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Forgital

Acciaio, tutto su Forgital messa in vendita da Carlyle

Carlyle ha intenzione di vendere Forgital, secondo indiscrezioni riportate dal Sole 24 Ore. Ecco dettagli e conti dell'azienda vicentina di laminati in acciaio.

La società d’investimento statunitense Carlyle sta valutando la vendita di Forgital, azienda italiana specializzata nella produzione di anelli forgiati e laminati in acciaio di cui aveva acquisito il 100 per cento nel 2019.

Stando alle indiscrezioni riportate dal Sole 24 Ore, l’operazione di cessione si trova ancora in una fase esplorativa; il processo vero e proprio dovrebbe partire “nella seconda metà dell’anno”. Secondo il quotidiano, “l’operazione potrebbe essere una delle maggiori, in termini di valutazione, all’interno della lista delle potenziali transazioni di private equity nel 2024”: la valutazione di Forgital si aggirerebbe infatti sui 2 miliardi di euro.

CHI COMPRERÀ FORGITAL?

Ad avere interesse in Forgital potrebbero essere soprattutto le multinazionali straniere e i grandi fondi di private equity. Prima dell’acquisizione da parte di Carlyle, l’azienda era controllata dalla famiglia Spezzapria con l’83 per cento del capitale e partecipata dal Fondo italiano d’investimento (ovvero Cassa depositi e prestiti) e dalla lussemburghese NB Aurora.

UN BUON MOMENTO PER VENDERE

Secondo Il Sole 24 Ore, è un buon momento per vendere Forgital per via della crescita dei suoi indicatori economici negli ultimi due anni. Nel 2020 il fatturato dell’azienda ammontava a 285 milioni di euro, scesi a 275 milioni nel 2021 ma saliti a 337 milioni nel 2022 e infine a 410 milioni nel 2023. Le previsioni per il 2024 parlano di un margine operativo lordo (EBITDA) di 130 milioni e di un fatturato intorno ai 500 milioni.

COSA FA FORGITAL

Fondata nel 1873 a Vicenza ma presente anche in Francia e negli Stati Uniti, Forgital è specializzata nella forgiatura, nella laminazione e nella lavorazione di acciaio al carbonio, acciaio legato, acciaio inossidabile, alluminio, leghe di titanio e altri materiali. Rifornisce principalmente il settore aerospaziale (per circa il 70 per cento delle vendite totali) ma anche il comparto industriale (generazione energetica, idrocarburi, trasmissioni, meccanica, costruzioni, estrazione mineraria).

Presidente e amministratore delegato del gruppo è Meddah Hadjar; il direttore finanziario è Aldo Carrabino.

Stando all’ultima visura depositata, le banche titolari di pegno – principalmente britanniche – sono BNP Paribas, Credit Suisse, Barclays, UBS, Société générale, Goldman Sachs, Citibank, National Westminster e F-Brasile.

TUTTI I NUMERI

Nella visura depositata da Forgital Italy e riferita al bilancio d’esercizio 2022, risulta un valore della produzione di 234.730.818 euro e costi per 29.738.556 euro. L’utile è stato di 15.934.783 euro, contro i 2.756.354 euro dell’esercizio 2021.

Al 31 dicembre 2022 Forgital Italy riportava debiti per 242.811.758 euro, contro i 224.707.303 dell’anno precedente.

Le società controllate dal gruppo sono Forgital Usa (Stati Uniti), Forgital FMDL (Francia), R.T.M. Breda  (Italia), FLY (Italia) e Forgital Dembiermont (Francia).

Al 31 dicembre 2022 l’organico medio era così composto:

  • Dirigenti: 12 (+1 su base annua)
  • Quadri: 14 (-1)
  • Impiegati: 149 (+4)
  • Operai: 329 (+14)

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