L’esplosione dell’IA non si limita a far arricchire i giganti dei semiconduttori, del software e delle piattaforme digitali. Sta invece sollevando le sorti di centinaia di imprese industriali, di servizi pubblici e minerarie che fino a poco tempo fa apparivano come realtà mature, tradizionali e poco attraenti per gli investitori.
Come scrive il Financial Times, che al fenomeno dedica uno dei suoi report, queste società stanno fornendo l’infrastruttura fisica per costruire, alimentare e raffreddare i giganteschi data center necessari allo sviluppo e al funzionamento dell’IA.
Gli investitori, alla ricerca di modi concreti per cavalcare il megatrend dell’IA, stanno guardando sempre più oltre i chip e gli algoritmi, concentrandosi sulle aziende che rendono possibile la costruzione materiale sottostante.
Il risultato è che molte di queste realtà quotate stanno registrando performance borsistiche superiori a quelle dell’indice mondiale, in un fenomeno che sta iniettando nuova vitalità in settori considerati da tempo statici o in declino.
Una performance di mercato impressionante
Secondo l’analisi condotta dal Financial Times, più di 200 aziende pubbliche collegate alle catene di fornitura dei data center o dei semiconduttori hanno ottenuto risultati migliori dell’indice MSCI World, che pure ha chiuso l’anno al 9 giugno con un solido aumento superiore al 21%.
Tra gli esempi più significativi troviamo Caterpillar, nota soprattutto per i macchinari da costruzione ma oggi fornitrice di generatori per i data center; oppure la tedesca Hochtief, storica impresa di ingegneria con 150 anni di attività che entrerà a breve nell’indice Dax; e Nucor, produttore di acciaio che ha parlato di una “domanda rovente” capace di generare un “vero e proprio tsunami di utili”.
Anche Ford ha visto le sue azioni salire di un quinto a maggio, dopo aver annunciato lo spostamento del proprio business dai veicoli elettrici verso lo stoccaggio di batterie dedicate ai data center.
La domanda di infrastrutture
Gli analisti del settore descrivono gli ultimi sei mesi come un periodo di crescita esplosiva.
Alex Cordovil di Dell’Oro parla di un momento “molto eccitante” per l’industria, mentre George Featherstone di Barclays sottolinea come molte aziende stiano registrando ordini in crescita a tripla cifra rispetto all’anno precedente.
Imprese centenarie, che sembravano destinate a un lento declino, stanno trovando nuova dinamicità adattandosi rapidamente alle esigenze dell’IA.
A guidare questo boom sono gli investimenti massicci dei grandi operatori tecnologici: Alphabet, Microsoft, Amazon, Meta e Oracle prevedono di spendere complessivamente 700 miliardi di dollari solo nel 2026 per spese in conto capitale.
Negli Stati Uniti la spesa mensile per la costruzione di data center ha toccato i 50 miliardi di dollari ad aprile, e le previsioni di JLL indicano che la loro capacità globale raddoppierà, raggiungendo i 200 GW entro il 2030.
La complessità tecnica dei data center
I data center richiedono soluzioni ingegneristiche molto più avanzate rispetto a quelli utilizzati per la semplice archiviazione cloud.
I server devono essere collegati in modo più stretto e denso, aumentando enormemente la necessità di cablaggi avanzati e componenti ottici.
Un caso emblematico è quello di Corning, azienda americana fondata 175 anni fa e inventrice del famoso vetro Pyrex, che oggi fornisce anche schermi per iPhone: le sue azioni sono balzate di oltre il 270 per cento nell’ultimo anno grazie a importanti contratti con Meta e Nvidia per la fornitura di fibre ottiche destinate ai data center per l’IA.
Voracità energetica
L’addestramento dei modelli di IA consuma quantità enormi di elettricità, creando una domanda senza precedenti di sistemi di gestione della potenza, elettronica ad alta tensione, soluzioni di backup e tecnologie di generazione.
La società americana Eaton ha visto gli ordini per data center aumentare del 240 per cento nel primo trimestre, con il suo amministratore delegato Paulo Ruiz che prevede un triplicamento della domanda di energia per l’IA nei prossimi cinque anni.
La francese Legrand ha raddoppiato i ricavi in questo decennio, con metà della crescita proveniente proprio dai data center, che oggi rappresentano più di un quarto del fatturato totale.
Anche le turbine a gas, considerate quasi obsolete fino a pochi anni fa, hanno liste d’attesa che arrivano fino a sette anni negli Stati Uniti. Siemens Energy ha registrato il trimestre più forte di sempre per ordini nel primo trimestre del 2026.
Diverse aziende – da Caterpillar a Howmet Aerospace, dalla finlandese Wärtsilä a Baker Hughes – hanno ridirezionato parte della propria produzione verso i data center.
Come sintetizza Cordovil: “Qualsiasi cosa capace di far girare un motore finirà prima o poi in un data center”.
Raffreddamento
I processori per l’IA generano calore intenso, rendendo indispensabili sia i tradizionali sistemi di condizionamento sia, soprattutto, le tecnologie di raffreddamento a liquido che utilizzano acqua per evitare il surriscaldamento dei chip.
Le azioni di Comfort Systems USA, produttore di impianti di aria condizionata, sono schizzate del 260 per cento nell’ultimo anno. Schneider Electric ha acquistato una partecipazione di 850 milioni di dollari nella società specializzata Motivair.
Il protagonismo delle società elettriche
Le utility si stanno mobilitando rapidamente per soddisfare le richieste dei grandi gruppi tecnologici.
In Europa, la spagnola Iberdrola è tra i principali fornitori di contratti energetici per le aziende tech, mentre negli Stati Uniti Entergy ha toccato massimi storici dopo aver siglato un accordo da 10 miliardi di dollari con Meta.
La necessità di alimentazione costante o fuori rete sta ridisegnando il panorama delle infrastrutture energetiche tradizionali.
Prospettive a lungo termine
Non mancano però segnali di cautela. Secondo Bain & Company, l’industria tecnologica dovrà generare circa 2.000 miliardi di dollari di ricavi annui dall’IA per giustificare gli attuali livelli di investimento.
Molte aziende industriali hanno subito cali in borsa dopo il lancio del modello cinese DeepSeek all’inizio del 2025, che ha fatto temere una possibile riduzione degli investimenti.
L’OCSE ha inoltre avvertito di possibili “riprezzamenti” nel caso in cui il conflitto tra Stati Uniti e Iran si prolunghi, facendo salire i costi dell’energia e ostacolando i progetti in Medio Oriente.
Nonostante queste preoccupazioni, la maggior parte degli operatori resta ottimista e considera questo un ciclo di investimenti strutturale e di lungo periodo. Schneider Electric definisce i data center per l’IA un “motore centrale di crescita”, mentre da Siemens parlano di una tendenza di lungo termine, con la divisione dedicata cresciuta del 40 per cento nel 2025.
Uno dei vantaggi più apprezzati è la velocità con cui procedono i progetti rispetto ai clienti industriali tradizionali: molti committenti del settore IA sono disposti a pagare sovrapprezzi pur di assicurarsi le forniture.







