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Tutto sul piano di Donnet per Generali

Tutti i dettagli sul piano di Assicurazioni Generali illustrato da Donnet, i giudizi degli analisti e gli effetti sul titolo del Leone in Borsa

 

Utili superiori alle attese, la sorpresa del buy back, target dividendi nella parte alta del range di attese.

È per questi aspetti che il piano di Generali “piace al mercato” – sottolinea Radiocor, l’agenzia del gruppo Sole 24 Ore – pur restando nella linea della continuità e senza sorprese eclatanti. Il titolo in Borsa sovraperforma il listino, con un rialzo dell’1,44% a 18.715 euro in un Ftse Mib che sale dello 0,8%.

Ma che cosa dicono gli analisti? Vediamo.

Gli analisti di Kepler hanno confermato il buy sul titolo con target price a 21 euro. I target di crescita dell’utile per azione, cash e dividendi sono “più ambiziosi di quanto ci aspettassimo e vanno considerati in maniera decisamente positiva”. Per Kepler, anche l’annuncio inatteso del buy back da 500 mln di euro è positivo, anche se non è stato ancora reso noto il timing dell’operazione.

REP0RT INTERMONTE

Focus sugli utili anche per Intermonte, utili superiori alle attese nell’arco di piano “che potrebbero portare a un rialzo delle stime e di quelle di consensus mentre a livello di distribuzione di dividendi e buyback” le previsioni degli analisti sono nella parte alta del range indica dalla società. Inferiori alle attese, invece, le indicazioni relative al contributo da M&A. “Nel complesso – sintetizza Intermonte che ha un rating neutral con tp a 19,20 – il piano non presenta delle novità rilevanti rispetto alle attese e mantiene un profilo di crescita operativo nel solco della continuità di gestione dell’attuale management”.

I GIUDIZI DI JEFFERIES SUL PIANO GENERALI

Anche gli analisti di Jefferies (hold, tp a 17 euro) sottolineano come molto positivi due elementi: l’annuncio a sorpresa del buy back e i target di crescita, definiti notevoli. «Il target di crescita degli utili del 6%-8% (basato su Ifrs 14 non Ifrs 17) è marginalmente superiore a quello di Allianz» e non è chiaro quale sia la base da cui parte Generali, visto che nel piano precedente la società aveva utilizzato come punto di partenza un dato adjusted», notano gli analisti. Tuttavia, i numeri di Generali completano un quadro molto positivo per tutto il settore europeo, che ha battuto le stime.

COSA HA APPROVATO IL CDA DI GENERALI

Ma che cosa ha deliberato il board del Leone? Il cda di Generali ha approvato il nuovo piano al 2024 “Life Partner 24: Driving Growth”, che “prevede una crescita sostenibile sia attraverso le attività chiave sia attraverso nuove basi di business, grazie alle solide basi a partire dal 2016”.

I TARGET NEL PIANO DI GENERALI

Tra i target di crescita spiccano una “forte crescita degli utili”, +6%-8% il Cagr dei profitti per azione tra 2021 e 2024, mentre i flussi di cassa netti disponibili a livello del capogruppo saranno superiori a 8,5 miliardi: da essi si attingerà per garantire una politica di dividendi da 5,2-5,6 miliardi (dai 4,5 miliardi del precedente piano).

IL PIANO DI GENERALI

Il piano, si spiega, è articolato su tre pilastri. Innanzitutto una crescita sostenibile, con un incremento della raccolta premi non auto a un Cagr del 4% e 2,3-2, 5 miliardi di nuova produzione al 2024 (dagli 1,9 miliardi del 2020). In secondo luogo si punta a migliorare il profilo degli utili: cio’ avverra’ grazie a 2,5-3 miliardi di euro “di flusso di cassa libero discrezionale da reinvestire su iniziative finalizzate alla crescita profittevole e alla creazione di valore, comprese operazioni di M&A nel business assicurativo”.

INVESTIMENTI

Inoltre si investiranno 1,1 miliardi nella trasformazione digitale e tecnologica (+60% rispetto al precedente piano). Focus anche sulla sostenibilita’ con una riduzione del 25% dell’impronta carbonica del portafoglio azionario e obbligazionario. Il nuovo pianoforte – concludi 5-3 miliardi di euro “di flusso di cassa libero discrezionale da reinvestire su iniziative finalizzate alla crescita profittevole e alla creazione di valore, comprese le operazioni di M&A nel business assicurativo”.

ASSET MANAGEMENT

Il piano prevede che nell’asset management (uno degli aspetti di attrito dei pattisti anti Donnet) il gruppo Generali proseguirà a investire nella capacità di generare e distribuire prodotti – inclusa l’espansione nei private asset – per aumentare le dimensioni del segmento e generare ulteriori 100 milioni di ricavi da terze parti.

SETTORE DANNI

Nel segmento Danni, Generali “continuerà a incrementare la raccolta e a mantenere l’ottima marginalità tecnica, migliorando la propria quota di mercato nei segmenti con potenziale di crescita significativo, quali le Pmi e il Senior Care in Europa, il settore viaggi negli Stati Uniti”.

RAMO VITA

Mentre nel Vita il gruppo “continuerà a capitale i prodotti a basso assorbimento di e la profittabilità tecnica, aumentando la raccolta delle linee unit-linked e protection e la gamma di prodotti Esg, e internalizzando i margini. La crescita sarà sostenuta da un’efficace gestione dei costi, con una continua disciplina delle spese nei mercati maturi e investimenti mirati in Asia e su business Fee-Based”.

DOSSIER INNOVAZIONE

Sul fronte dell’innovazione, “investirà inoltre nello sviluppo di tecnologie di utilizzo, in nuove competenze nell’adozione dei dati e in una adozione di tecnologie di smart automation e di intelligenza artificiale”.

CAPITOLO COSTI

“Si ridurranno quindi i costi e si realizzerà ulteriore efficienza operativa, con un beneficio di 2,5-3,0 punti percentuale nel cost/income ratio di gruppo”. Un nuovo fondo di venture capital da 250 milioni focalizzato sull’insurtech, si aggiunge, consentirà aGenerali di cogliere sul mercato opportunità ad alto potenziale. Il gruppo lancerà inoltre una nuova piattaforma digitale diretta per intercettare una parte più ampia del bacino di profitti digitali in Europa.

LE PAROLE DI DONNET SUL PIANO DI GENERALI

“Questo è un piano di crescita, di cui siamo orgogliosi perché frutto di un grande lavoro di squadra”, ha detto Philippe Donnet, Ceo di Generali, nella conference call con le agenzie di stampa sul nuovo business plan al 2024. “La parte più importante del piano non è M&A, anche perché questa non si può pianificare e se un piano è basato solo sull’M&A non è un piano”, ha sottolineato il manager, interpellato sul fatto che il budget per la crescita esterna, tra 2,5 e 3 miliardi, fosse inferiore ai 4 miliardi del precedente piano. Il manager ha sottolineato che se verranno implementate altre operazioni come il run off di GeneraliLeben il budget potrebbe comunque aumentare. La strategia dell’M&A? “Sempre la stessa: seleziona opportunità che creare valore per tutti gli stakeholder e gli azionisti, rafforzarci nel business assicurativo nei mercati in cui siamo già presenti, per esempio in Asia, come abbiamo fatto in Malesia, puntando su mercati selezionati. Per quanto riguarda l’asset management, dove vogliamo essere un leader globale, il target è più ampio e include soprattutto Gran Bretagna e Stati Uniti’.

COSA SUCCEDE IN GERMANIA

“In Germania siamo i numeri due del mercato e vogliamo crescere, dobbiamo accelerare sull’asset management business. È un Paese per noi più strategico che mai”, ha aggiunto Donnet. Il manager ha sottolineato anche il ruolo centrale del mercato francese, dove Generali ha appena raggiunto un accordo per rilevare la compagnia La Medicale dal Credit Agricole: “un’operazione perfettamente in linea con la nostra strategia, questa integrazione sarà un successo”.

I NUMERI DI DONNET

I 3 miliardi di euro destinati dal nuovo piano di Generali all’M&A sono una “buona cifra”, “quello che vogliamo raggiungere è un buon equilibrio tra la cassa restituita agli azionisti e il capitale investito nella crescita”. È quanto ha dichiarato in conference call con gli analisti il ​​Ceo Philippe Donnet. “Destineremo 5,6 miliardi ai dividendi, tra 500 milioni e 700 milioni alla crescita interna e quindi restano 3 miliardi per fusioni e acquisizioni”, ha aggiunto. Quali sono i criteri con cui si raggiungono i possibili target? ‘Il primo filtro è la creazione di valore di lungo periodo per tutti gli azionisti, senza guardare la dimensione — ha chiarito Donnet — Poi abbiamo un framework strategico molto chiaro, legato alle linee di business, alle aree geografiche ma anche all’adattamento culturale, alla disciplina finanziaria e al rischio di esecuzione. Nell’M&A, ha concluso Donnet, bisogna essere “molto opportunistici come nel caso di Cattolica, che e’ stato un grandissimo successo” ma anche “proattivi” e in questo caso ha citato il dossier La Medicale in Francia, un’azienda che Generali guardava con interesse “da sei anni”.

CAPITOLO BUYBACK

L’assemblea degli azionisti di Generali sarà chiamata ad approvare il buyback da 500 milioni annunciato oggi dal nuovo piano e, in caso di via libera, si procederà subito dopo. È quanto ha dichiarato il Ceo di Generali Philippe Donnet interpellato dagli analisti sul business plan al 2024. “‘Il buyback è coerente con quanto abbiamo detto negli ultimi 3 anni, cioè che se non fossimo stati in grado di utilizzare tutte le risorse per fusioni e acquisizioni avremmo preso in considerazione altre modalità di investimento del capitale eccedente. Lo stesso vale per il prossimo piano strategico, alla conclusione del quale andremo a considerare la situazione e prenderemo le decisioni adeguate nel migliore interesse di tutti gli azionisti”, ha aggiunto il manager, sottolineando che ‘il riacquisto azioni proprie fa orma parte della nostra gestione del capitale”.

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