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Chi sono gli sponsor della Cop26, la conferenza sul clima a Glasgow

Cop26 Sponsor

Tra gli sponsor della COP26 ci sono Microsoft, Hitachi, Gsk e Unilever. Ecco cosa ha offerto il Regno Unito alle aziende e perché

 

Dal 31 ottobre al 12 novembre si terrà a Glasgow, nel Regno Unito, la COP26, ovvero la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Parteciperanno più di cento capi di stato o di governo da tutto il mondo, con l’obiettivo di trovare un approccio comune alla crisi climatica.

Per un vertice di questo tipo è strano anche solo pensare che possano esserci degli sponsor aziendali, scrive Quartz. E invece ce ne sono ben undici: tra questi, spiccano i nomi di Microsoft, Hitachi, Unilever, GSK e Sky.

PERCHÉ GLI SPONSOR ALLA COP?

Quartz spiega che anche altre edizioni della COP hanno avuto degli sponsor: la loro presenza è importante sia per far crescere il “valore” del vertice (con un occhio ai contribuenti nazionali che l’hanno pagato con le tasse) e ridurne i costi finanziari.

LE CIFRE

Il governo britannico non ha diffuso l’entità delle somme pagate dagli sponsor. Per avere un’idea, le aziende che nel 2015 hanno sponsorizzato il vertice sul clima di Parigi (dal quale venne fuori il famoso accordo) pagarono circa 17,7 milioni di dollari: un decimo, più o meno, dei costi dell’evento.

Solo le spese di sicurezza per la COP26 ammontano a 343 milioni di dollari.

COSA HA OFFERTO IL REGNO UNITO ALLE AZIENDE

Per convincere le aziende a sponsorizzare la COP26, il governo britannico ha promesso “benefici unici”, scrive Quartz: ad esempio la presenza di ministri ai loro eventi, o la possibilità di avere a disposizione degli spazi per promuovere i loro marchi.

L’effetto, però, è che l’evento possa assomigliare più a una fiera che a una conferenza sul clima. Hitachi si è anche lamentata del fatto che alcune società rivali sono presenti nella “zona blu”, ovvero quella gestita dalle Nazioni Unite e riservata ai delegati.

L’ATTRATTIVITÀ DELLA COP26

A spingere le aziende a sponsorizzare la COP26 c’è il fatto che le aspettative associate all’evento sono altissime e i marchi hanno tutto l’interesse a venire associati alla sfida più grande e impegnativa dei nostri tempi: mitigare i cambiamenti climatici, “salvare la Terra” dal riscaldamento globale.

UNILEVER E LE BIG OIL

Durante la COP26 Unilever – uno dei cinque maggiori produttori di plastiche inquinanti al mondo, stando a un report di una coalizione di gruppi attivisti – trasmetterà un proprio film sull’importanza di raggiungere un mondo a basso impatto emissivo e ambientale.

Il governo britannico si è rifiutato di accettare sponsorizzazioni dalle compagnie petrolifere per la COP26, che pure ci hanno provato: sia Equinor che BP che Shell. Ci saranno anche eventi aziendali completamente slegati dalla questione climatica: ad esempio Reckitt avrà un suo spazio per promuovere un programma di igiene rivolto ai bambini.

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