La Bce aumenterà il tasso sui depositi di 25 punti base questa settimana, una decisione che era già stata ampiamente comunicata fin da marzo. Durante la Conferenza degli osservatori della Bce tenutasi a marzo, la presidente Lagarde aveva sottolineato che sarebbe stato necessario un moderato aggiustamento dei tassi di interesse. Questo rappresentava un chiaro segnale ai mercati finanziari che un rialzo dei tassi era imminente. Le uniche questioni rimaste aperte riguardavano il momento e l’entità dell’aumento, non il fatto che sarebbe avvenuto.
A seguito del conflitto in Medio Oriente, i mercati finanziari sono principalmente preoccupati per l’inflazione e per il modo in cui essa influenzerà la reazione della Bce. Ogni aumento significativo del prezzo del petrolio porta i mercati a scontare ulteriori rialzi dei tassi. Tuttavia, vi sono motivi per ritenere che i mercati stiano sopravvalutando l’atteggiamento restrittivo della Bce.
La comunicazione della Bce relativa agli aumenti dei tassi in risposta allo shock petrolifero è infatti cambiata rispetto al passato. Normalmente, la comunicazione della Bce è caratterizzata da una molteplicità di opinioni differenti, che genera una notevole incertezza sul percorso futuro dei tassi, anche in presenza di forti shock economici. Questa volta, invece, la maggior parte dei membri del Consiglio direttivo sembra aver parlato con una sola voce, adottando una linea molto simile. Ciò è stato probabilmente intenzionale, per contribuire a stabilizzare le aspettative di inflazione di imprese e famiglie.
Tuttavia, i mercati finanziari hanno interpretato questa uniformità di comunicazione come un segnale che l’intero Consiglio direttivo sia diventato particolarmente aggressivo nella lotta all’inflazione. È improbabile che sia così. Ancora più importante, vengono sottovalutati i rischi legati a un indebolimento dell’economia reale. Sebbene gli indicatori basati sui sondaggi abbiano mostrato un significativo deterioramento dall’inizio del conflitto, i mercati continuano a ignorare questi dati. La Bce, invece, vi presterà attenzione.
Nel complesso, sebbene la Bce aumenterà i tassi di 25 punti base in questa riunione, i mercati finanziari sembrano essersi spinti troppo avanti nelle loro aspettative. I rischi per l’economia reale sono sottovalutati, così come viene sopravvalutato il grado di rigidità percepito nella comunicazione della Bce.
La Bce potrebbe quindi sorprendere i mercati adottando una comunicazione più equilibrata e dovish di quanto attualmente previsto.





