Economia

Come si muoverà Unicredit

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Popolare di Bari intesa unicredit

Tutti i dettagli sulla semestrale di Unicredit, i prossimi passi del gruppo e le parole del capo azienda Mustier

 

Unicredit conferma la guidance al 2021 con un utile netto sottostante per il prossimo anno confermato a 3-3,5 miliardi di euro e RoTE sottostante tra il 6 e 7 per cento. Inoltre la banca indica una buona posizione per rafforzare la base clienti e fornire un supporto continuo agli stakeholder.

E’ quello che si legge tra l’altro nella relazione semestrale presentata oggi da Unicredit. Ecco tutti i dettagli e le parole del capo azienda Jean-Pierre Mustier.

TRA PERDITA E UTILE

Unicredit chiude il primo semestre con una perdita di 2,28 miliardi. Il secondo trimestre si chiude invece in utile di 420 milioni in calo del 77% ma sopra il consensus che indicava un utile di 347 milioni.

I DETTAGLI DELLA TRIMESTRALE

Nel dettaglio della trimestrale l’utile netto sottostante di Unicredit è di 500 milioni (1 miliardo secondo trimestre 2019), con tutte le divisioni che tornano alla redditività, eccetto Commercial Banking Austria.

I RICAVI

I ricavi ammontano a 4,2 miliardi, in calo del 4,8% trimestre su trimestre e del 7,7% anno su anno, con il lockdown nei mercati core per la maggior parte del trimestre che ha causato una diminuzione delle commissioni commerciali.

IL MARGINE DI INTERESSE

Il margine di interesse: è di 2,4 miliardi in calo del 4% trimestre su trimestre, a causa del taglio dei tassi nella Centro Est Europa e il cambio del business mix, con la focalizzazione su clienti con rating più elevato.

LE COMMISSIONI

Le commissioni ammontano a 1,4 miliardi, in calo dell’11,8% anno su anno, con ripresa avviata nel giugno 2020, quando le commissioni totali erano maggiori anno su anno per Italia (+6 per cento), per la Germania (+11 per cento) e per l’Austria (+2 per cento).

IL CET1

Per quanto riguarda capitale e liquidità, il CET1 ratio fully loaded è al 13,85% ed elevato liquidity coverage ratio al 173 per cento. In relazione ai prestiti garantiti dallo Stato e moratoria, Unicredit ha supportato l’economia con 35 miliardi di prestiti in moratoria e 7 miliardi di prestiti con garanzia statale mantenendo nel contempo un approccio disciplinato al rischio.

LA NOTA DI UNICREDIT

Il gruppo è “fermamente impegnato nella sua disciplinata concessione”, si legge nella nota sui conti, del credito e nella gestione proattiva delle esposizioni deteriorate.

IL PORTAFOGLIO

La riduzione del portafoglio Non Core, in programma nel 2021, prosegue in linea con i tempi previsti, con cessioni per 0,9 miliardi nel corso del secondo trimestre malgrado il Covid-19.

IL CAPITALE

Quanto alla distribuzione di capitale, come annunciato il 29 luglio scorso, Unicredit conferma che rispetterà le raccomandazioni della Bce e non pagherà dividendi, né effettuerà riacquisti di azioni nel corso del 2020.

I DIVIDENDI

La banca ripristinerà la politica di distribuzione del capitale prevista in Team 23 a partire dal 2021, distribuendo agli azionisti il 50 per cento dell’utile netto sottostante ripartito tra un obiettivo di dividendo in contanti pari al 30 per cento dell’utile netto sottostante e riacquisti di azioni proprie per il 20 per cento.

LE PAROLE DI MUSTIER

Non ci sono in programma m&a, ha confermato Mustier. Il ceo di Unicredit, nella call con gli analisti, si dice “fiducioso che la Bce tolga il divieto di pagare i dividendi l’anno prossimo”. Mustier ha poi ribadito che è impegno della banca ” ripristinare la nostra politica di distribuzione del capitale” del piano industriale Team 23 “nel 2021 a partire dall’anno 2020, inclusa la graduale restituzione del capitale in eccesso agli azionisti” . E’ impegno dell’istituto distribuire agli azionisti il 50 per cento dell’utile netto sottostante ripartito tra un obiettivo di dividendo in contanti pari al 30 per cento dell’utile netto sottostante e riacquisti di azioni proprie per il 20 per cento.

Unicredit darà “un aggiornamento del piano Team23 entro il primo trimestre 2021”. Verranno aggiornati “solo alcuni numeri”, ha spiegato il ceo nella call con le agenzie. Il manager ha poi aggiunto poi che “il piano è confermato”.

Infine, un commento sull’esito dell’Opas di Intesa su Ubi: “L’Italia ha bisogno di avere banche forti. L’Antitrust ha chiesto il nostro parere e noi abbiamo detto che forse sarebbe stato meglio avere tre banche forti piuttosto che due”, ha risposto Mustier in conferenza stampa ad una domanda sulla posizione presa dalla banca all’Antitrust sul fusione Intesa Sanpaolo-Ubi

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