Economia

Perché sono eccessivi gli allarmi sullo spread con la fine del Qe. Report Pimco

di

bce

L’articolo di Antonio Lusardi, giornalista di Mf-Dow Jones, su un report di Pimco con scenari sullo spread post fine del Qe della Bce di Draghi

All’orizzonte per i mercati finanziari si profila una serie di «bruschi risvegli». È questo il messaggio e il titolo del Secular Outlook 2018 di Pimco, presentato negli scorsi giorni in Italia da Scott Mather e Geraldine Sundstrom, rispettivamente chief investment officer e portfolio manager di Pimco.

LA VIEW DELLA CASA AMERICANA SU SPREAD E NON SOLO

L’espressione che dà il titolo alla view di mercato della casa americana per i prossimi 3-5 anni non è però da intendersi come qualcosa di «del tutto negativo», spiega Mather, ma un avvertimento sul fatto che «i prossimi anni saranno molto diversi da quelli che ci siamo lasciati alle spalle».

I FATTORI IN ATTO

Nell’ultimo decennio, caratterizzato dal dominio delle banche centrali sui mercati, da politiche di bilancio dei governi improntate all’austerità, da bassa crescita e poca inflazione, da globalizzazione incontrastata e soprattutto da un livello di volatilità ai minimi storici, gli investitori sono «diventati molto compiacenti» secondo Pimco.

CHE COSA SUCCEDERA’ NEI PROSSIMI ANNI

Invece i prossimi anni riserveranno «più volatilità e una crescita meno sincronizzata», prevede il cio di Pimco. «In alcuni Paesi l’inflazione andrà oltre i target, grazie anche a una produttività che potrebbe sorprendere in positivo». Un’altra soluzione di continuità sarà rappresentata dalla scomparsa della liquidità netta in arrivo dalle banche centrali e da uno scenario politico in cui «il pendolo tra globalizzazione e populismo sembra destinato a pendere dalla parte del secondo», prosegue Mather. Lo stesso conflitto Usa-Cina non sembra destinato a risolversi in tempi brevi e «va oltre la semplice tematica commerciale».

GLI ALTRI ELEMENTI DI NOVITA’

Un altro forte elemento di novità è costituito dallo stimolo fiscale introdotto negli Usa, senza precedenti a questo punto di un ciclo economico. Se da un lato la riforma fiscale e la maggiore spesa hanno spinto la crescita, nei prossimi anni potrebbero portare a «un surriscaldamento dell’economia, che potrebbe spingere Fed ad alzare più velocemente i tassi, uccidendo così la crescita».

LE PREVISIONI SUGLI STATI UNITI

Secondo l’analisi di Pimco, infatti, la probabilità di una recessione negli Usa nei prossimi 3-5 anni è del 50%, anche se, precisa Mather, la «prossima recessione americana non sarà necessariamente profonda come quella del 2007, perché non ci sono gli stessi eccessi di debito e squilibri finanziari». In questo nuovo contesto, la portfolio manager Sundstrom consiglia un approccio «più flessibile, dinamico e diversificato, dato che i rischi politici renderanno più difficile prevedere il futuro del mercato».

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI?

L’atteggiamento di Pimco è favorevole a una riduzione del rischio in portafoglio, anche se «con tassi così bassi è difficile trovare beni rifugio soddisfacenti. I Treasury americani potrebbero essere uno, ma il rischio-inflazione negli Usa non è da sottovalutare».

CHE COSA SUCCEDERA’ ALLO SPREAD E ALL’ITALIA

E l’Italia? Il nuovo scenario politico e monetario la renderanno di nuovo un vaso di coccio? Secondo Pimco, nei prossimi mesi, con la fine del Qe, «lo spread potrebbe allargarsi, ma non si rivedranno i livelli del 2011». Nelle scorse settimane il mercato è stato «forse troppo pessimista». In particolare, tra le proposte politiche del nuovo governo «ce ne sono di positive e di negative», spiega l’esperto. Secondo Mather, inoltre, i movimenti delle scorse settimane indicano che il repricing sul debito italiano «è già largamente avvenuto».

 

Articolo pubblicato su Mf/Milano finanza

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