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Disabilità, appello al ministro Stefani sulla legge delega in materia di contratti pubblici

Disabilità

L’intervento di Francesco Comellini

 

Ci risiamo, la disabilità sembra essere un fastidioso orpello persino per il legislatore.

Infatti nel testo del Disegno di legge n. 2330-B di Delega al Governo in materia di contratti pubblici (fu presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri Draghi) e dal Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (Giovannini) ed ora all’esame del Senato con le modifiche apportate in prima lettura dalla Camera all’articolo 1, comma 2 in materia di criteri direttivi per la definizione dei decreti legislativi si legge alla lettera h) “previsione della facoltà, per le stazioni appaltanti, di riservare il diritto di partecipazione alle procedure di appalto e a quelle di concessione a operatori economici il cui scopo principale sia l’integrazione sociale e professionale delle persone con disabilità o svantaggiate”.

Ecco con quel termine “facoltà” in vero non si garantisce il diritto di partecipazione che resta nell’alveo delle decisioni esclusive della Stazione appaltante.

Qui faccio appello al Ministro per le disabilità Erika Stefani: cara Ministro se vogliamo essere realmente un Paese civile, parte di una più civile Europa unita e coesa, e non fare solo campagna elettorale sulla pelle delle persone con disabilità, occorre far si che il diritto all’integrazione sociale e professionale delle persone con disabilità, che discende in vero prima di tutto dalla nostra Carta Costituzionale come diritto fondamentale della persona, stabilito nel criterio di redazione della delega legislativa divenga, tanto più dopo la brutta relazione della Corte dei Conti sul Fondo per l’occupazione delle persone con disabilità che disegna un quadro a tinte fosche del fallimento delle politiche sulla materia dal 2016 ad oggi, reale e non una mera enunciazione di principio.

Pertanto nel corso di esame al Senato, che sta per iniziare, l’inutile “la previsione della facoltà” deve divenire “un obbligo per le Stazioni appaltanti” al fine di “garantire la partecipazione alle procedure di appalto e a quelle di concessione a operatori economici il cui scopo principale sia l’integrazione sociale e professionale delle persone con disabilità o svantaggiate” .

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