Economia

Cattolica Assicurazioni, ecco la fronda anti Bedoni

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Cosa sta accadendo in Cattolica Assicurazioni in attesa dell’assemblea del 7 marzo che potrebbe portare alla vittoria dei dissidenti sul presidente Paolo Bedoni e sulla vecchia governance

 

Un manifesto del buon governo. Nulla a che vedere con gli affreschi di Ambrogio Lorenzetti a Siena ma, più prosaicamente, un elenco di norme per cambiare la situazione in casa Cattolica Assicurazioni e per arginare il potere del presidente ultradecennale, Paolo Bedoni. A scriverlo – e a spingere per la convocazione dell’assemblea – un gruppo di azionisti veronesi che possiede il 2,5% del capitale, guidati dall’avvocato Giuseppe Lovati Cottini e dall’imprenditore Luigi Frascino, che hanno chiamato a raccolta i titolari di azioni della compagnia martedì 19 febbraio, a Verona.

L’APPUNTAMENTO E LA GENESI DELLE REGOLE

Di queste regole (www.regoledibuongoverno.it), in realtà si è iniziato a parlare già nei mesi scorsi e lo stesso Lovati Cottini aveva dichiarato al Sole 24 Ore l’intenzione di  introdurle anche per aggiornare la struttura della governance con “modifiche equilibrate secondo un approccio market friendly”. Ora, in vista dell’assemblea di Cattolica – in programma in seconda convocazione il 7 marzo prossimo – i promotori hanno deciso di indire una presentazione ufficiale delle loro proposte, evidentemente anche per fare una prima, sommaria, conta di possibili alleati.

Da non dimenticare che proprio costoro hanno “costretto” il presidente a convocare l’assemblea, colpiti – negativamente – dalla defenestrazione dell’amministratore delegato, Alberto Minali, lo scorso 31 ottobre. All’ex vicepresidente di Generali Italia un board convocato all’improvviso – e senza questo punto all’ordine del giorno – ha deciso di togliere le deleghe. Minali al momento siede ancora in cda come consigliere mentre il suo incarico è stato affidato a Carlo Ferraresi. A gennaio, poi, la nomina di Valter Trevisani a condirettore generale in concomitanza con l’indizione dell’assemblea “al di là dei dubbi espressi da autorevoli pareri legali, in un’ottica di piena trasparenza” come ha tenuto a precisare Bedoni.

Non particolarmente felici della situazione che si è venuta a creare e dell’allontanamento dell’ad anche il primo azionista con poco più del 9%, il fondo Berkshire Hathaway di Warren Buffet, e Fondazione Cariverona (3,4%).

COSA PREVEDONO LE REGOLE DEL BUON GOVERNO

Ma veniamo al documento. Il manifesto del buon governo si articola in dieci punti che prevedono: la centralità di Verona come sede della compagnia; limiti di età e mandati con decadenza dal consiglio d’amministrazione per chi ha 75 anni o per chi è stato amministratore per più di 9 anni nei precedenti 15; un solo presidente di garanzia senza alcun ruolo esecutivo; più poteri all’assemblea in materia di nomina del presidente e del vice; un solo vice presidente; trasparenza sugli emolumenti di tutti gli incarichi; comitati con tre componenti per ridurre i costi; rafforzamento della presenza delle minoranze nel board con due rappresentanti; almeno sei membri in cda per garantire la parità di genere; trasparenza, onorabilità, professionalità e indipendenza dei consiglieri.

COSA POTREBBE ACCADERE

Per modificare lo statuto della Cattolica Assicurazioni e introdurre dunque le regole del buon governo servirà il 66% dei presenti: se passano le modifiche, nell’assemblea di bilancio – in programma ad aprile – i dissidenti potrebbero chiedere di rimuovere i consiglieri d’amministrazione. Tra i dissidenti, oltre a Lovati Cottini e a Frascino, ci sono anche Francesco Brioschi e Massimiliano Cagliero. Il primo, classe 1938, è stato professore di corporate governance e finanza al Politecnico di Milano; l’altro è l’amministratore delegato di Banor Sim, società attiva nella consulenza e nelle gestioni di capitali e patrimoni.

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