La Cina ha avviato l’anno con una dinamica economica solida, mostrando una resilienza superiore alle attese nel primo trimestre. La crescita del Pil nel primo trimestre è accelerata al 5,0%, trainata soprattutto dal rimbalzo degli investimenti infrastrutturali, mentre i consumi restano deboli. La manifattura ha in parte compensato la fragilità dei servizi al consumo, ma i dati più recenti indicano che la ripresa della domanda interna si è arrestata, come evidenziato dal rallentamento delle vendite al dettaglio e dal livello elevato del risparmio delle famiglie. Persistono quindi significativi squilibri tra offerta e domanda.
LA LINEA PRUDENTE DI PECHINO
Sul fronte delle politiche economiche, le autorità mantengono un approccio prudente e selettivo. Il target di crescita per il 2026, rivisto al 4,5-5%, riflette una chiara preferenza per la qualità della crescita rispetto alla quantità. Il Politburo di aprile non ha annunciato nuovi stimoli, sottolineando invece la “forte resilienza e vitalità” dell’economia, nonostante l’aumento delle incertezze esterne.
Rimbalzo degli investimenti
Fonte: Bloomberg
IL NODO ENERGIA E COMMERCIO
La Cina risulta inoltre meno vulnerabile all’aumento dei prezzi energetici rispetto ad altri paesi asiatici, grazie alla minore dipendenza dalle importazioni di petrolio, alla presenza di riserve strategiche, alla possibilità di ricorrere al carbone e al calmieramento dei prezzi interni dei carburanti. In un contesto di inflazione contenuta, l’impatto dello shock energetico appare gestibile, anche se nel medio termine un rischio rilevante deriva da un possibile raffreddamento della domanda globale, con effetti negativi sulle esportazioni.
Quota consumo di energia per le importazioni
Fonte: Morgan Stanley
TRUMP-XI E IL DECOUPLING
Infine, Pechino mantiene una posizione defilata sul conflitto con l’Iran e difficilmente modificherà questa linea in vista dell’incontro Trump–Xi. Pur potendo ottenere una maggiore leva negoziale, una svolta significativa nei rapporti bilaterali appare improbabile. Sono possibili solo accordi limitati e settoriali (agricoltura, terre rare, semiconduttori), mentre il processo di graduale disaccoppiamento (decoupling) tra Stati Uniti e Cina resta una tendenza strutturale consolidata.









