Economia

Che cosa succederà a Carige dopo l’uscita di Modiano e Innocenzi

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Tutte le ultime novità in casa di Carige dopo la lettera dei commissari Modiano, Innocenzi e Lener inviata ai dipendenti del gruppo bancario. Fatti, nomi, retroscena e commenti

Sarà l’ex numero uno di Mps, di Banco Bpm e di Popolare di Vicenza, Fabrizio Viola, ora ad di Depobank, il prossimo capo azienda di Carige dopo la fine del commissariamento e con il nuovo assetto azionario centrato da Cassa centrale banca (Ccb) e Fitd (Fondo interbancario di tutela dei depositi).

E’ questo il rumors che circola in ambienti finanziari, come scrive Mf, nel giorno in cui una lettera dei commissari fa intendere che presto Pietro Modiano e Fabio Innocenzi passeranno la mano. Ecco tutti i dettagli.

ECCO LA LETTERA DI MODIANO, INNOCENZI E LENER

Pietro Modiano, Fabio Innocenzi e Raffaele Lener, commissari di Banca Carige, annunciano in una lettera ai dipendenti che non guideranno l’istituto ligure dopo la fine del commissariamento, “in linea con quanto raccomandato” dal codice deontologico per i componenti degli organi delle procedure di gestione delle crisi bancarie. “In questa difficile nuova impresa servirà un management al vostro fianco che creda nel progetto e che sappia di potere contare sull’impegno di lungo termine degli azionisti e sulla vostra forza e determinazione”, si legge nella lettera ai dipendenti di Carige.

CHE COSA SCRIVONO I COMMISSARI DI CARIGE

“Riteniamo che sia una indicazione giusta, tanto più dopo che l’anno scorso, in un momento estremamente delicato per il futuro della banca, ci è stato chiesto di unirci a Raffaele Lener nella gestione commissariale senza discontinuità con i ruoli di Presidente e Amministratore Delegato che ricoprivamo allora, con una decisione con pochi o nessun precedente”, affermano Modiano e Innocenzi.

IL RUOLO DI CASSA CENTRALE BANCA E FITD IN CARIGE

I commissari di Carige esprimono la loro “estrema soddisfazione nel sapere che la banca è salva” e che potrà, grazie al supporto dei nuovi azionisti Fitd e Ccb, “tornare a pensare a crescere grazie a voi per servire bene la clientela e i territori”. “Se siamo riusciti a trasformare i momenti anche drammatici vissuti nell’ultimo anno in una opportunità per il futuro – si legge nella lettera – è anche e soprattutto grazie alla vostra resilienza e al vostro forte legame con la nostra banca”. Una presenza giudicata in maniera controversa quella di Ccb nello stesso mondo delle Banche di credito cooperativo.

IL RILANCIO DI CARIGE SECONDO I COMMISSARI

Per Carige “ora inizia la parte più difficile ma anche più bella, quella del rilancio commerciale” con l’obiettivo di creare una “banca ‘veloce e vicina’ alla clientela”, hanno scritto Modiano, Innocenzi e Lener. “Non sarà ovviamente semplice con mercati del credito e del risparmio competitivi e resi complicati dalla evoluzione dello scenario esterno e dell’evoluzione tecnologica. Sarà difficile ma sarà possibile se si riuscirà a sviluppare quella formidabile energia e determinazione che è emersa, tra l’altro, nella preparazione e nella gestione della assemblea dello scorso 20 settembre”, determinante per il salvataggio della banca.

L’AUMENTO DI CAPITALE

“Carige si appresta quindi a completare in dicembre l’aumento di capitale e la cessione dei crediti deteriorati. Dopo queste operazioni la nostra banca si collocherà ai primi posti in Italia sia come indici di patrimonializzazione che come indicatori di rischio”. Lo scrivono i Commissari di Banca Carige in una lettera ai dipendenti, ricordando di essere in attesa del via libere delle autorità alla pubblicazione del prospetto dell’aumento di capitale.

CHI SARANNO GLI AZIONISTI DI CARIGE POST FUSIONE

All’esito dell’aumento l’azionista di controllo, ricordano i Commissari, sarà il Fitd, con una quota compresa tra il 73% e l’82%, mentre il secondo socio sarà Ccb con una quota del 9% ma con il diritto di acquistare tutte le azioni del Fitd e salire ad una quota compresa tra l’82% e il 91% del capitale. “Il Fitd – affermano i commissari – ha fatto proprio il piano industriale ‘Riprendiamoci il Futuro’ e crede in un pronto rilancio reddituale della banca che le consentirà di presentarsi in perfetto ordine al momento in cui Ccb potrà esercitare i propri diritti. La vocazione di Ccb come banca territoriale attenta alle famiglie e alle piccole medie imprese è garanzia di possibili ulteriori significative sinergie nell’interesse della nostra banca e dei suoi clienti”.

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