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Chi e perché bistratta l’Opa di Della Valle su Tod’s

Della Valle Opa

A Piazza Affari parte oggi l’Opa su Tod’s ma il fondo attivista Tabor Asset Management ha chiesto un rialzo sul prezzo. Fatti, nomi, numeri e polemiche

 

È scattata oggi 26 settembre l’opa a Piazza Affari lanciata da Diego Della Valle, Ceo di Tod’s, attraverso la propria controllata DeVa Finance, sulle azioni ordinarie della stessa Tod’s al prezzo di 40 euro ad azione.

Ma un fondo attivista di New York sta remando contro l’operazione.

“Tabor Asset Management, impresa di investimento con sede a New York che detiene approssimativamente lo 0,4% delle azioni ordinarie di Tod’s, ha pubblicato una “lettera aperta” che mette in discussione la correttezza dei termini e condizioni dell’offerta pubblica di acquisto volontaria”, si legge nel comunicato dell’hedge fund ripreso da MF Dow Jones.

In particolare, il fondo americano richiede agli amministratori di Tod’s di interloquire con DeVa al fine di ottenere un incremento del prezzo di offerta e invita i soci di Tod’s a riconsiderare la propria eventuale adesione all’Opa sulla base dell’attuale prezzo di offerta che, a giudizio di Tabor, non valuta adeguatamente il valore reale dei singoli brand del gruppo.

Tod’s è un player di moda globale che possiede anche i marchi Hogan, Roger Vivier e Fay. Ma la società ha lottato negli ultimi anni per competere con i marchi di lusso più grandi ricorda Bloomberg.

L’opa totalitaria lanciata da Della Valle dopo il via libera ottenuto la scorsa settimana dalla Consob fa parte di un piano per abbandonare il listino italiano.

Lo scorso agosto la famiglia Della Valle ha annunciato l’intenzione di rilevare gli azionisti di minoranza di Tod’s. Nell’occasione ha sottolineato che il delisting è volto a valorizzare singoli brand risparmiando all’azienda il controllo a breve termine del mercato. Tod’s, con sede a Sant’Elpidio a Mare nelle Marche, è quotata alla borsa di Milano dal 2000.

Tutti i dettagli.

L’OPA LANCIATA DA DELLA VALLE

L’Opa, promossa da DeVa Finance Srl, a sua volta detenuta da Di.Vi e indirettamente controllata da Diego Della Valle, è stata lanciata a 40 euro per azione, per un corrispettivo massimo di 338 milioni circa (venerdì il titolo ha chiuso a 40,44 euro).

L’offerta pubblica copre una quota del 25,5%, secondo il deposito, portando la proprietà della famiglia Della Valle al 90%. L’operazione terminerà alle ore 17:30 del 25 ottobre. Il terzo giorno di borsa aperta successivo alla chiusura del periodo di adesione, ossia il 28 ottobre, l’offerente pagherà a ciascun aderente all’offerta un corrispettivo in denaro pari a 40 euro – da intendersi ‘cum dividend’, ovverosia inclusivo delle cedole relative a eventuali dividendi distribuiti da Tod’s – per ciascuna azione portata in adesione all’offerta, specifica il documento.

GLI OBIETTIVI DEL DELISTING SECONDO DELLA VALLE

L’obiettivo è quello di valorizzare i singoli marchi (Tod’s, Roger Vivier, Hogan e Fay), dando loro una forte visibilità individuale e una grande autonomia operativa. Attraverso tale strategia, si intende rafforzare il posizionamento dei marchi nella parte alta del mercato della qualità e del lusso, con un elevato livello di desiderabilità”. Si ritiene infatti che il perseguimento di questi obiettivi di medio e lungo periodo sia meno agevole mantenendo lo status di società quotata, con le limitazioni derivanti dalla necessità di ottenere risultati comunque soggetti a verifiche di breve periodo.

L’ATTACCO DEL FONDO TABOR

Ma il fondo newyorchese azionista di minoranza di Tod’s non è così convito. Secondo Tabor Diego Della Valle, attraverso DeVa, sta sfruttando a proprio vantaggio l’attuale contesto macroeconomico sfavorevole alle imprese del settore luxury, forzando tutti i restanti azionisti di Tod’s ad aderire ad un’Opa assolutamente poco conveniente.

“Pertanto Tabor invita tutte le parti interessate a valutare autonomamente se il consiglio di amministrazione di Tod’s si sia diligentemente adoperato e abbia effettivamente posto in essere le azioni necessarie per difendere gli interessi di tutti gli azionisti di “minoranza” diversi da quelli della famiglia Della Valle e dei soggetti a questa vicini” si legge nella nota dell’hedge fund.

“Oltre alla “lettera aperta”, il 18 agosto, Tabor ha indirizzato una comunicazione al consiglio di amministrazione di Tod’s al fine di promuovere un’attività di shareholder engagement del board con gli azionisti di minoranza, esprimendo nel contempo le proprie preoccupazioni relative all’Opa, al prezzo di offerta e alla relativa tempistica e sollecitando gli amministratori ad adoperarsi per proteggere gli interessi di tutti gli azioni di minoranza. Tale lettera è rimasta senza risposta” ricorda MF.

Una mossa che non sorprende gli analisti. SecondoCiti, alcuni azionisti di minoranza “potrebbero scoprire che il prezzo offerto non riflette pienamente il potenziale di turnaround del marchio Tod’s mentre sottovaluta il marchio Roger Vivier [storicamente molto redditizio]” aveva riportato ad agosto il Ft.

I FINANZIAMENTI DI BNL, CREDIT AGRICOLE E DEUTSCHE BANK

Infine, l’operazione di Della Valle si avvale anche del maxi prestito di tre istituti di credito. Bnl (grippo Bnp Paribas), Credit Agricole e Deutsche Bank forniranno infatti a DiVi, (società controllante di DeVa) “un finanziamento, per complessivi 420 milioni di euro, da utilizzare per finanziare il corrispettivo per l’acquisto e tutti i costi e le spese connessi all’offerta e al delisting”. A garanzia DiVi ha messo in pegno al trio di banche il 49% del gruppo della moda.

Inoltre, se l’opa non dovesse raggiungere il 90% del capitale di Tod’s, si legge sempre nel documento di offerta dell’Opa totalitaria, l’obiettivo è in ogni caso quello di ‘conseguire il delisting mediante la fusione’.

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