Economia

Come vanno i conti di Tim, Vodafone, WindTre, Fastweb e non solo. Report Mediobanca

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Che cosa emerge dal rapporto annuale di Mediobanca sul settore tlc. Ecco numeri, tendenze, confronti e analisi su Tim, Vodafone, WindTre, Fastweb e non solo.

 

Sorpresa: nelle tlc le società a controllo pubblico sono 11 e non solo in Cina come ci si aspetterebbe. In Europa ci sono Swisscom (con la Swiss Confederatilon al 51%) che controlla anche Fastweb, Telenor (con il ministero dell’Industria al 54%), Deutsche Telekom (con la Bundesrepublik Deutscheland al 31,9%) e Orange (con o Stato al 13,4% e Bpifranceparticipations al 9,6%).

E’ uno degli aspetti che emerge dal rapporto annuale di Mediobanca sul settore delle telecomunicazioni? Ecco numeri, tendenze, confronti e analisi.

COME VANNO I RICAVI DEI GRUPPI DI TLC

Partiamo dai ricavi. Nei primi sei mesi del 2020, funestati dalla pandemia, all’interno dell’Europa Deutsche Telekom domina la classifica con ricavi nel primo semestre pari a 47 miliardi (+1,5%, su base omogenea), seguita da Vodafone con 21,8 miliardi (+1,5%), Telefonica con 21,7 miliardi (-10%), Orange con 20,8 miliardi (+1%), BT Group con 11,9 miliardi (-5,3%) e Tim con 7,8 miliardi (-13,7%). Lo afferma il rapporto annuale di Mediobanca sul settore delle telecomunicazioni.

I NUMERI SUI RICAVI AGGREGATI

Guardando all’Italia nel primo semestre 2020 i ricavi aggregati dei principali operatori sono scesi dell’8%, con la rete mobile complessivamente in minore affanno (-6,5%). Il fatturato nei servizi mobili dei primi tre operatori (Tim, Wind Tre e Vodafone) diminuisce di circa 500 milioni.

FATTURATO ALTALENANTE

Altalenante l’andamento del fatturato: cresce velocemente Iliad (+132 milioni; +74,6%), in aumento Fastweb (+5,3%), in calo Wind Tre (-3,1%), Vodafone (-5,1%) e Tim (-13,7%). Tra i fattori che spiegano l’andamento del mercato italiano, peggiore rispetto alla media europea, ci sono l’aspra concorrenza con il conseguente calo dei prezzi e il prolungato e duro lockdown.

EFFETTO LOCKDOWN

Covid e ‘resilienza’ sono le due parole simbolo del 2020 anche per le tlc. La pandemia e le restrizioni agli spostamenti fisici hanno enfatizzato il ruolo delle telecomunicazioni in tutto il mondo e rappresentato un vero ‘stress test’ per il settore. Il report annuale dell’area studi di Mediobanca sulle tlc mostra “una buona reazione all’emergenza in termini di servizio, nonostante il traffico dati sia aumentato esponenzialmente”. A farne le spese sono stati però i conti economici gravati dall’aumento dei costi e dall’appiattimento dei ricavi per via del modello di offerta “in bundle” ormai ampiamente diffuso. Nel primo semestre 2020 il fatturato aggregato dei 30 principali operatori mondiali è stato pari a 540,8 miliardi (-2%) con impatti più contenuti nei paesi usciti prima dal lockdown: -0,4% in Asia (220,7 miliardi), -1% in Europa (147,8 mld) e più ampio nelle Americhe (-4,8% a 172,3mld). Qui tra i ‘big 5’ Tim è quella che ha sofferto di più con un calo del fatturato del 13,7% a 7,8 miliardi che la posiziona al 17mo posto della classifica mondiale. Deutsche Telekom domina la classifica con ricavi nel primo semestre pari a 47 miliardi, seguita da Vodafone (21,8 miliardi), Telefonica (21,7 miliardi), Orange 20,8 miliardi

I CONFRONTI TRA PAESI

“L’Italia in Europa è il paese che ha vissuto maggiormente un’aspra concorrenza, soprattutto nel mercato mobile”, ha spiegato Dario Carugati, analista finanziario di Mediobanca, mettendo in evidenza che i prezzi delle telco sono scesi più dell’indice generale e che la competitività, è aumentata anche nel mercato fisso. Entrando in profondità nella fotografia si capisce meglio che a pesare su Tim è stato il Brasile (-22%) mentre in Italia il calo è stato dell’11,5 per cento.

COME VA L’ITALIA

Lo studio R&S Mediobanca, che analizza i dati economici e finanziari dei 30 principali gruppi telefonici mondiali con ricavi annui superiori ai 10 miliardi di euro, ricorda che in Italia i valori medi mensili di traffico dati giornaliero nel fisso sono aumentati del 75,5% e del 74,9% nel mobile tra marzo e maggio 2020; l’incremento del consumo dati su device mobili è stato più alto nelle aree con i più limitati tassi di penetrazione delle reti fisse residenziali.

LE TENDENZE

Prosegue il trend negativo dei ricavi complessivi delle società di telecomunicazione, scesi a 29,8mld di euro nel 2019 (erano 42,2mld di euro nel 2010), in calo del -4,4% sul 2018. Il fisso (16,2mld di euro; -1,7% sul 2018) limita la contrazione mentre il mobile (13,7mld di euro; -7,3%) è in maggior difficoltà. E’ quanto emerge dal report annuale sulle principali telco realizzato da Area Studi Mediobanca e presentato oggi e che ha anche analizzato gli effetti del Covid 19 sul settore. TIM (attività italiane) è prima per fatturato (13,1mld di euro; -5,5% sul 2018) davanti a Vodafone (5,7mld di euro; -5,2%) e Wind Tre (5,1mld di euro; -6,5%). Escludendo le start-up (Iliad e Open Fiber) e le più piccole Eolo e Linkem, nel quinquennio Fastweb è l’unica a crescere (+27,8% i ricavi), con investimenti industriali superiori alla media italiana. Wind Tre è l’operatore con la più elevata redditività (ebit margin al 17,4%) seguita da Tim (16,5%), entrambe tornate all’utile nel 2019, non più appesantite da svalutazioni e oneri straordinari.

GLI AZIONISTI E IL RUOLO DELLO STATO

L’azionariato pubblico, un tema tornato rilevante da quando in Italia si parla di Rete Unica e della partecipazione di Cdp in Tim, è ampio nelle tlc in tutto il mondo. Lo studio annuale di Mediobanca fotografa i big del settore ed emerge che le società a controllo pubblico sono 11 e non solo in Cina come ci si aspetterebbe. In Europa ci sono Swisscom (con la Swiss Confederation al 51%) che controlla l’italiana Fastweb, Telenor (con il ministero dell’Industria al 54%), Deutsche Telekom (con la Bundesrepublik Deutscheland al 31,9%) e Orange (con o Stato al 13,4% e Bpifranceparticipations al 9,6%).

IL PESO DELLE PUBLIC COMPANY

Sono 9 le società classificate poi come public company ovvero con un azionariato diffuso, la forma di governance preferita nelle Americhe ma presenta anche in Europa: Bell Canada, At&T, Verizon e Centurylink, Telefonica, Vodafone, Telstra, Bt e la coreana KT.

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