Economia

Cosa hanno combinato vertici e revisori di British Telecom Italia?

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British Telecom

Sono 21 le persone rinviate a giudizio nell’inchiesta della Procura di Milano sulle presunte irregolarità contabili di British Telecom Italia. Tutti i dettagli

Sono 21 le persone rinviate a giudizio nell’inchiesta della Procura di Milano sulle presunte irregolarità contabili della compagnia di telecomunicazioni British Telecom Italia. Il Gup di Milano, Manuela Cannavale, ha rinviato a giudizio 20 manager, sia della divisione italiana sia della casa madre londinese, e anche la stessa British Telecom, in qualità di persona giuridica in ottemperanza alla legge 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti. Le ipotesi di reato riguardano il falso in bilancio per 220 milioni di euro, false comunicazioni e false fatturazioni per 57 milioni nei bilanci 2013-2016.

LO SVOLGIMENTO DELL’INDAGINE: GLI INDAGATI

Il giudice Manuela Cannavale ha accolto la richiesta dei pm Silvia Bonardi e Monia Di Marco e ha fissato l’inizio del processo il prossimo 26 gennaio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale. Come riportato da Radiocor del Sole 24 Ore tra le persone rinviate a giudizio ci sono l’ex presidente di Bt Italia Corrado Sciolla, l’ex amministratore delegato Andrea Giovanni Bono, gli ex consiglieri di amministrazione, Alessandro Clerici (anche cfo), Richard Cameron e Luca Sebastiani (anche cfo), e i membri del collegio sindacale Guido Lenzi, Giuseppe Sancetta e Alberto Tron Alvarez.

INDAGATO ANCHE IL REVISORE PWC

Tra gli indagati anche Andrea Alessandri, come revisore di PriceWaterhousecoopers ed ex responsabile del team di revisione dei bilanci di Bt Italia, il solo a rispondere di falsità nelle relazioni o nelle comunicazione dei responsabili della revisione legale.

LA CONDANNA

È stata condannata a un anno con pena sospesa per il ricorso al rito abbreviato l’ex cfo Stefania Truzzoli per il solo reato di false comunicazioni sociali mentre è stata assolta per frode in pubbliche forniture.

GLI ALTRI NOMI

Resta fuori dal processo l’ex presidente Luis Satorre Alvares, per il quale il Gup ha dichiarato il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. L’inchiesta aveva travolto anche l’ex amministratore delegato di Bt Italia, Gianluca Cimini, scomparso l’estate scorsa.

CHE COSA SCRISSE LA STAMPA

Come spiegato nel 2019 da La Stampa l’inchiesta parte da lontano da quando, nel gennaio del 2017, l’ex amministratore delegato Gavin Patterson, denunciò presunte irregolarità contabili per le attività della British Telecom Italia.

BRITISH TELECOM ITALIA: I PRIMI PASSI DELL’INCHIESTA

Ma cosa era successo? La controllata italiana tra il 2008 e il 2014 aveva registrato perdite ogni anno fino ad arrivare alla cifra complessiva di 242 milioni di euro. Dal 2015 sembrava esserci una risalita, un piccolo utile di 1,6 milioni, che diventarono 35,5 nell’esercizio successivo.

LA PARTITA DEI BILANCI

A questo punto un whistleblower segnala alla casa madre che nella controllata italiana i bilanci non sono conformi alla realtà, che i manager italiani hanno agito in maniera illecita per gonfiare i bilanci del quadriennio 2013-2016 per mascherare le perdite. Da quel punto parte la reazione del colosso britannico.

I CLIENTI

La British Telecom, che in Italia aveva i suoi clienti Eni, Fca e numerose amministrazioni pubbliche, prima di tutto caccia gli allora vertici della controllata italiana e poi taglia le stime su ricavi e utili, causati da un ammanco di 530 milioni di sterline. Il 21 marzo del 2017 la società presenta in Procura una denuncia sostenendo che le presunte condotte illecite dei manager italiani fossero contro l’interesse della compagnia.

COSA SCRISSE IL CORSERA

Tuttavia come riporta il Corriere della Sera, durante lo svolgimento delle indagini, alcuni dei dirigenti italiani, come l’ex direttore finanziario di BT Italia, Luca Sebastiani, smentiscono la versione della BT e passano la palla dell’accusa alla casa madre sostenendo che tutte le principali transazioni finanziarie operate da BT Italia erano condivise con i responsabili della BT Europa.

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