Economia

Consiglio Ue farà flop sugli spread. Parola di Goldman Sachs

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Banche

Che cosa succederà e non succederà dopo la riunione del Consiglio Ue secondo Goldman Sachs

Secondo Goldman Sachs nella riunione del Consiglio Ue mancherà un pieno impegno a mutualizzare i rischi in tutta l’area per lo shock del coronavirus, quindi non porterà a una sostanziale compressione negli spread.

Ci sarà inoltre la settimana prossima l’incontro chiave della Bce, in cui solo un aumento sostanziale degli acquisti potrebbe portare a spread più ristretti. Sia i rischi di politica di bilancio che quelli di politica monetaria vanno verso posizioni lunghe piuttosto che verso spread più ristretti.

Quanto al Consiglio Ue, la previsione è che approverà tre elementi della proposta dell’Eurogruppo del 9 aprile: prestiti del Mes con una condizionalità leggera fino al 2% del Pil, garanzie della Bei per le pmi fino a 200 miliardi di euro e Sure, l’assicurazione per la disoccupazione fino a 100 miliardi di euro.

Sul Fondo di recupero non viene ritenuto che arriverà a una discussione conclusiva.

Quindi per gli analisti della banca d’affari americana, in sostanza, solo la Bce potrà essere determinante ai fini dello spread in una sorta di mutualizzazione soft dei debiti pubblici.

D’altronde anche le ultime mosse della Banca centrale europea – come descritto da Start Magazine – vanno in questa direzione.

L’Eurotower negli ultimi giorni ha compiuto atti inediti a sostegno degli Stati e altri ne metterà in atto

La Banca centrale europea ha infatti deciso ieri sera, al termine di una riunione in videoconferenza del consiglio direttivo, di accettare d’ora in avanti anche i titoli sotto il livello di investimento come garanzia offerta dalle banche per partecipare alle aste di rifinanziamento. Entrano dunque in gioco i “junk bond”, ovvero i titoli con un giudizio inferiore a BBB-: saranno accettati come collaterale a condizione che non scendano di piu’ di due gradini mantenendosi dunque sopra o a pari al rating di BB.

La decisione è valida fino al settembre 2021, quando si aprirà la prima finestra per ripagare in anticipo la prima asta della terza serie di Tltro, sottolinea Radiocor.

La Bce, si spiega in un comunicato, “può decidere, se e quando necessario, di adottare ulteriori misure per mitigare l’impatto di downgrade del rating allo scopo in particolare di assicurare una trasmissione efficiente della sua politica monetaria in tutte le giurisdizioni dell’eurozona”. Per continuare ad essere accettati come collaterale in caso di downgrade sotto il livello di investimento, i titoli dovranno soddisfare tutti gli altri criteri di eleggibilita’ e saranno accettati come collaterali anche i titoli emessi in futuro da emittenti che dovessero ricevere un downgrade a junk da qui al settembre 2021 sempre a condizione che vengano rispettati gli altri requisiti.

Le nuove regole si applicano anche ai programmi di acquisto di covered bond e di Abs. Gli asset che scenderanno sotto un requisito minimo di qualità del credito saranno soggetti a haircuts in base al loro rating attuale. La decisione presa ieri sera dal consiglio direttivo della Bce apre la strada in prospettiva a misure analoghe anche per quanto riguarda il programma pandemico di acquisti da 750 miliardi di euro, per il quale invece per il momento restano in vigore le regole attuali.

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