Economia

De Mattia (ex Bankitalia): che ci azzecca De Gennaro alla Popolare di Bari?

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De Gennaro alla Popolare di Bari? “Il curriculum di De Gennaro è di tutto rispetto ma ha svolto funzioni distanti da quelle bancarie e finanziarie”, secondo De Mattia su Milano Finanza. Diversa l’opinione de La Verità: “De Gennaro può fare da argine a nuovi problemi da gestire che potrebbero emergere dalle macerie della gestione precedente”.

 

Dibattito e polemiche (garbate) sul prossimo vertice della Banca Popolare di Bari che cerca di avere un futuro dopo i casi giudiziari e il commissariamento della Banca d’Italia: dopo il salvataggio statale ad opera in primis del Mediocredito centrale (Mcc), controllata da Invitalia (100% del ministero dell’Economia).

Le operazioni di voto telematico per scegliere il nuovo cda si sono aperte ieri in vista dell’assemblea del 15 ottobre, quando cesserà dopo dieci mesi la gestione commissariale, decisa da Bankitalia a dicembre 2019. I circa 69 mila azionisti sono chiamati a scegliere, con scadenza il 13 ottobre, fra tre liste di nomi che contengono complessivamente 17 candidati.

La lista del principale azionista, Mediocredito Centrale Spa, che detiene il 97%, propone i sette professionisti che con ogni probabilità comporranno il nuovo cda. Sono Giovanni De Gennaro nel ruolo di presidente, Giampiero Bergami, attuale direttore generale e futuro ad, Elena De Gennaro, cfo di Mcc, la docente universitaria Paola Girdinio e i tre avvocati pugliesi Cinzia Capano (già deputato del Pd e vicinissima al riconfermato presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano), Roberto Fusco e Bartolomeo Cozzoli.

“Candidature che hanno sollevato nelle ultime ore alcune polemiche perché ritenute in parte “politiche””, ha sottolineato il Sole 24 Ore in riferimento a Capuano e anche a Cozzoli, che è consigliere del ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia (Pd).

In verità ci sono polemiche anche sulla scelta di De Gennaro, ex capo della Polizia ed ex capo del Dis (il dipartimento che coordina i Servizi segreti, ossia l’Aisi e l’Aise): un “improvviso colpo di scena”, secondo Angelo De Mattia, già ai vertici della Banca d’Italia quando era governata da Antonio Fazio: “Come presidente viene candidato Gianni De Gennaro, già presidente di Leonardo, anziché, come ormai sembrava unanimamente deciso, Bernanrdo Mattarella attuale ad del Mediocredito centrale. Quest’ultimo, dotato di grande competenza e capacità, è stato uno dei fondamentali punti di riferimento, accanto ai Commissari, per avviare il rilancio della Banca la quale è partecipata dal Mediocredito con il 97% – ha scritto De Mattia, da tempo editorialista del quotidiano Mf/Milano Finanza –  Era diffusamente sembrata, la sua, una candidatura scontata, anche per la profonda conoscenza acquisita dell’Istituto in questo periodo di gestione straordinaria e per i progetti per il futuro”.

“Il curriculum di De Gennaro è di tutto rispetto, per le alte funzioni alle quali è stato preposto nel “pubblico” e nel “privato” – ha aggiunto De Mattia – Si tratta, tuttavia, di funzioni, magari di più alto livello, ma distanti da quelle bancarie e finanziarie. Cioè rende non facilmente spiegabile la designazione, senza nulla togliere all’opera nel complesso meritoria che De Gennaro ha svolto nei diversi incarichi.
“>Si torna, dunque, al problema dei criteri delle nomine pubbliche, tuttora carenti e alla necessità che finalmente il Governo provveda a una disciplina di tali criteri che vada oltre quella prevista indistintamente per tutti colori che aspirano ad assumere cariche bancarie. Ciò che è accaduto per la Pop Bari, facendo slittare, a fine agosto in vista dell’assemblea che si sarebbe dovuta tenere a metà settembre, la formazione delle candidature per mancate intese tra i partiti della maggioranza, non è affatto edificante e si pone in totale contrasto con l’esempio che bisognerebbe dare ai fini del risanamento di un intermediario”.

Ha concluso De Mattia: “Se si continuerà nella piena sottovalutazione di una svolta in questo campo, si continuerà ad alimentare il rischio che designazioni, magari corrette, possano apparire come operazioni spartitorie o risarcitorie di altre mancate designazioni; a maggior ragione quando si tratti di imprese finanziarie e non finanziarie che siano ancora in fase di risanamento e di rilancio. Le forme della lottizzazione possono essere varie e non costituiscono di certo un modello da reintrodurre”.

Di avviso diverso è il quotidiano La Verità, fondato e diretto da Maurizio Belpietro:: “De Gennaro è stato il primo, in Italia, a praticare le porti girevoli, le “sliding doors” della realtà angloamericana: da una carriera interna alle forze dell’ordine e agli apparati di sicurezza a presidente di un gruppo industriale. Ovvero il colosso della difesa, Leonardo Finmeccanica, che lo ha avuto al vertice dal 2013 fino alla scorsa primavera. Considerato super partes, quindi difficilmente attaccabile sul piano politico, il nuovo presidente può fare da argine a nuovi problemi da gestire che potrebbero emergere dalle macerie della gestione precedente su cui restano ancora aperti i fascicoli in procura. Ma dovrà anche controllare eventuali scorribande della politica che già negli ultimi mesi hanno bloccato la formazione delle candidature”.

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