Economia

Dan Friedkin, ecco affari e segreti del nuovo proprietario della Roma

di

Friedkin

Vita e business di Dan Friedkin, il probabile nuovo presidente della As Roma

 

Nella Capitale c’è chi spera che cambi il vento, e non per motivi climatici. Parliamo di calcio e del probabile arrivo del magnate texano Dan Friedkin nella proprietà della As Roma.

Pure se “non è stato ancora formalizzato alcun accordo definitivo per la cessione” del team – come comunicato oggi dalla società su richiesta della Consob – si starebbe chiudendo la trattativa – per una cifra intorno ai 780 milioni di euro – che vedrebbe l’addio di James Pallotta dopo oltre 7 anni di presidenza.

Tre giorni fa, un legale del gruppo Friedkin aveva detto a Roma Press: “Confido nel fatto che avremo raggiunto un accordo finale prima del nuovo anno, da parte nostra siamo fiduciosi che si faccia”. Intanto, come riportato da Calcio e Finanza, il miliardario americano seguiva la trattativa al sole californiano di Long Beach, in attesa di volare nella Capitale per completare l’acquisizione.

CHI E’ DAN FRIEDKIN

Nato a San Diego, in California, 54 anni, 4 figli, Friedkin – informa Forbes – vanta un patrimonio personale di 4,3 miliardi di dollari, circa 4,1 miliardi di euro. Laureato in Arte e Scienze alla Georgetown University, ha un master in Business Administration alla Rice University.

Friedkin è al 504esimo posto della classifica stilata da Forbes (consultabile sul sito forbes.com) degli uomini più ricchi del mondo. In America, invece, Friedkin è 187esimo (primo, da due anni ormai, è il patron di Amazon, Jeff Bezos). Sempre Forbes dà anche un punteggio relativamente alle attività filantropiche svolte dai più ricchi del mondo: Mister Toyota Usa ha uno score di 4 in un range che va da 1 a 5 (livello massimo). Il Corriere dello Sport ricorda che nel 2017 la Friedkin Disaster Relief Fund, il fondo di beneficenza del gruppo, ha distribuito oltre 1,5 milioni di dollari in seguito al passaggio dell’uragano Harvey che due anni fa ha provocato 107 vittime e danni per 125 miliardi di dollari.

Dan Friedkin è appassionato di aerei (ha una licenza con cui può partecipare alla formazione dei voli acrobatici dell’Air Force) proprio come il padre e il nonno, Kenny, pilota e istruttore durante la seconda Guerra mondiale.

IL BUSINESS DELL’AUTO

Friedkin è ceo della società Gulf States Toyota con base a Houston, in Texas, che ha l’esclusiva della distribuzione dei veicoli Toyota in Texas, Arkansas, Louisiana, Mississippi e Oklahoma. A cimentarsi con il business nel settore – come ricorda Forbes – è stato nel 1969 il papà, Thomas, morto a marzo 2017. Nel 2018 ha venduto auto della multinazionale giapponese per 9 miliardi di dollari, il 13% del totale negli Stati Uniti). Nelle 12 società che fanno capo alla holding di famiglia lavorano circa 5.600 dipendenti, di cui 2.100 a Houston.

L’INTERESSE PER IL TURISMO

Le altre attività del magnate texano portano al turismo e in particolare alla catena Auberge Resorts che possiede alberghi di lusso negli Usa e in Messico, Fiji, Grecia, Svizzera, Nicaragua e Costa Rica. Possiede inoltre – ricorda Forbes – delle proprietà ad Aspen e a Cabo San Lucas.

LA PASSIONE PER LO SPORT

Friedkin ha sempre guardato allo sport anche con gli occhi dell’imprenditore: circa due anni fa ha provato ad acquistare la franchigia texana della squadra di basket Nba degli Houston Rockets ma è stato battuto dall’italo-americano Tilman Fertitta. Friedkin è però rimasto partner commerciale del team: l’arena in cui giocano gli Houston Rockets è sponsorizzata dalla Toyota e si chiama dal giorno dell’inaugurazione (6 ottobre 2003) Toyota Center. In affari nel calcio Fredkin è già entrato con i Dallas FC che giocano nella Major Soccer League, il massimo campionato di calcio per club statunitensi e canadesi: lo stadio da 20.500 posti si chiama Toyota Stadium.

E UN SALTO NEL CINEMA

Altra passione di Friedkin è il cinema e anche in questo caso ha cercato di unire l’utile al dilettevole. Ha infatti prodotto “The Square”, il film di  che ha vinto la Palma d’oro a Cannes nel 2017, “All the money in the world”, di Ridley Scott (2017) e “The Mule” di Clint Eastwood (2018). Ma l’americano si è messo anche dietro la macchina da presa: è stato infatti regista di “Lyrebird” che lo scorso agosto è stato premiato al Telluride Film Festival.

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