottoscriverà un aumento di capitale da 300 milioni a 5,55 euro per azione (3,61 euro la chiusura di ieri). Il titolo della compagnia, di cui il Leone diventerà primo azionista con il 24,4% del capitale, fa un balzo del +34,46% a 4,85 euro (alle ore 15,30).

LA SINTESI DELL’ACCORDO TRA GENERALI E CATTOLICA

Generali sottoscriverà un aumento di capitale da 300 milioni di euro a 5,55 euro e avrà il 24,4% della compagnia. Cattolica avvia una partnership strategica con Generali e si trasformerà in società per azioni dal 2021.

I 3 PILASTRI DELL’INTESA FRA CATTOLICA E GENERALI

Il progetto, approvato ieri dai cda delle due compagnie, si fonda su tre pilastri.

Innanzitutto, su “accordi industriali e commerciali in grado di generare opportunità e benefici diretti immediati per i due gruppi su quattro aree strategiche di business: asset management, internet of things, salute e riassicurazione”, riferisce una nota. In secondo luogo su un aumento di capitale, con l’impegno di Generali a sottoscriverne, con esclusione del diritto d’opzione, una prima tranche da 300 milioni di euro al prezzo di 5,55 euro per azione “subordinatamente all’approvazione della trasformazione in spa e a talune modifiche statutarie relative alla governance di Cattolica”.

COME CAMBIERA’ L’AZIONARIATO DI CATTOLICA

Inoltre, terzo pilastro, Generali diventerà azionista rilevante col 24,4% (calcolato scomputando le azioni proprie) e avrà facoltà di sottoscrivere pro quota il successivo aumento per massimo 200 milioni offerto in opzione a tutti gli azionisti.

CHE COSA HANNO DECISO CATTOLICA E GENERALI

Infine la joint venture prevede un cambio di passo sulla forma giuridica e sulla governance con la trasformazione di Cattolica da cooperativa a società per azioni – al proposito è previsto che il cda di Cattolica convochi l’assemblea straordinaria, da tenersi entro il 31 luglio, per approvare questo passaggio storico e il conseguente cambio di statuto – con effetto dal primo aprile 2021 e l’adozione di modifiche statutarie a tutela dell’investimento (in vigore sino alla data di efficacia della trasformazione) che costituiranno ‘condizioni sospensive per l’ingresso di Generali nel capitale di Cattolica come azionista rilevante”.

COME SARA’ LA JV CATTOLICA-GENERALI

Dal punto di vista industriale la joint venture prevede accordi che hanno durata pluriennale articolati su quattro aree. A partire dall’Asset Management con la gestione da parte di Generali AM di parte del portafoglio investimenti di Cattolica ‘volta all’incremento dell’efficienza, facendo leva sulle competenze ed expertise specialistiche’.

CAPITOLO INTERNET

Sull’internet of things ci sara’ ‘l’offerta da parte di Generali ai clienti di Cattolica dell’innovativa piattaforma sviluppata da Generali Jeniot per lo sviluppo del business telematico auto, casa, pet e imprese’.

DOSSIER SALUTE PER CATTOLICA E GENERALI

Infine sulla salute ci sarà “l’estensione alla clientela di Cattolica dei servizi innovativi di Generali Welion in ambito salute, attualmente non offerti da Cattolica, e l’esternalizzazione di parte dei servizi di liquidazione e assistenza da parte di Cattolica sempre a Generali Welion” mentre sulla riassicurazione verrà siglato “un accordo di collaborazione tra Cattolica e Generali, con Generali principale partner in relazione ad una quota dei rischi da riassicurare”.

L’AUMENTO DI CAPITALE DI CATTOLICA

Per quanto riguarda l’aumento di capitale, è previsto che entro la data del 15 luglio il cda di Cattolica approverà la prima tranche dell’aumento di capitale (per 300 milioni di euro) riservato a Generali con le nuove azioni (oltre 54 milioni) emesse al di euro 5,55 per azione; e la seconda tranche dell’aumento (per 200 milioni di euro) in opzione.

LA TEMPISTICA

Infine la sottoscrizione dell’aumento di capitale riservato avverrebbe previa approvazione della trasformazione di Cattolica in spa (con efficacia differita all’1 aprile 2021); previo ottenimento di tutte le autorizzazioni e/o consensi necessari dalle competenti autorità; e previa adozione da parte di Cattolica stessa di talune modifiche statutarie volte a tutelare i diritti di Generali dal momento della sottoscrizione dell’aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione fino alla data di efficacia della trasformazione. Tali modifiche includono il diritto di veto di Generali nell’assemblea dei soci e nel cda in relazione a determinate materie rilevanti a tutela degli interessi finanziari di Generali come investitore e socio di Cattolica, nonché la nomina di tre membri del board.

CHI SONO GLI ADVISOR

Generali nell’operazione – si legge nel comunicato stampa congiunto che Start Magazine pubblica integralmente in fondo – “è stata assistita in qualità di advisor finanziario da Rothschild & Co, dallo Studio Gianni Origoni Grippo & Partners in qualita’ di advisor legale e dallo studio legale Tremonti & Associati. Cattolica nell’operazione e’ stata assistita in qualità di advisor finanziario da KPMG Corporate Finance divisione di KPMG Advisory S.p.A. mentre lo Studio legale Avv. Prof. Mario Cera ha agito in qualita’ di advisor legale”.

IL REPORT DI EQUITA

L’operazione si inquadra nell’ambito della richiesta dell’Ivass che a fine maggio aveva indicato la necessità per il gruppo veronese di un aumento di capitale da 500 milioni di euro per risollevare la solvibilità, messa a dura prova dal rialzo dello spread e dalla caduta dei mercati a seguito dell’epidemia, dicono gli analisti di Equita. “Generali avrà la facoltà di sottoscrivere pro-quota il successivo aumento da 200 milioni in opzione con un esborso da 50 milioni. Lo statuto di Cattolica, a differenza di quello delle ex banche popolari, non prevede quorum specifici, ovvero molto elevati, per la trasformazione in spa, quindi si applica quanto stabilito dal codice civile per l’assemblea straordinaria, ovvero la maggioranza semplice in terza convocazione. Un terzo dei soci, ovvero circa 6 mila, può bloccare la trasformazione, ma crediamo che si tratti di uno scenario improbabile”, afferma la Sim. Il diritto di recesso, considerando il prezzo medio degli ultimi sei mesi, calcola Equita, sarebbe ad oggi a 5,6 euro, “tuttavia riteniamo molto probabile che la trasformazione possa prevedere una limitazione per evitare un impatto significativo sul Solvency”.

CHE COSA HA CHIESTO IVASS A CATTOLICA ASSICURAZIONI

La mossa di Generali che di fatto soccorre Cattolica alle prese con una delicata ricapitalizzazione è stato in sostanza provocato appunto da una mossa dirompente dell’autorità di settore Ivass, peraltro improvvisa e dunque controversa ossia criticata. Il 27 maggio scorso infatti l’Istituto di Vigilanza ha inviato una lettera al gruppo assicurativo evidenziando, come riportava una nota di Cattolica, “la situazione di solvibilità indebolita del Gruppo, della Capogruppo e di talune controllate a seguito del deterioramento dei mercati finanziari conseguente alla diffusione della pandemia da COVID-19 che ha causato, come noto, l’allargamento degli spread (in particolare sui titoli italiani), l’ulteriore calo dei tassi risk free e un marcato calo dei mercati azionari”. L’attenzione dell’Ivass si appunta soprattutto su due controllate Vita, BCC Vita e Vera Vita, che hanno presentato una stima di Solvency Ratio inferiore al minimo regolamentare e sul fatto che i Solvency Ratio del Gruppo, della Capogruppo e di altre due società controllate Danni, pur rimanendo sempre sopra i minimi regolamentari, hanno riportato dei valori al di sotto delle soglie interne di Risk Appetite Framework. Il risultato è per l’appunto la richiesta di procedere a una ricapitalizzazione pari a 500 milioni entro l’inizio di autunno e di presentare un piano “che descriva le azioni intraprese con riferimento anche alle controllate, riguardanti in particolare il monitoraggio della posizione di solvibilità, di liquidità, oltre ad un’analisi della scelta dei limiti di Risk Appetite Framework”. Da qui dunque – per le difficoltà di Cattolica – nasce la mossa di Generali che peraltro non aveva tra i piani una crescita in Italia tramite aggregazioni.

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IL COMUNICATO INTEGRALE DI CATTOLICA E ASSICURAZIONI GENERALI

GENERALI E CATTOLICA ANNUNCIANO IL LANCIO DI UNA PARTNERSHIP STRATEGICA

  • Generali si impegna a diventare azionista rilevante con il 24,4% di Cattolica attraverso la sottoscrizione di un aumento di capitale riservato per 300 milioni di euro condizionato alla trasformazione di Cattolica in S.p.A.
  • Accordo su 4 ambiti industriali: Asset management, Internet of Things, Salute e Riassicurazione
  • Opportunità di crescita profittevole sui servizi ai clienti Danni e su asset management in Italia

Milano e Verona. Il Consiglio di Amministrazione di Assicurazioni Generali, riunitosi oggi sotto la presidenza di Gabriele Galateri di Genola, e il Consiglio di Amministrazione di Cattolica, riunitosi sotto la presidenza di Paolo Bedoni, hanno approvato l’avvio di una partnership strategica tra il Gruppo Generali e il Gruppo Cattolica.

La partnership strategica si fonda su 3 pilastri:

  • accordi industriali e commerciali – in grado di generare opportunità e benefici diretti immediati per i due gruppi su 4 aree strategiche di business: Asset management, Internet of Things, Business Salute e Riassicurazione. L’esecuzione di tali accordi è necessaria per la realizzazione della partnership strategica;
  • aumento di capitale – con l’impegno di Generali a sottoscrivere un aumento di capitale, con esclusione del diritto d’opzione, per un ammontare pari a 300 milioni di euro, subordinatamente all’approvazione della trasformazione in S.p.A. e a talune modifiche statutarie relative alla governance di Cattolica. Generali ne diventerebbe azionista rilevante con una partecipazione del 24,4%. Generali avrà inoltre la facoltà di sottoscrivere pro quota il successivo aumento di capitale in opzione per tutti gli azionisti per un ulteriore controvalore massimo pari a 200 milioni di euro;
  • forma giuridica e governance – l’accordo prevede che (1) la trasformazione di Cattolica da cooperativa a società per azioni, con effetto dal 1° aprile 2021, e (2) l’adozione di modifiche statutarie a tutela dell’investimento (in vigore sino alla data di efficacia della trasformazione) costituiscano condizioni sospensive per l’ingresso di Generali nel capitale di Cattolica come azionista rilevante.

ACCORDI COMMERCIALI

La Partnership prevede quattro iniziative industriali che rappresentano importanti opportunità di crescita profittevole sui servizi ai clienti del segmento danni e nel comparto asset management, facendo leva sulle competenze e capacità di Generali nella gestione degli investimenti, nell’innovazione digitale e nei servizi salute e consentendo a Cattolica di ampliare e migliorare l’offerta alla propria clientela con nuovi e innovativi servizi accessori.

In particolare gli accordi che hanno durata pluriennale prevedono quanto segue:

Asset management: la gestione da parte di Generali Asset Management di parte del portafoglio investimenti di Cattolica volta all’incremento dell’efficienza, facendo leva sulle competenze ed expertise specialistiche;

Internet of Things: l’offerta da parte di Generali ai clienti di Cattolica dell’innovativa piattaforma IOT sviluppata da Generali Jeniot per lo sviluppo del business telematico auto, casa, pet e imprese;

Business Salute: l’estensione alla clientela di Cattolica dei servizi innovativi di Generali Welion in ambito salute, attualmente non offerti da Cattolica, e l’esternalizzazione di parte dei servizi di liquidazione e assistenza da parte di Cattolica sempre a Generali Welion;

Riassicurazione: un accordo di collaborazione tra Cattolica e Generali, con Generali principale partner in relazione ad una quota dei rischi da riassicurare;

L’esecuzione di tali accordi è necessaria per la realizzazione della partnership strategica.

AUMENTO DI CAPITALE

L’operazione prevede l’ingresso di Generali come azionista rilevante di Cattolica tramite la sottoscrizione, al verificarsi di talune condizioni, di un aumento di capitale riservato con esclusione del diritto di opzione per un ammontare complessivo pari a 300 milioni di euro. Tale operazione permetterebbe a Generali di raggiungere una quota in Cattolica pari a 24,4% (calcolata scomputando le azioni proprie). L’aumento di capitale riservato a Generali prevede l’emissione di 54,054 milioni di azioni di Cattolica ad un prezzo di emissione per azione pari a 5,55 euro.

Oltre all’aumento di capitale per 300 milioni di euro, Cattolica prevede di deliberare un aumento di capitale in opzione a favore di tutti gli azionisti per un valore di massimi 200 milioni di euro da effettuarsi successivamente, al fine di completare il rafforzamento patrimoniale come si attende l’Autorità di Vigilanza.

Nei dettagli, è previsto che il Consiglio di Amministrazione di Cattolica convochi l’assemblea straordinaria, da tenersi entro il 31 luglio, per la deliberazione di trasformazione della Società in S.p.A ed il conseguente cambio di statuto.
Entro la data del 15 luglio il Consiglio di amministrazione di Cattolica approverà:

  • la prima tranche dell’aumento di capitale (per 300 milioni di euro) riservato a Generali con le nuove azioni emesse al succitato prezzo di euro 5,55 per azione;
  • la seconda tranche dell’aumento (per 200 milioni di euro) in opzione.

FORMA GIURIDICA – GOVERNANCE

La sottoscrizione dell’aumento di capitale riservato avverrebbe:

  • previa approvazione della trasformazione di Cattolica in S.p.A. (con efficacia differita al 1° aprile 2021);
  • previo ottenimento di tutte le autorizzazioni e/o consensi necessari dalle competenti autorità; e
  • previa adozione da parte di Cattolica stessa di talune modifiche statutarie volte a tutelare i diritti di Generali dal momento della sottoscrizione dell’aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione fino alla data di efficacia della trasformazione; tali modifiche includono il diritto di veto di Generali nell’Assemblea dei soci e nel Consiglio di Amministrazione in relazione a determinate materie rilevanti a tutela degli interessi finanziari di Generali come investitore e socio di Cattolica, nonché la nomina di 3 membri del Consiglio di Amministrazione, il tutto come meglio specificato nelle comunicazioni che saranno effettuate ai sensi della normativa, anche regolamentare, applicabile.

Marco Sesana, Country Manager & Ceo di Generali Italia e Global business Lines, ha affermato: “La partnership strategica con Cattolica è un’opportunità unica, oggi in Italia, di crescita profittevole nell’asset management e nei servizi innovativi ai clienti danni, pilastri della nostra strategia Partner di Vita 2021. Ci permette di estendere i nostri servizi sulla salute e la telematica, grazie alle piattaforme innovative di Generali Welion e Generali Jeniot agli oltre 3,5 milioni di clienti di Cattolica. Il nostro ingresso come azionista rilevante coglie l’opportunità di partecipare al rafforzamento patrimoniale e alla trasformazione in S.p. A di Cattolica”.

Paolo Bedoni, Presidente di Cattolica Assicurazione, e Carlo Ferraresi, Direttore Generale di Cattolica, hanno sottolineato: “La partnership strategica con il Gruppo Generali rappresenta un progetto rilevante nella storia di Cattolica che, con l’obiettivo di preservare la centralità del territorio, dei clienti e dei dipendenti, offre una importante opportunità di creazione di valore per i soci e azionisti.
Infatti, attraverso questo accordo il Gruppo Cattolica potrà beneficiare per i suoi clienti di nuovi ed innovativi servizi del Gruppo Generali e potrà rafforzare la propria posizione di capitale”.

Generali nell’operazione è stata assistita in qualità di advisor finanziario da Rothschild & Co, dallo Studio Gianni Origoni Grippo & Partners in qualità di advisor legale e dallo Studio Legale Tremonti & Associati.

Cattolica nell’operazione è stata assistita in qualità di advisor finanziario da KPMG Corporate Finance divisione di KPMG Advisory S.p.A. mentre lo Studio legale Avv. Prof. Mario Cera ha agito in qualità di advisor legale.

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