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Fed

Che cosa (non) deciderà la Fed

Il commento con alcune previsioni pre-meeting del Fomc della Fed a cura di Blerina Uruci, Chief US Economist, T. Rowe Price.

Riteniamo che il policy rate rimarrà invariato: 5,25% – 5,5%. Per quanto riguarda alcune previsioni generali, crediamo che assisteremo a una crescita del Pil in modesto aumento, a un tasso di disoccupazione in modesto calo e a un’inflazione in aumento per il 2024.

DOT PLOT

Il prossimo dot plot mi aspetto che mostri due tagli per il 2024 (rispetto ai tre previsti a marzo). Si tratta di una scelta di grande consenso, poiché è opinione diffusa che la maggior parte dei membri del FOMC, incluso Powell, desideri tenere un’opzione aperta per la riunione di settembre. Se l’economia si mantiene solida e l’inflazione vischiosa, il mercato può prezzare settembre in base all’evoluzione dei dati.

Tuttavia, prevedo che per molti partecipanti sarà arduo decidere il dot plot, data la tenuta del mercato del lavoro (si veda il rapporto sulle buste paga di maggio) e per questo motivo ritengo che i rischi siano orientati verso una direzione da falco, ovvero che il dot plot potrebbe mostrare un solo taglio quest’anno. Una sorpresa al rialzo dei dati CPI aumenterebbe ulteriormente le probabilità di una sorpresa da falco.

Andranno osservati anche la distribuzione dei punti e la tendenza centrale. Ciò confermerà probabilmente un comitato che si divide quasi equamente sul numero di tagli dei tassi di interesse previsti per quest’anno, il che significa un elevato grado di incertezza sulle prospettive della politica monetaria.

DATI RECENTI: MESSAGGI CONTRASTANTI

Dopo la riunione del FOMC di maggio, il rapporto JOLTS ha suggerito un ulteriore raffreddamento del mercato del lavoro, mentre l’occupazione è risultata più forte rispetto ad aprile. Inoltre, l’inflazione salariale ha subito una lieve accelerazione. Allo stesso tempo, diversi indicatori del Pil suggeriscono che nel secondo trimestre la crescita potrebbe risultare più sostenuta rispetto al ritmo dell’1,3% del primo trimestre. I segnali contrastanti dei dati si tradurranno in una maggiore incertezza della politica monetaria. In particolare, se la politica monetaria sia sufficientemente restrittiva e se la Fed abbia molto spazio per tagliare i tassi di interesse quest’anno.

RAPPORTO CPI DI MAGGIO

Il consensus prevede che il freno dei prezzi dell’energia manterrà l’inflazione complessiva contenuta, ma il CPI core è previsto allo 0,3% m/m e al 3,5% a/a, ancora 150pb al di sopra dell’obiettivo. Inoltre, l’inflazione complessiva è rimasta pressoché piatta dall’estate scorsa. Mercoledì seguirò i costi legati al mercato immobiliare residenziale (shelter). L’opinione comune è che questa misura scenderà nei mesi estivi. Il FOMC avrà ancora bisogno di un rallentamento dei servizi ex-shelter per raggiungere il suo obiettivo, ma un calo dei costi nel settore immobiliare residenziale accelererebbe questo processo. Se il settore residenziale non dovesse rallentare credo che il FOMC si troverà a dover ridurre i tassi di interesse.

 

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