Economia

Che cosa faranno Assicurazioni Generali, Unipol, Axa e non solo sui dividendi

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Come si stanno orientando le maggiori assicurazioni come Generali, Unipol, Axa, Allianz e non solo nel pagamento dei dividendi dopo il richiamo dell’Eiopa e la raccomandazione dell’Ivass

Che cosa faranno Assicurazioni Generali, Unipol, Axa e non solo in materia di dividendi?

C’è chi è ancora intenzionato a pagare il dividendo, chi ci sta pensando e chi ha adottato una soluzione mista. L’emergenza coronavirus ha aperto una riflessione all’interno delle assicurazioni che si preparavano a staccare la cedola per l’esercizio 2019, complice la sollecitazione da parte dell’Eiopa, l’Authority europea sulle compagnie assicurative, e la raccomandazione dell’Ivass che il 17 marzo scorso ha inviato una lettera ai gruppi del settore per invitare alla prudenza nel pagamento delle cedole e della parte variabile degli emolumenti ai top manager. Peraltro la Vigilanza ha annunciato uno “stretto monitoraggio” dei comportamenti delle società.

GENERALI, CDA A BREVE

Cresce l’attesa per Generali che dopo Pasqua, forse martedì 14 o mercoledì 15, potrebbe registrare la riunione del board, chiamato a dire l’ultima parola sulla distribuzione dei dividendi, circa 880 milioni di euro. Il 23 marzo la precedente riunione del consiglio d’amministrazione aveva stabilito di pagare i dividendi – 0,96 euro a titolo – così come deliberato il 12 marzo. Poi il 30 marzo – dopo il richiamo dell’Eiopa del 17 marzo – è arrivato il monito dell’Ivass  che potrebbe spingere i vertici della compagnia a cambiare idea. A rincarare la dose ci si è messo pure il collegio sindacale che nella relazione sul bilancio 2019, che ha raggiunto ottimi risultati, ha scritto: “Si richiama l’importanza che il cda di Generali, che si riunirà prossimamente al fin di valutare le indicazioni provenienti dai regolatori, assuma le proprie determinazioni secondo un approccio di ragionata prudenza coerente con l’attuale situazione di incertezza”.

Al momento le opzioni possibili sono tre: rimandare la delibera sui dividendi come ha fatto Cattolica, assumerla ma spostare il pagamento delle cedole in autunno, pagarne ora soltanto una parte adesso e il resto nei prossimi mesi.

Va ricordato che Generali negli ultimi anni ha sempre pagato le cedole ai suoi azionisti tra cui spiccano Francesco Gaetano Caltagiorne e Leonardo Del Vecchio che si metterebbero in tasca circa 80 milioni di euro ciascuno, considerando il valore attuale del titolo del Leone triestino. Addirittura 200 milioni di euro verrebbero pagati al principale azionista, Mediobanca (13%).

E proprio in vista di questo importante appuntamento, Il Sole 24 Ore ha menzionato quanto accadde in occasione dell’emergenza del 2008-2009. Il board guidato dall’ad dell’epoca, Giovanni Perissinotto – che fu silurato proprio da Caltagirone, Del Vecchio e Mediobanca – , confermò la distribuzione della cedola che venne pagata in parte in contanti e in parte in azioni.

UNIPOL E LA SOLUZIONE MISTA

Una soluzione mista è quella che ha adottato Unipol. Il board che si è riunito il 2 aprile scorso ha rinviato la distribuzione del dividendo della capogruppo, pari a 0,28 euro per azione, mentre ha confermato quello della controllata UnipolSai, pari a 0,16 euro per azione. Comunque il cda della compagnia guidata dall’ad, Carlo Cimbri, ha fatto sapere che “si è riservato – non appena ricorreranno le condizioni, passata l’attuale situazione di emergenza in cui si trova l’intero Paese – di convocare un’assembla dei soci per dare esecuzione alla distribuzione di riserve di utili entro l’esercizio 2020”.

Inoltre il gruppo ha deciso pure di sospendere “ogni valutazione in merito al riconoscimento della remunerazione variabile di competenza dell’esercizio 2019 per tutto il personale dirigente, incluso l’amministratore delegato, rinviando qualsiasi decisione in merito ad una successiva riunione consiliare, da fissarsi nei prossimi mesi tenuto conto dell’evoluzione del contesto generale”.

COSA SUCCEDE IN CATTOLICA

E’ stata Cattolica Assicurazioni la prima a rinviare la distribuzione della cedola, senza aspettare che si pronunciasse la Vigilanza. Un gruppo, quello con sede a Verona, che negli ultimi mesi ha registrato la defenestrazione dell’amministratore delegato Alberto Minali e un forte rimescolamento a livello azionario, proprio in seguito a questo fatto su cui ancora non si è fatta chiarezza, sebbene tutte le indicazioni portino all’attrito con il presidente, Paolo Bedoni.

Come ricorda Il Sole 24 Ore la potente Fondazione CariVerona, che con la compagnia in mano a Minali era arrivata a detenere il 3,4%, ora ha in mano soli l’1%. Nel frattempo tra gli azionisti è emerso Giuseppe Pilenga, membro del Comitato azionisti di riferimento di  Ubi Banca, con un pacchetto dell’1,1%.

Nello scenario vanno aggiunte le dimissioni, arrivate ieri, del vice direttore generale e cfo Enrico Mattioli. Che era arrivato a settembre 2017 quando Minali era già alla guida di Cattolica Assicurazioni. Mattioli ha giustificato il suo addio con motivi di “carattere personale e professionale”. Al suo posto è stato nominato Atanasio Pantarrotas, entrato nel 2015 in Cattolica – dove ha ricoperto diversi incarichi – dopo aver lavorato come analista finanziario.

ALLIANZ PER IL DIVIDENDO, AXA RINVIA

Allargando lo sguardo oltre i confini nazionali, i tedeschi di Allianz sarebbero orientati a staccare la cedola e dovrebbero metterlo nero su bianco nell’assemblea del prossimo 6 maggio. Ancora in riflessione sono invece i francesi di Axa che hanno convocato un cda straordinario per rimandare dal 30 aprile al 30 giugno l’assemblea e la decisone in merito al pagamento dei dividendi.

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