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Cosa (non) dice il Copasir sulla riunione di Putin con Enel, Intesa Sanpaolo, Unicredit e non solo

Copasir Difesa Europea

Riunione di Putin con Enel, Intesa Sanpaolo, Unicredit e non solo. La versione della Farnesina, la moral suasion di Palazzo Chigi e le posizioni del Copasir (Pd, M5s e Forza Italia critici; Lega e Fratelli d’Italia non si esprimono)

 

Mentre in Parlamento andava in scena l’ennesima sfilata di schede bianche per l’elezione del presidente della Repubblica italiana, il presidente russo Vladimir Putin ieri ha incontrato, in videochiamata, dirigenti di aziende italiane per un appuntamento annunciato già nel novembre del 2021

Le aziende al tavolo di Putin

Titolare dell’iniziativa è la Camera di Commercio Italia-Russia e il Comitato imprenditoriale italo-russo presieduto da Marco Tronchetti Provera (Pirelli). Sul tavolo c’era il tema delle relazioni imprenditoriali tra le aziende italiane e le istituzioni della Federazione Russa. Al vertice hanno partecipato rappresentanti di vertice di Pirelli, Unicredit, Barilla, Coeclerici, Cremonini, Danieli, Drillmec, Edilsider, Enel, Gruppo Icm, Generali, Maire Tecnimont, FinMar, Rizzani de Eccher, Confindustria Russia, Intesa Sanpaolo, Gim Unimpresa, ha scritto Repubblica.

Le parole distensive di Putin

“Noi consideriamo l’Italia uno dei nostri partner fondamentali”, ha detto Putin aprendo l’incontro. Il Presidente russo era accompagnato da otto dei suoi ministri oltre che da Kirill Dmitriev, responsabile del Fondo russo per gli investimenti diretti (Rdif) e da Igor Sechin, ad di Rosneft. Putin non ha fatto alcun riferimento alla crisi geopolitica in corso ma ha parlato solo degli intensi rapporti economici tra Italia e Russia. “Vorrei richiamare la vostra attenzione sul fatto che le aziende energetiche italiane continuano a collaborare con Gazprom sulla base di contratti a lungo termine e oggi hanno la possibilità di acquistare gas a prezzi inferiori, direi, molto inferiori a quelli di mercato” ha affermato il leader russo secondo cui ci sono “serie prospettive” per espandere la partnership commerciale tra Mosca e Roma in altri settori dell’energia. Una strada molto diversa da quella prospettata nell’ultimo rapporto del Copasir. “Uno degli obiettivi principali da raggiungere – si legge nella relazione – è la diversificazione delle fonti energetiche e delle sedi di approvvigionamento per superare o quanto meno attenuare lo stato di dipendenza rispetto ad altri Paesi”. Oggi l’Italia è particolarmente dipendente dalla Russia per le forniture di gas naturale.

Vincenzo Trani: “Dispiaciuto per la tempistica”

Il meeting era stato immaginato in un contesto diverso, non certo mentre 100mila soldati russi presidiano i confini ucraini. “Io stesso sono molto dispiaciuto per la tempistica – dice il presidente Vincenzo Trani – perché la lettera che avevo inviato a Putin per organizzare questo incontro è datata settembre 2021…tutto immaginavo fuorché avere risposta positiva, e in un momento così caldo”. La crisi ucraina rischia di sfociare in un confronto molto duro tra Russia e Occidente, Stati Uniti e Unione Europea hanno già minacciato sanzioni alla Russia in caso di aggressione all’Ucraina.

La Farnesina prende le distanze?

L’imbarazzo per il nostro Governo è stato evidente, tanto che, poco prima che l’evento avesse inizio, fonti diplomatiche italiane si sono affrettate a precisare l’iniziativa era squisitamente privata e che non ci sarebbe stato nessun rappresentante della Farnesina. Tuttavia in una prima versione dell’evento tra i relatori era presente – ha notato il quotidiano La Stampa –  il nome dell’ambasciatore italiano a Mosca, Giorgio Starace, nonché fratello del capo azienda di Enel (Francesco Starace).

La moral suasion di Draghi: Eni, Snam e Saipem non partecipano

Come ha scritto Bloomberg il Premier Draghi, strettamente allineato a Washington e alla NATO, avrebbe fatto pressione su alcune società italiane affinché non partecipassero al meeting. Ci è riuscito a metà perché un colosso dell’energia come Enel ha scelto di partecipare lo stesso, mentre Eni, Saipem e Snam si sono sfilate.

Dmitry Peskov: “Nessuna pressione dal Governo italiano”

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, contrariamente a quanto trapelato, ha fatto sapere che la Russia non ha ricevuto alcuna comunicazione dal Governo italiano su una sua opposizione all’incontro tra il presidente Vladimir Putin e i rappresentanti delle imprese italiane. “Gli articoli sui giornali di oggi non hanno molta importanza – ha sottolineato il portavoce -, il Governo italiano non ha fatto alcuna dichiarazione formale in proposito”, ha sottolineato il portavoce. Inoltre Peskov ha sottolineato che il videocollegamento rientra negli incontri che il presidente tiene regolarmente “non soltanto con gli italiani, ma con le comunità imprenditoriali di diversi Paesi”. Un analogo incontro tra Putin, diversi membri del Governo russo e i più grandi nomi dell’industria francese, si è svolto il 29 aprile scorso.

La reazione del Copasir

In un comunicato stampa congiunto i membri del Copasir Elio Vito (FI), Enrico Borghi (PD) e Federica Dieni (M5S) hanno criticato l’incontro avvenuto “proprio mentre in Europa e negli Stati Uniti cresce la preoccupazione per la situazione ai confini dell’Ucraina e si discute di conseguenti nuove, pesanti sanzioni alla Russia”. Tanto più che il meeting si sarebbe svolto “all’insaputa della Farnesina e con l’annunciata partecipazione dello stesso presidente Putin”. I parlamentari hanno ricordato che “nella recente relazione sulla sicurezza energetica, approvata all’unanimità, il Copasir ha infatti testimoniato come il fattore geopolitico sia decisivo nell’aumentare i rischi di una eccessiva dipendenza dall’estero del nostro Paese negli approvvigionamenti –si legge nel comunicato -. Pur comprendendo quindi l’esigenza delle nostre aziende di mantenere buoni rapporti commerciali con le aziende russe riteniamo che questa esigenza, specie in un momento di grande tensione come questo, non possa compromettere la affidabilità transatlantica dell’Italia e la piena condivisione delle decisioni che, anche in relazione agli sviluppi della crisi ucraina, saranno assunte con i nostri storici alleati occidentali”.

Adolfo Urso (presidente Copasir): “Non mi esprimo”

A differenza dei tre parlamentari il presidente del Copasir, Adolfo Urso (FdI), ha scelto invece la strada del silenzio, non volendo intervenire sull’accaduto. “Su questa questione non voglio intervenire – dice a StartMag -. Il Copasir non si riunisce mentre è in vigore la seduta congiunta di Camera e Senato, io di solito mi esprimo alla fine delle riunioni del Copasir. Su queste vicende no, non mi esprimo”.

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