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Decreto Dignità: il testo completo, le mire di Di Maio, gli sbuffi della Lega e i commenti degli esperti

Licenziamenti

Pure la Lega sbuffa sulle norme troppo rigide e anti imprese contro il precariato. Non sono infatti soltanto le associazioni delle aziende a criticare le norme contenute nel decreto cosiddetto Dignità voluto dal ministro Luigi Di Maio e approvato ieri dal Consiglio dei ministri.

“Con il decreto Dignità arriva la Waterloo del precariato”, ha commentato il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio.

Vediamo ora di seguito i subbugli tra i due partiti della maggioranza e le novità salienti del provvedimento con alcuni commenti di esperti e giuslavoristi.

ECCO LA RELAZIONE TECNICA DEL DECRETO E IL TESTO COMPLETO

CHE COSA SI DICE NELLA LEGA

La Lega ha votato a favore del decretodignità. Bene le norme su delocalizzazione e abolizione redditometro. Qualche dubbio sulle norme anti precariato ma alla fine nel complesso il giudizio è buono. Non c’è nessuna divisione o spaccatura Lega-M5s. Affermarlo sarebbe falso. E’ quanto hanno riferito ieri sera fonti della Lega, al termine del Consiglio dei ministri.

IL CASUS BELLI SUI CONTRATTI A TEMPO

Massimo 12 mesi per i contratti a tempo determinato, o al massimo 24 mesi per esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività per esigenze sostitutive di altri lavoratori, esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria. E’ quanto si legge nel testo del decreto dignità. Proprio le norme più criticate dalle confederazioni delle imprese, in cima Confindustria ma non solo.

IL COMMENTO DI GIULIANO CAZZOLA: IL DECRETO DIGNITA’? UN PO’ INDEGNO. ECCO PERCHE’

CHE COSA PREVEDE LA NUOVA NORMA

Le disposizioni, come già previsto dal decreto attuativo del Jobs Act, “non trovano applicazione nei confronti dei lavoratori impiegati nelle attività stagionali individuate con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali nonché nelle ipotesi individuate dai contratti collettivi”. Le nuove norme si applicheranno ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati successivamente all’entrata in vigore del decreto nonché ai rinnovi ed alle proroghe dei contratti in corso alla data di entrata in vigore del dl dignità.

ECCO LA RELAZIONE TECNICA DEL DECRETO E IL TESTO COMPLETO

LE MODIFICHE AL JOBS ACT

Cambia, dunque, nel complesso, il Jobs Act con il raddoppio delle indennità per i licenziamenti senza giusta causa e arriva la stretta sui contratti a termine, che non potranno durare più di due anni, e comunque dovranno essere giustificati dopo i primi 12 mesi, con le regole che vengono estese anche agli interinali. Sono alcune delle novità contenute nel decreto dignità, approvato dal consiglio dei ministri.

CONFERME E SORPRESE

Nel testo anche un pacchetto fisco ‘light’ e la stretta anti-delocalizzazioni, con multe salate per chi se ne va entro 5 anni che non dovrebbe valere pero’ per gli investimenti gia’ fatti, mentre salta, come annunciato, l’abolizione dello staff leasing. Scatta anche il bando alla pubblicità di giochi e scommesse per contrastare il gioco d’azzardo patologico, con qualche piccola deroga.

LA DIGNITA’ A VOLTE INDEGNA SECONDO ICHINO

Una critica alla “filosofia” del provvedimento è arrivata oggi da Pietro Ichino, giuslavorista, con un commento sul Corriere della Sera: “La sicurezza economica e professionale di ogni persona che lavora è un bene molto importante, che ogni nazione deve proteggere efficacemente. La dignità del lavoro e di chi lo svolge, però, non c’entra: non dipende affatto dal grado di sicurezza che gli è garantita. Anzi, per certi aspetti l’eccesso di protezione della stabilità del «posto» talvolta favorisce una perdita di dignità del lavoro”.
“Lo sanno bene i nostri molti ragazzi che migrano in Gran Bretagna, in Olanda, in Germania: non vanno in quei Paesi a cercare un lavoro protetto dall’articolo 18, che certo non troverebbero, ma a cercare un lavoro nel quale le loro competenze vengono valorizzate, e un mercato nel quale perdere il posto non è una tragedia, perché si è sostenuti e assistiti robustamente nella transizione a una nuova occupazione”, conclude Ichino.

ECCO LA RELAZIONE TECNICA DEL DECRETO E IL TESTO COMPLETO

Ecco in sintesi le principali novità prendendo spunto da una scheda Ansa:

FINO A 3 ANNI DI INDENNITA’ PER I LICENZIAMENTI

Aumenta il valore dell’indennità per i lavoratori licenziati “ingiustamente”, passando da massimo 24 mesi a massimo 36 mesi.

CONTRATTI A TERMINE PER MASSIMO 24 MESI, TETTO 4 PROROGHE

Il limite massimo si riduce da 36 a 24 mesi e ogni rinnovo a partire dal secondo avrà un costo contributivo crescente dello 0,5%. Ridotte da 5 a 4 le possibili proroghe.

IL COMMENTO DI GIULIANO CAZZOLA: IL DECRETO DIGNITA’? UN PO’ INDEGNO. ECCO PERCHE’

TORNANO LE CAUSALI, ANCHE PER RINNOVO INTERINALI

Per i contratti più lunghi di 12 mesi o dal primo rinnovo in poi arrivano tre categorie di causali, esigenze temporanee e oggettive, connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, o relative a picchi di attività stagionali. Le nuove regole valgono anche per i contratti a tempo determinato in somministrazione (non vengono cancellati, come previsto dalle prime bozze, quelli in somministrazione a tempo indeterminato). Salta invece il conteggio di questa ultima tipologia nei limiti del 20% previsto per contingentare le assunzioni a termine.

https://twitter.com/GiamFalasca/status/1013760109032476673

IL COMMENTO DI MICHELE TIRABOSCHI

“La storia del nostro Paese ci insegna che non è così che si incentiva l’assunzione a tempo indeterminato – ha commentato Michele Tiraboschi, docente di Diritto del lavoro all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia nonché direttore del Centro Studi internazionali e comparati DEAL (Diritto, Economia, Ambiente, Lavoro del Dipartimento di Economia Marco Biagi) – Ad ogni stretta sul lavoro temporaneo si accompagna un’esplosione delle collaborazioni coordinate e continuative, delle esternalizzazioni e del lavoro in nero. In fondo comunque resta un nodo che il Jobs Act non ha risolto e cioè comprendere la profonda trasformazione del mercato del lavoro dove non ha più senso, tanto più dopo il superamento dell’articolo 18, la contrapposizione tra lavoro stabile e precario. Tutto il lavoro è fluido e le uniche protezioni sono nei sistemi di welfare e nella formazione delle persone. Attaccare le tutele ai contratti è una scelta perdente”.

A CHI DELOCALIZZA MULTE DA 2 A 4 VOLTE I BENEFICI

Alle aziende che hanno ricevuto aiuti di Stato che delocalizzano le attività prima che siano trascorsi 5 anni dalla fine degli investimenti agevolati arriveranno sanzioni da 2 a 4 volte il beneficio ricevuto. Anche il beneficio andrà restituito con interessi maggiorati fino a 5 punti percentuali. In arrivo un meccanismo di ‘recapture’ per l’iperammortamento in caso di delocalizzazione o cessione degli investimenti.

“Certamente il decreto dovrà fare i conti col diritto comunitario della concorrenza. Un attacco comunque alla idea di un mercato comune e un errore storico in un contesto di globalizzazione che non si governa con divieti e regole ma ricostruendo le catene globali del valore rendendo competitivi e attrattivi i territori, ha commentato Tiraboschi.

TUTELA OCCUPAZIONE CON AIUTI DI STATO

Nel caso la concessione di aiuti di Stato preveda una valutazione dell’impatto occupazionale, i benefici vengono revocati in tutto o in parte a chi taglia nei successivi 5 anni i posti di lavoro.

IL COMMENTO DI GIULIANO CAZZOLA: IL DECRETO DIGNITA’? UN PO’ INDEGNO. ECCO PERCHE’

STOP PUBBLICITA’ GIOCHI, ‘SALVA’ LOTTERIA ITALIA

Nelle bozze si prevede lo stop totale agli spot sul gioco d’azzardo, che dal 2019 scatterà anche per le sponsorizzazioni e “tutte le forme di comunicazione” comprese “citazioni visive ed acustiche e la sovraimpressione del nome, marchio, simboli”. A chi non rispetta il divieto arriverà una sanzione del 5% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità” comunque di “importo minimo di 50.000 euro”. Gli incassi andranno al fondo per il contrasto al gioco d’azzardo patologico. Restano le sanzioni da 100mila a 500mila euro per chi viola il divieto durante spettacoli dedicati ai minori. Salve dallo stop le lotterie a estrazione differita, come la Lotteria Italia, e i contratti in essere.

INTERVENTI LIGHT SU SPESOMETRO, REDDITOMETRO E SPLIT PAYMENT

Nella sua ultima versione il pacchetto fisco prevede una revisione del redditometro e l’abolizione del trattenimento diretto dell’Iva da parte dello Stato nei rapporti con i soli professionisti. Per lo spesometro invece si profila un rinvio della scadenza per l’invio dei dati del terzo trimestre a febbraio 2019, insieme quindi all’invio dei dati del quarto trimestre.

ECCO LA RELAZIONE TECNICA DEL DECRETO E IL TESTO COMPLETO

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