Economia

Cosa cambia in Open Fiber (e perché Tim brinda in Borsa)

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tim rete

Tutte le novità in Open Fiber dopo le decisioni di Cdp ed Enel. Con i riflessi per il progetto di rete unitaria con perno Tim. Fatti, numeri, ricostruzioni e commenti

Cosa cambia in Open Fiber (e perché Tim brinda in Borsa).

Tutti i dettagli.

CHE COSA HA APPROVATO IL CDA DI CDP SU OPEN FIBER

Via libera del cda di Cdp alla presentazione di un’offerta ad Enel da parte di Cdp Equity per l’acquisizione di una partecipazione del 10% di Open Fiber. Lo comunica, in una nota, Cassa depositi e prestiti, precisando che una volta finalizzata l’operazione, Cdp Equity potrà raggiungere la maggioranza del capitale della società per rafforzare il proprio sostegno a un’infrastruttura strategica di grande importanza per la digitalizzazione e la competitività del Paese. Inoltre – prosegue la nota del gruppo Cassa depositi e prestiti controllato dal Mef – Cdp si è impegnata ad apportare nuove risorse prima del closing, finalizzate a sostenere l’accelerazione del piano di sviluppo della rete infrastrutturale.

GLI OBIETTIVI DI CDP SU OPEN FIBER

L’operazione – prosegue la nota della Cassa depositi e prestiti guidata dall’ad, Fabrizio Palermo – è coerente con la strategia di Cdp quale investitore di lungo periodo in società operanti in settori e tecnologie prioritarie per il Paese. L’obiettivo è quello di estendere su scala nazionale una rete in fibra ottica aperta a tutti gli operatori, riducendo il digital divide. La presentazione dell’offerta da parte di Cdp Equity per acquisire la maggioranza in Open Fiber avviene a valle della decisione di Enel di considerare l’offerta presentata da Macquarie Infrastructure and Real Assets (Macquarie) per l’acquisto di una quota tra il 40% e il 50%.

COME CAMBIERANNO GLI ASSETTI DI OPEN FIBER

E’ stata inoltre autorizzata la sottoscrizione di un term-sheet vincolante con Macquarie per definire gli assetti di governance di Open Fiber successivi all’ingresso del fondo nel capitale. Il perfezionamento dell’operazione – conclude la nota – sara’ soggetto all’autorizzazione delle Autorità competenti e alla sottoscrizione degli accordi definitivi tra le parti.

LA DECISIONE DI OPEN FIBER SU MACQUARIE

Si muove anche Open Fiber (controllata da Enel e Cdp). Il consiglio di amministrazione di Open Fiber, presieduto da Franco Bassanini, conferma una nota, ha deliberato il gradimento all’ingresso del fondo infrastrutturale Macquarie nel capitale della societa’, ai sensi dell’articolo 8 dello statuto sociale.

EFFETTI BORSA PER TIM DOPO LA MOSSA DI CDP

Tim accelera a Piazza Affari in mattinata e si è portata in testa al Ftse Mib guadagnando il 3,58% a 0,4548 euro. Le quotazioni, spiegano dalle sale operative, beneficiano del via libera, da parte del cda di Cassa depositi e prestiti alla presentazione di un’offerta a Enel per l’acquisizione di un altro 10% di Open Fiber, deal che può riaprire la partita della rete unica in fibra. Con l’operazione Cdp, che aveva il 50%, “potrà raggiungere la maggioranza del capitale della società per rafforzare il proprio sostegno a un’infrastruttura strategica di grande importanza per la digitalizzazione e la competitività del Paese”. La Cassa, inoltre, “si è impegnata ad apportare nuove risorse prima del closing, finalizzate a sostenere l’accelerazione del piano di sviluppo della rete infrastrutturale”.

CHE COSA DICONO GLI ANALISTI

Enel dovrebbe ora chiudere la cessione del restante 40% a Macquarie. ‘Pensiamo che la notizia sia positiva per Tim perche’, una volta sbloccato l’impasse su Oper Fiber, ci aspettiamo che Cdp ritorni sul dossier rete unica, sulla linea della lettera d’intenti siglata con Tim ad agosto’, notano gli analisti di Equita.

Soddisfatta anche Intesa Sanpaolo perché questo epilogo dovrebbe consentire a Cdp di diventare azionista di maggioranza di Open Fiber e guidare il passo successivo di una fusione con FiberCop: “Finalmente sembra che le vendite di Open Fiber a Cdp/Macquarie possano avvenire e questo dovrebbe velocizzare il progetto di rete unica. Ora che Cdp e Macquarie hanno finalmente trovato un accordo, crediamo che l’unica incertezza per le vendite da effettuare possa venire dall’Antitrust Ue poiché Cdp detiene il 10% di Tim e avrà il controllo di Open Fiber. Ci aspettiamo ulteriori informazioni su questo nelle prossime settimane”.

Sul progetto rete unica “riteniamo che il piano definitivo sarà la creazione di una società separata (AccessCo) in qualche modo simile a Open Reach nel Regno Unito. Tim dovrebbe mantenere il 51% di partecipazione economica nell’asset, consolidandola integralmente, mentre Cdp o il Governo italiano dovrebbe nominare il cda della società per garantire la neutralità dell’asset. Riteniamo anche che una volta che le autorità di regolamentazione abbiano stabilito il regime di remunerazione, la Rab, per la rete, dovrebbero essere soddisfatte le condizioni di neutralità del mercato. Questa soluzione sarebbe il miglior risultato possibile in quanto consentirebbe a Tim di consolidare l’asset, al Governo italiano di garantire la neutralità e il mercato in quanto ciò potrebbe aiutare a sbloccare e cristallizzare il valore della rete”, ha spiegato Bestinver come riporta Mf.

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