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Brazzale trasforma il tempo della stagionatura in liquidità con Cdp e Cherry Bank

Con la nuova legge sulle Pmi debutta in Italia il destocking: Cassa Depositi e Prestiti e Cherry Bank trasformano il magazzino di Brazzale, la più antica azienda lattiero-casearia italiana, in nuova liquidità. Tutti i dettagli

 

Dalle forme di formaggio in stagionatura a una nuova fonte di liquidità, senza attendere la vendita del prodotto. È il principio alla base della prima operazione di destocking realizzata in Italia, che vede protagonista Brazzale insieme a Cassa Depositi e Prestiti e Cherry Bank. L’operazione, resa possibile dalla recente riforma dedicata alle Pmi, introduce un nuovo modello di finanziamento fondato sulla valorizzazione del magazzino e destinato, nelle intenzioni dei promotori, a estendersi anche ad altri comparti produttivi.

IL PRIMO DESTOCKING ITALIANO

La prima operazione italiana di cartolarizzazione del magazzino ha un valore di 10 milioni di euro ed è stata strutturata da Cassa Depositi e Prestiti e Cherry Bank a favore di Brazzale, la più antica impresa lattiero-casearia italiana, fondata nel 1784.

Il finanziamento è stato concesso in parti uguali dai due istituti alla società veicolo Magazzino Italia SPV S.r.l., costituita per acquistare da Brazzale prodotti freschi e semi-stagionati. L’azienda ottiene così liquidità immediata, da reinvestire nei propri programmi di sviluppo, mentre il veicolo utilizzerà i ricavi della successiva vendita dei prodotti finiti per rimborsare il finanziamento e acquistare nuovi lotti di merce, grazie alla natura rotativa dell’operazione.

Si tratta della prima operazione in cui i soggetti finanziatori ottengono il controllo dell’inventario e non soltanto una garanzia sulle merci, superando il modello tradizionale utilizzato da tempo nel settore caseario, nel quale le forme di Parmigiano vengono depositate nei caveau di Credito Emiliano come garanzia per ottenere credito.

COME FUNZIONA IL DESTOCKING

Il meccanismo consente di trasformare il valore economico delle scorte in una fonte di finanziamento prima che il normale ciclo produttivo si concluda. Nel caso di produzioni caratterizzate da lunghi periodi di stagionatura, come i formaggi, il capitale resta infatti immobilizzato per mesi o anni prima della commercializzazione.

La società veicolo acquista i beni durante la fase di maturazione lasciandoli fisicamente nei magazzini dell’impresa. In questo modo l’azienda ottiene liquidità senza attendere la vendita finale, mentre il finanziamento viene progressivamente rinnovato attraverso la cessione dei prodotti maturati. Secondo gli operatori coinvolti, il modello è replicabile in tutti i settori caratterizzati da consistenti scorte di magazzino.

COSA PREVEDE LA NUOVA LEGGE SULLE PMI

L’operazione è stata resa possibile dalla recente legge sulle Pmi (n. 34/2026), entrata in vigore il 7 aprile scorso, che ha ampliato il campo di applicazione delle cartolarizzazioni ai beni non registrati, consentendo di utilizzare come base dell’operazione prodotti alimentari, materie prime e beni manifatturieri presenti nei magazzini aziendali.

L’obiettivo della norma è consentire alle imprese di ottenere nuova liquidità valorizzando le proprie scorte, senza incrementare il tradizionale indebitamento bancario e senza attendere la conclusione del ciclo produttivo. Su Bloomberg, Pietro Bellone, partner dello studio legale A&O Shearman, ha spiegato che il nuovo quadro normativo permette alle aziende di “deconsolidare questi attivi dal proprio bilancio e liberare la liquidità immobilizzata nelle scorte”. Mentre Annalisa Dentoni-Litta, partner di Hogan Lovells Cadwalader, ha sottolineato che la legge riconosce espressamente anche l’utilizzo di crediti futuri, beni sottostanti, prodotti trasformati e beni sostitutivi come attività destinabili alle operazioni di cartolarizzazione.

UN MODELLO REPLICABILE

Per Cassa Depositi e Prestiti l’iniziativa rappresenta uno degli strumenti attraverso cui sostenere la competitività delle imprese prevista dal Piano Strategico 2025-2027 e si inserisce anche nell’accordo sottoscritto con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste per favorire l’accesso al credito delle aziende agroalimentari.

“Con la prima operazione di destocking lanciata in Italia, lo strumento della cartolarizzazione viene impiegato in una delle principali filiere strategiche dell’economia nazionale nella prospettiva di fornire liquidità immediata alle aziende e valorizzare i beni presenti in magazzino”, ha dichiarato il direttore Business di CDP Andrea Nuzzi, il quale ha aggiunto che il modello potrà essere esteso anche ad altri comparti caratterizzati da beni il cui valore cresce durante la lavorazione, come alcune commodity, tra cui ferro e acciaio.

Anche Cherry Bank considera il destocking un modello destinato a diffondersi. “Il nuovo destocking non è solo una strategia per finanziare le imprese dando in garanzia il magazzino. Si tratta di un cambio di paradigma finanziario”, ha affermato l’amministratore delegato Giovanni Bossi, secondo il quale la sua portata innovativa “potrebbe essere paragonabile all’introduzione del factoring per i crediti commerciali avvenuta in Italia 35 anni fa”.

GLI INVESTIMENTI DI BRAZZALE

Le risorse ottenute saranno destinate alla realizzazione di un nuovo centro logistico, all’ampliamento del reparto di confezionamento, all’acquisto di nuovi macchinari per la produzione lattiero-casearia e al rafforzamento della presenza internazionale del gruppo attraverso nuovi prodotti e l’incremento della capacità produttiva.

Roberto Brazzale ha definito l’operazione la traduzione pratica di “una novità normativa che permette di rimediare a un’illogica distorsione”. Secondo il titolare dell’azienda, “la forza finanziaria di chi compie cicli lunghi di stagionatura di prodotti pregiati non viene rappresentata correttamente quando il valore del magazzino non è considerato nel calcolo della PFN”. Ha inoltre sostenuto che “un magazzino di formaggio vale molto di più del denaro perché da sempre si rivaluta a un multiplo dell’inflazione, e vale perfino più dell’oro, perché produce reddito”.

STORIA E NUMERI DI BRAZZALE

Brazzale è considerata la più antica impresa lattiero-casearia italiana ancora in attività. Le origini della famiglia nel settore del latte risalgono alla fine del Settecento e l’azienda opera senza interruzioni da almeno otto generazioni. La sua storia è legata all’Altopiano di Asiago e alla pianura veneta; già agli inizi del Novecento venne realizzato a Zanè il primo burrificio industriale della famiglia. Negli anni Cinquanta il gruppo fu tra i pionieri del Grana Padano e tra i soci fondatori del relativo Consorzio, mentre negli anni Sessanta costruì a Campodoro uno dei principali caseifici italiani. Successivamente sviluppò il marchio Alpilatte e ampliò la propria attività anche al confezionamento dei formaggi e all’export.

Oggi il gruppo conta 12 stabilimenti tra Italia, Repubblica Ceca, Brasile e Cina, impiega circa 1.200 persone, ha registrato ricavi superiori a 340 milioni di euro nel 2025, raccoglie oltre 340 milioni di litri di latte all’anno e produce circa 40 mila tonnellate di formaggi e burro, esportati in oltre 70 Paesi. Tra i suoi prodotti più noti, oltre al Burro delle Alpi, ci sono formaggi come Asiago e Gran Moravia.

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