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Tutti i motivi (e le conseguenze economiche) del blocco di China Telecom negli Stati Uniti

China Telecom

Gli Stati Uniti hanno revocato alla società di telecomunicazioni cinese China Telecom il permesso per operare nel paese. Ecco ragioni, numeri e contesto

 

La borsa di Hong Kong, in Cina, ha chiuso in perdita a causa della crisi del gruppo immobiliare Evergrande e della revoca della licenza operativa alla compagnia di telecomunicazioni China Telecom negli Stati Uniti. L’indice Hang Seng, quello che raccoglie le aziende a maggiore capitalizzazione quotate a Hong Kong, è sceso dell’1,57 per cento a 25.628,74.

COSA SUCCEDE A CHINA TELECOM NEGLI STATI UNITI

Ieri la Commissione federale per le comunicazioni (FCC), l’agenzia degli Stati Uniti che si occupa di telecomunicazioni, ha deciso di revocare la licenza a China Telecom Americas, la sussidiaria americana della compagnia statale cinese China Telecom, per ragioni di sicurezza nazionale.

China Telecom Americas, dunque, avrà sessanta giorni di tempo per cessare i propri servizi di telecomunicazione nel paese, dopo quasi vent’anni di attività.

LE MOTIVAZIONI DEGLI STATI UNITI

La FCC ha detto che la compagnia è “soggetta a sfruttamento, influenza e controllo da parte del governo cinese ed è altamente probabile che sia costretta a conformarsi alle richieste del governo cinese senza sufficienti procedure legali soggette a supervisione giudiziaria indipendente”. Secondo l’autorità, il fatto che le autorità di Pechino esercitino un tale controllo su China Telecom “solleva rischi significativi per la sicurezza nazionale” perché fornisce “opportunità” all’azienda e al governo cinese “per accedere, memorizzare, interrompere e/o indirizzare male le comunicazioni degli Stati Uniti”.

LA RISPOSTA DI CHINA TELECOM

Un portavoce di China Telecom Americas ha dichiarato all’agenzia Reuters che “la decisione della FCC è deludente. Abbiamo intenzione di perseguire tutte le opzioni disponibili, mentre continuiamo a servire i nostri clienti”.

I NUMERI, NEGLI STATI UNITI E NEL MONDO

Nel 2019 China Telecom contava più di 335 milioni di abbonati ai propri servizi in tutto il mondo. Sostiene di essere il più grande operatore globale di linea fissa e banda larga. Negli Stati Uniti fornisce servizi alle sedi di rappresentanza locale del governo cinese, agli oltre 4 milioni di sino-americani, a 2 milioni di turisti cinesi all’anno, ai 300mila studenti cinesi nei college e alle circa 1500 imprese cinesi attive nel paese.

IL CONTESTO

Il ban di China Telecom non giunge inaspettato. Già nell’aprile 2020 la FCC disse che avrebbe potuto far cessare le operazioni di tre società statali cinesi di telecomunicazione per ragioni di sicurezza nazionale: China Telecom Americas, ma anche China Unicom Americas e Pacific Networks (con la sua sussidiaria ComNet).

L’anno scorso, poi, la FCC ha designato le aziende di telecomunicazioni cinesi Huawei e ZTE (entrambe, specialmente la prima, fortemente osteggiate dall’amministrazione di Donald Trump) come minacce alla sicurezza nazionale delle reti di comunicazione. La mossa impedì alle due società di accedere a un fondo governativo di 8,3 miliardi di dollari per l’acquisto di apparecchiature di telecomunicazioni. A dicembre l’agenzia ha imposto agli operatori di rete che utilizzano sistemi di Huawei e ZTE di rimuoverli e sostituirli.

Lo scorso marzo, poi, la FCC ha inserito Huawei, ZTE, Hytera Communications, Hangzhou Hikvision Digital Technology e Zhejiang Dahua Technology (tutte cinesi) nella lista delle aziende che minacciano la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Da un punto di vista complessivo, Joe Biden non ha stravolto la politica di contenimento cinese della precedente amministrazione: vuole ridurre l’esposizione americana ad alcune filiere critiche controllate da Pechino (energia, metalli, batterie) e proteggere i settori strategici per l’economia e la sicurezza (come, appunto, le telecomunicazioni).

Rispetto a Trump, però, l’approccio di Biden alla competizione tecnologica con la Cina sembrerebbe essere più razionale e focalizzato su un numero ristretto di applicazioni: invece che al decoupling (o “disaccoppiamento”) totale, punterebbe a restringere molto i contatti in pochi settori sensibili (è il concetto dello (small yard, high fence, “cortile piccolo, recinto alto”).

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