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Cimbri di Unipol celebrerà le nozze fra Bper e Banco Bpm

Banco Bpm

Il ruolo di Unipol nelle prospettate nozze fra Banco Bpm e Bper dopo le indiscrezioni di Reuters. Fatti, numeri e analisi

I banchieri interessati si eccitano, gli analisti si scaldano, gli advisor già pregustano laute commissioni, ma in Borsa i titoli in questione – ossia Banco Bpm e Bper – non si scaldano proprio nonostante i rumors e le indiscrezioni che si affastellano, ultime quelle di ieri di Reuters.

Ecco che cosa succede e non succede nel risiko prossimo venturo – e molto agognato pure dalla Bce – tra Banco Bpm e Bper.

La fusione tra BancoBpm e Bper potrebbe prendere forma nel primo semestre 2021. A riportare l’indiscrezione ieri è stata l’agenzia stampa anglosassone Reuters.

LE INDISCREZIONI DI REUTERS SU BPER E BANCO BPM

La possibile fusione tra le due ex popolari è diventata d’attualità dopo che nei giorni scorsi il ceo di Unipol, primo azionista di Bper con il 18,9%, con Il Sole 24 Ore aveva definito «affascinante» il progetto di aggregazione tra le due realtà. Un’apertura a cui lo stesso Ceo di BancoBpm, Giuseppe Castagna, aveva dato credito a stretto giro, alimentando così l’interesse del mercato, sottolinea oggi il quotidiano di Confindustria. “In questo quadro, il ceo Alessandro Vandelli nei giorni scorsi ha evidenziato che la banca oggi è «tutta focalizzata» sull’integrazione dei circa 630 sportelli di Ubi, sottolineando che le parole di Cimbri sono «più uno stimolo che una indicazione puntuale»”.

GLI ADVISOR AL LAVORO

Al momento, comunque, non risultano advisor nominati da parte di Bper mentre Lazard sarebbe l’advisor per BancoBpm.

LA TEMPISTICA FRA BANCO BPM E BPER

Reuters ieri che ha indicato il timing dell’operazione nel primo semestre del 2021, in base a tre fonti che hanno riferito di valutazioni in atto da parte delle due banche coinvolte. Un consolidamento più probabile nel secondo trimestre, dopo che l’istituto modenese guidato da Alessandro Vandelli avrà assorbito le filiali di Ubi rilevate da Intesa, costate 802 milioni di aumento di capitale fresco. E dopo che sarà rinnovato ad aprile il board di Bper.

IL REPORT DI MEDIOBANCA SU BANCO BPM E BPER

Cosa pensano gli analisti? In maggioranza paiono positivi. Mediobanca Securities ritiene che l’accordo “avrebbe senso da un punto di vista industriale e finanziario, potenzialmente accelerato dal beneficio della Dta, i crediti differiti, da utilizzare solo nel 2021”. Sui bonus fiscali, valutati in capo a Banco Bpm attorno a 1 miliardo di euro, il mercato si attende un confronto vivace in Parlamento nei prossimi giorni fra il Pd che li appoggia via Mef e il M5S favorevole ad un tetto di 500 milioni di euro, rimarca Mf.

IL RUOLO DEI BADWILL

A sostenere le operazioni straordinarie sono anche i badwill, come ha insegnato l’Ops di Intesa Sanpaolo su Ubi. Se il 2021 si apre con Banco Bpm-Bper, il risultato è la nascita del terzo gruppo bancario in Italia con 310 miliardi di euro di asset e 115 miliardi di Rwa, spiega Mediobanca. La quota di mercato delle filiali sarebbe quasi raddoppiata e diffusa in tutta Italia con il 64% concentrato nel Nord Italia.

FRA NUMERI E INDICI DI BPER E BANCO BPM

L’operazione viene ipotizzata dagli analisti di Piazzetta Cuccia riconoscendo, nel caso base, uno swap ratio di 0,77 che corrisponde a un riconoscimento di Bper a 0,33 volte il Price/Tangible Equity. Il gruppo modenese avrebbe alla fine il 42% del gruppo combinato. La nuova realtà dovrebbe avere un indice di solidità patrimoniale, nel 2021, il Cet 1 ratio, al 12,5% (oltre il 13% nel 2022), un dividend yield del 4,7% e un RotE del 4,9%.

CHE COSA DICONO GLI ANALISTI DI MEDIOBANCA SU BANCO BPM E BPER

Se viene invece ipotizzata una fusione dalla pari in cui entrambe le banche finiscono con il 50% di partecipazione nell’entità combinata, in questo caso Bper viene valutata a 0,45 volte il P/TE. Con l’effetto che gli azionisti di entrambe le banche “potranno godere di un aumento dell’utile per azione del 30%”, scrive Mediobanca. Piazzetta Cuccia ipotizza sinergie per circa il 10% della base di costi combinata nel 2022 o circa il 20% di quelli di Bper e il riconoscimento di 1,1 miliardi di Dta convertiti in crediti d’imposta, di cui il 25% nel 2021 e il resto in 2022. Oltre a un payout ratio del 30% nel 2021-22 e nullo nel 2020.

GLI AZIONISTI FESTEGGERANNO?

L’operazione potrebbe portare valore per gli azionisti di Banco Bpm del 25% rispetto al prezzo attuale del titolo (ora 1,8 contro un target price di 2,25 euro) e per quelli di Bper del 35% (1,48 euro il valore ora, 2 euro il prezzo obiettivo). Per Mediobanca la conversione delle Dta potrebbe coprire il 90% dei costi per portare l’Npe ratio al 5% e quelli di integrazione.

IL REPORT DI EQUITA SU BANCO BPM E BPER

L’operazione, secondo Equita Sim, avrebbe senso dal punto di vista industriale vista la complementarità delle reti distributive, con la nuova banca che diventerebbe il secondo operatore italiano con una quota di mercato del 14% in termini di sportelli. Secondo Reuters, Bper mira a un’operazione alla pari, uno scenario “che potrebbe trovare l’opposizione della frammentata base azionaria di Banco Bpm”, nota la Sim milanese, considerando le differenti valutazioni dei due gruppi.

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