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Come si muoverà il G20 su web tax, debiti e non solo

G20

G20, che cosa è emerso dalla seconda riunione dei ministri delle Finanze e dei governatori delle Banche Centrali sotto la presidenza italiana. L’articolo dell’economista Chiara Oldani

 

I ministri delle Finanze e i governatori delle Banche Centrali del G20 si sono incontrati per la seconda riunione sotto la presidenza italiana il 7 aprile 2021 in modalità virtuale. Ministri e governatori hanno avuto un proficuo scambio e si sono accordati su una serie di impegni, inseriti nel comunicato ufficiale, emesso alla fine dell’incontro.

Il gruppo di lavoro sotto la guida del Tesoro italiano di Daniele Franco sta lavorando alacremente per portare avanti un approccio condiviso globale, smussando gli spigoli con la diplomazia economica dei 19 paesi (Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, India, Indonesia, Italia, Messico, Russia, Sud Africa, Turchia, Stati Uniti) e l’Unione Europea.

Il comunicato ufficiale, documento fitto di 8 pagine, è denso di impegni programmatici: dalla lotta ai danni causati economici e sociali dalla pandemia da Covid-19, al cambiamento climatico, alla digital tax passando per la cancellazione di 200 miliardi di dollari di debito dei paesi poveri. La crisi pandemica ha incrementato i rischi economici, aumentando la spesa sociale, facendo crollare consumi e gettito e, quindi, alimentando una sostenuta crescita del debito pubblico; è inevitabile che i rischi finanziari siano crescenti nel prossimo futuro, come confermato anche dalle recenti analisi del Fondo monetario internazionale.

Difficile che in un solo anno tutti gli impegni programmatici vengano effettivamente portati a compimento, ma il cambio di passo rispetto al recente passato è chiaro.

Nella prossima riunione dei Ministri finanziari a luglio a Venezia, stavolta auspicabilmente “in presenza”, si dovrà affrontare con piglio più concreto la proposta dell’Ocse di schema di tassazione delle imprese digitali (BEPS) per colmare il buco nero nei bilanci pubblici; si dovrà, inoltre, definire uno schema comune di azione per rendete i mercati finanziari globali integrati, liquidi e ma soprattutto definire le regole per la ristrutturazione dei debiti eccessivi. Si, eccessivi: di banche, istituti finanziari ma anche Governi. Spolverate gli elmetti!

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