Economia

Che cosa succederà a Banco Bpm e Ubi Banca?

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L’uscita di Fratta Pasini da Ubi Banca, I rumors sull’arrivo del guzzettiano Tononi. L’ipotesi Ubi Banca-Banco Bpm. E il ruolo della Bce, Fatti, indiscrezioni e scenari

Carlo Fratta Pasini ha deciso: ad aprile, quando scadrà il suo mandato, lascerà la presidenza di Banco Bpm a favore, forse, di Massimo Tononi che solo qualche mese fa è uscito da Cassa Depositi e Prestiti anche per divergenze con l’amministratore delegato Fabrizio Palermo. L’uscita di Fratta Pasini da Banco Bpm, secondo alcuni scenari tratteggiati in questi giorni da analisti e addetti ai lavori, che potrebbe favorire una prossima fusione con Ubi Banca, come peraltro sarebbe nei desiderata della Banca centrale europea, secondo alcuni rumors finanziari.

CHE COSA SUCCEDE IN UBI BANCA E IN BANCO BPM

Da ricordare, fatto non irrilevante anche in questa vicenda, che negli ultimi mesi in Ubi Banca c’è stata una piccola rivoluzione mista a trambusti con il rinnovo del board e il nuovo patto parasociale guidato da Giandomenico Genta, Mario Cera e Armando Santus – e che vede al suo interno azionisti rilevanti come le famiglie Radici, Bosatelli, Bombassei, Gussalli Beretta, oltre alle fondazioni – che ha “scalzato” i bresciani (in passato determinanti in Ubi) capitanati da Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa Sanpaolo, vicino all’ex dominus dell’Acri Giuseppe Guzzetti. E proprio della galassia Guzzetti-Bazoli è espressione Tononi che è arrivato in Cdp grazie all’ex numero uno della Regione Lombardia e della Fondazione Cariplo (in ambienti delle fondazioni si mormora che Guzzetti non abbia gradito gli sbuffi di Tononi e la decisione di lasciare la presidenza prima della scadenza).

L’ADDIO DI FRATTA PASINI

Nel comunicato diffuso due giorni fa da Banco Bpm si legge che Fratta Pasini, ai vertici dell’istituto dal 2004, “ha dato notizia al comitato nomine, al consiglio di amministrazione e al collegio sindacale, della propria decisione di non ricandidarsi in occasione del prossimo rinnovo del consiglio di amministrazione della Banca”, previsto in occasione dell’assemblea di bilancio del 18 aprile. Nella nota ufficiale viene riferito che il presidente ha maturato questa decisione “dopo aver considerato attentamente la durata della propria permanenza nella carica e i risultati positivi e, per certi versi, straordinari raggiunti da Banco Bpm a tre anni dalla fusione”. Fratta Pasini ha pure evidenziato “l’ineludibile interesse di Banco Bpm a far leva sul prossimo rinnovo del Consiglio di Amministrazione per evidenziare al meglio i profili di novità e le future prospettive dell’Istituto, nell’ottica di ottenere un più ampio e rapido riconoscimento dei risultati raggiunti da parte di tutti gli stakeholder della Banca e, in primis, dal Mercato”.

L’INTERVISTA AL SOLE 24 ORE

Fin qui l’ufficialità. In un’intervista al Sole 24 Ore, ieri, il banchiere ha parlato ancora della sua uscita di scena. “Ho deciso in tal senso – ha spiegato – proprio perché si avvia un nuovo ciclo, il mio incarico dura già da più di un ventennio, ed è necessario evidenziare a stakeholder e mercati le nuove dimensioni raggiunte e le più ampie prospettive aperte alla nostra banca”.

CHE COSA HA DETTO FRATTA PASINI

Facendo un bilancio degli anni alla guida dell’istituto Fratta Pasini ha evidenziato che emergono “luci ed ombre”: “Mi conforta, oltre al fatto non scontato di poter fare un bilancio – ha detto -, che in questo momento prevalgono di gran lunga le luci come si evince anche dagli ottimi risultati in termini di quantità e qualità del patrimonio, liquidità e redditività, comunicati al mercato a novembre”. Guardando al futuro, invece, il banchiere ha notato che “la forza gravitazionale di Milano è aumentata notevolmente in questi ultimi anni, e non solo in campo finanziario. Mi auguro – ha proseguito – che Banco Bpm, quale somma di tante banche locali, sappia mantenere il radicamento sui territori storici di riferimento e sfruttarlo come un vantaggio competitivo; in particolare continuando a riconoscere alla piazza di Verona il ruolo statutario di sede amministrativa dell’intero gruppo e di riferimento per tutta l’operatività nel Triveneto”.

ARRIVA TONONI?

Secondo indiscrezioni riportate dalla Stampa, a sostituire Fratta Pasini potrebbe essere l’ex presidente di Montepaschi e della Cassa, Massimo Tononi, nome che in ambienti finanziari viene letto come un “rafforzamento dell’ipotesi, già circolata nei mesi scorsi, di un matrimonio con Ubi Banca”. Anche se si tratta – secondo una delle fonti interpellate dal quotidiano – “solo di una delle ipotesi possibili”.

IL RUOLO DELLA BCE

Di sicuro al ricambio sarebbe favorevole la Bce che vedrebbe di buon occhio proprio “figure che sappiano tutelare verso l’esterno l’interesse dell’istituto in vista di una possibile nuova tornata di aggregazioni” di cui si parla ormai da mesi e che dovrebbe iniziare la prossima primavera. Sempre il pressing di Francoforte c’è dietro la novità ricordata dalla Stampa: ridurre il numero dei membri del consiglio d’amministrazione da 15 a 12.

LO SCENARIO UBI BANCA-BPER

Come detto, l’ipotesi Ubi-Banco Bpm non è l’unica al vaglio di banchieri e analisti. Sempre in auge – scrive Mf/Milano Finanza di oggi – lo scenario che condurre a una fusione tra Ubi Banca e Bper: un’ipotesi che allargherebbe lo spettro territoriale rispetto allo primo scenario. Si vedrà.

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