Economia

Cdp, ecco il piano su Leonardo-Finmeccanica, Fincantieri, Enav e Saipem in Fintecna

di

Cassa depositi e prestiti

Che cosa succederà a Leonardo (ex Finmeccanica), Fincantieri, Enav, Saipem e forse St Microelectronics secondo i piani in fieri della Cassa depositi e prestiti 

Profumo di Bono nel piano Cdp di Palermo su Fintecna?

E’ la domanda-battuta che circola in queste ore a Roma nei palazzi della politica e delle partecipazioni statali dopo le indiscrezioni (non smentite dalla Cassa depositi e prestiti guidata dall’ad, Fabrizio Palermo) su un piano che vede al centro la controllata Fintecna e che coinvolgerebbe colossi come Leonardo (ex Finmeccanica), Fincantieri, Enav e forse anche Saipem.

ECCO GLI OBIETTIVI DI CDP SU LEONARDO-FINMECCANICA, FINCANTIERI E NON SOLO

Tre gli obiettivi del progetto in fieri che saranno con tutta probabilità una delle novità rilevanti del piano industriale della nuova Cassa depositi e prestiti dell’era penta-leghista (piano al quale è al lavoro anche McKinsey, dove Palermo ha lavorato per 7 anni).

FARE CASSA PER LO STATO CON LEONARDO

Primo obiettivo: generare introiti da “privatizzazioni” utili alle casse dello Stato. Privatizzazioni in senso lato perché si tratterebbe di passaggi tra Tesoro e società controllate dal Tesoro. Ma che comunque produrrebbero entrate per il ministero dell’Economia.

RAZIONALIZZARE LE PARTECIPAZIONI DI STATO

Secondo obiettivo del piano in cantiere: razionalizzare partecipazioni pubbliche sparse fra Tesoro, Cassa depositi e prestiti (controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze) e Fintecna (100% Cdp).

IL RUOLO DI FINTECNA PER LEONARDO-FINMECCANICA E FINCANTIERI

Terzo obiettivo: mettere sotto una stesso cappello societario aziende che vanno sovente in ordine sparso – se non proprio in concorrenza, come è capitato nel caso Vitrociset – come Leonardo (ex Finmeccanica) e Fincantieri.

CHE COSA RILEVEREBBE FINTECNA

L’idea è quella che di far confluire in Fintecna le quote che attualmente il ministero dell’Economia e delle Finanze detiene in Leonardo (il 30,2%), il gruppo attivo nell’aerospazio e nella difesa, e in Enav (53%), la società di assistenza al volo.

I PASSAGGI PREVISTI

In questo modo sotto il cappello della finanziaria statale Fintecna (che è controllata in maniera totalitaria dalla Cassa depositi e prestiti) si raggrupperebbero le quote pubbliche di Fincantieri (già partecipata appunto da Fintecna), di Leonardo (il gruppo ex Finmeccanica presieduto da Gianni De Gennaro e guidato dall’amministratore delegato Alessandro Profumo), di Enav, ma anche anche di Saipem e fors’anche di St Microelectronics, secondo i rumors che circolano in ambienti governativi.

LA STRATEGIA INDICATA DAL PENTASTELLATO BUFFAGNI

Una strategia che rientrerebbe in quel piano (differente rispetto a quello ribattezzato Capricorn che Matteo Renzi aveva delineato con l’apporto di Goldman Sachs per la Cdp all’epoca presieduta da Claudio Costamagna e guidata dall’ex ad, Fabio Gallia, come approfondito da Start Magazine) caldeggiato dai Pentastellati, come ribadito di reente da Stefano Buffagni, esponente di spicco del Movimento 5 Stelle vicinissimo a Luigi Di Maio e sottosegretario agli Affari regionali: “È necessaria una razionalizzazione delle partecipazioni – ha detto Buffagni nei giorni scorsi al Sole 24 Ore – Ma sono i vertici di Cdp che seguono i dossier e decidono”. Una chiara indicazione politica per il capo azienda della Cassa, Palermo, voluto fortemente dal Movimento 5 Stelle.

IL DOSSIER SACE E SIMEST PER UNA REGIA UNICA PER L’EXPORT

Nel riassetto allo studio del nuovo amministratore delegato della Cassa depositi e prestiti, nominato nei giorni scorsi anche direttore generale di Cdp, ci sarà di sicuro una sorta di cabina di regia sull’export basata su Sace e Simest con una maggiore diffusione sul territorio (qui l’approfondimento di Start Magazine sul tema). E’ quello che ha confermato oggi il presidente di Cdp, Massimo Tononi: “Vogliamo essere più presenti sul territorio: più persone di Cdp sul territorio e in grado di aiutare gli enti locali non solo quando si tratta di finanziare un’opera, ma anche di valutarla e progettarla”.

LE SINERGIE AUSPICATE

Il riassetto delle partecipate di Stato ha come corollario – specie nel caso di Leonardo e di Fincantieri – quello di un maggiore coordinamento delle due aziende che, dopo le tensioni su Vitrociset, ha avuto un primo risultato nella controllata Orizzonte sistemi navali.

PROFUMO DI BONO?

Resta ora da vedere se l’idea di Fintecna (che ora già controllata Fincantieri) è davvero o o un’idea che profuma di Bono, visto i rapporti consolidati che corrono fra Palermo e Bono (che chiamò Palermo in Fincantieri, come si evince dalla biografia di Palermo)

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