Economia

Ecco la direttiva Ue sulle sofferenze bancarie (che fa imbestialire Bagnai della Lega)

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Cosa dice e quali obiettivi si propone la proposta di direttiva europea su gestori e acquirenti di crediti deteriorati e sul recupero delle garanzie reali al vaglio della commissione Finanze del Senato presieduta da Bagnai (Lega)

 

E’ all’esame della commissione Finanze del Senato la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio europeo relativa ai gestori di crediti, agli acquirenti di crediti e al recupero delle garanzie reali.

Si tratta di un tentativo su cui “potremo dire la nostra come Parlamento nazionale” aveva commentato il presidente leghista Alberto Bagnai durante un seminario organizzato da Fratelli d’Italia. “Diremo – aveva aggiunto – che la proposta di direttiva, con enfasi sullo smaltimento accelerato degli Npl (Non performing loans, ndr), è cosa di cui l’Italia non ha bisogno e ha dimostrato di non averne bisogno”. Ma vediamo cosa dice nel dettaglio la proposta e quali obiettivi si propone.

VI SPIEGO LE IPOCRISIE EUROPEE SU PIL, BANCHE E NPL. PARLA BAGNAI (LEGA)

IL QUADRO IN UE SECONDO BRUXELLES

Il Parlamento e il Consiglio Ue partono da una considerazione: la direttiva è una parte importante del lavoro per rafforzare l’Unione economica e monetaria che, in un sistema finanziario più integrato, riuscirà ad incassare meglio i colpi che arrivano dagli shock negativi. Infatti la proposta agevola la ripartizione del rischio tra privati a livello transfrontaliero e riduce l’esigenza di condivisione pubblica del rischio. In tale ottica Bruxelles intende completare l’Unione bancaria e predisporre gli elementi essenziali dell’Unione dei mercati dei capitali.

IL PROBLEMA DEGLI STOCK DI NPL

Secondo l’Ue, per completare l’Unione bancaria è però necessario affrontare la questione dei grandi stock di crediti deteriorati e quello di un eventuale accumulo futuro, così da ridurre ulteriormente i rischi e consentire alle banche di concentrarsi sull’erogazione di credito alle imprese e ai cittadini. Se gli istituti hanno in pancia molti Npl – sottolinea Bruxelles – i risultati possono essere inficiati per due motivi.

In primo luogo i crediti deteriorati generano meno entrate rispetto a quelli in bonis riducendo la redditività della banca e possono causare perdite che riducono il capitale. Si tratta di effetti che, nei casi più gravi, possono mettere in discussione la solvibilità di una banca con possibili implicazioni per la stabilità finanziaria. In secondo luogo, gli Npl vincolano una quota importante di risorse, umane e finanziarie, diminuendo la capacità di erogare prestiti, anche nei confronti delle piccole e medie imprese.

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LA NECESSITA’ DI UN APPROCCIO GLOBALE

Per affrontare il problema l’Ue chiama a un approccio globale: la responsabilità spetta in prima battuta alle banche e agli Stati membri ma è evidente che esiste un interesse europeo a ridurre gli attuali stock di Npl e ad evitare un eccessivo accumulo futuro data l’interconnessione del sistema bancario dell’Ue, e in particolare di quello della zona euro. E considerando pure le potenziali ricadute sull’economia europea sia in termini di crescita economica sia in termini di stabilità finanziaria.

Ecco dunque il “Piano d’azione per affrontare la questione dei crediti deteriorati in Europa” adottato a luglio 2017 dal Consiglio europeo che prevede quattro azioni complementari in quattro diversi ambiti: vigilanza bancaria e regolamentazione; riforma della disciplina in materia di ristrutturazione, insolvenza e recupero dei crediti; sviluppo di mercati secondari delle attività deteriorate; promozione della ristrutturazione del sistema bancario.

GLI OBIETTIVI DELLA DIRETTIVA

In questo scenario si sviluppa la proposta di direttiva sugli Npl insieme alle altre misure che la Commissione sta presentando come pacchetto globale per i crediti deteriorati e alle iniziative del meccanismo di vigilanza unico e dell’Autorità bancaria europea. L’obiettivo è quello di ridurre il rischio di un accumulo futuro di stock eccessivi di Npl sui bilanci. Come? Aiutando le banche a gestire meglio i crediti deteriorati mettendo a disposizione una specifica procedura comune accelerata di escussione extragiudiziale delle garanzie (Accelerated Extrajudicial Collateral Enforcement) che rende più efficienti le procedure di recupero del credito.

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COSA DICE LA DIRETTIVA E COME AGISCE

Ma vediamo su quali linee si muove.

La proposta mette a disposizione delle banche e degli altri soggetti autorizzati a emettere prestiti garantiti metodi più efficienti per recuperare in sede extragiudiziale il loro denaro dalle imprese debitrici. Una procedura extragiudiziale – nota Bruxelles – che sarebbe più efficiente se concordata preventivamente tra creditore e debitore nel contratto di credito e che non si potrà applicare ai crediti al consumo. Peraltro è concepita in modo da non incidere sulle procedure di ristrutturazione preventiva o di insolvenza e da non modificare la gerarchia dei creditori nell’insolvenza.

L’altro elemento portante della direttiva è che intende promuovere lo sviluppo dei mercati secondari dei crediti deteriorati. In certe situazioni, infatti, le banche possono non riuscire a gestire i propri Npl in modo efficiente o efficace. In questo caso le banche riusciranno però a recuperare dai loro crediti un valore inferiore a quello altrimenti possibile. Inoltre, la proposta fissa standard comuni per garantire una “idonea condotta e vigilanza in tutta l’Unione” consentendo allo stesso tempo una maggiore concorrenza tra gestori grazie all’armonizzazione dell’accesso al mercato in tutti gli Stati membri.

ALCUNI ARTICOLI

Tra gli articoli della direttiva da evidenziare ce ne sono alcuni relativi ai gestori di crediti. L’articolo 5 ad esempio fissa l’insieme massimo di requisiti che i gestori devono rispettare per essere autorizzati nel loro Stato membro d’origine mentre l’8 introduce l’obbligo di istituire un registro pubblico dei gestori di crediti autorizzati in ciascuno Stato membro.

Per quanto riguarda l’escussione, l’articolo 24 impone agli Stati Ue di disporre di almeno una procedura da utilizzare per il meccanismo di escussione extragiudiziale accelerata delle garanzie: si può scegliere tra l’asta pubblica e la vendita tra privati, che sono le procedure usate di solito per il realizzo delle garanzie reali. Se invece il diritto nazionale prevede l’appropriazione del bene, si può utilizzare anche questa procedura.

L’articolo 28 invece riconosce al debitore il diritto di impugnare il ricorso alla procedura di escussione extragiudiziale accelerata delle garanzie davanti agli organi giurisdizionali nazionali.

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