Economia

Bce, che cosa ha deciso la Corte costituzionale tedesca

di

germania

La sentenza della Corte costituzionale sul programma Qe della Bce, i riflessi sullo spread e i commenti di analisti, economisti e politici

Spread in rialzo tra BTp e Bund dopo la decisione della Corte Costituzionale tedesca sul programma di Qe lanciato dalla Bce.

IL MESSAGGIO DALLA GERMANIA PER LA BCE

Il programma è stato ritenuto legale, ma la Bce, per i giudici tedeschi, ha tre mesi di tempo per dimostrare che “gli obiettivi di politica monetaria perseguiti dal programma di acquisto di titoli pubblici non sono sproporzionati rispetto agli effetti di politica fiscale ed economica derivanti dal programma”.

EFFETTO SPREAD

Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark scadenza agosto 2030 e il pari durata tedesco, che aveva aperto a 233 punti base, è progressivamente salito – alle ore 13 – fino a sfiorare i 250 punti base e ora viaggia a 247 punti base. In volata anche il rendimento del decennale italiano che dall’1,79% dell’apertura è salito all’1,93 per cento.

CHE COSA HA DECISO L’ALTA CORTE TEDESCA

La sentenza della corte costituzionale tedesca da una parte ha confermato la legalità del Qe lanciato dalla Bce affermando che non viola il divieto al finanziamento monetario e dall’altra parte ha dato un ultimatum di 3 mesi al consiglio direttivo per dimostrare che il programma di acquisti di bond sovrani (Pspp) è ancora proporzionale alla situazione, non si applica ai programmi adottati dalla Bce in risposta alla crisi del coronavirus. E’ quanto si legge nel dispositivo della sentenza pubblicato sul sito della corte costituzionale tedesca. La sentenza non si applica dunque in particolare al Pepp, il programma pandemico di acquisto da 750 miliardi di euro che la Bce ha lanciato il 18 di marzo per fornire un sostegno all’economia e attenuare le tensioni sui mercati.

L’ANALISI DELL’ECONOMISTA LOMBARDI A START MAGAZINE

L’effetto della Corte si estenderà oltre il Qe della Bce, dice a Start Magazine l’economista Domenico Lombardi, già al Fmi e in Banca d’Italia: “E’ una decisione cha lascia sgomenti su molteplici piani perché, da un lato, non definisce incostituzionale l’adozione del Qe da parte della Bce ma, dall’altra, lancia critiche pesantissime nei confronti di vari soggetti istituzionali europei e persino tedeschi. Soprattutto, delinea un perimetro di azione molto preciso per il governo tedesco e le sue agenzie, inclusa la Bundesbank, cui dovranno attenersi in futuro. La Corte, pur riconoscendo che non sia possibile dichiarare illegittimo il QE, aggiunge che la Bce ha ecceduto nel suo mandato e critica la Corte europea addebitandole di non sorvegliare giuridicamente in modo adeguato le decisioni della stessa Bce. L’Eurozona è già frammentata su molteplici livelli ma con questa decisione si aggiunge un’ulteriore dimensione di frammentazione che è quella legale. La portata politica della decisione si estende, implicitamente, a tutti gli ambiti della politica monetaria non convenzionale, smorzandone la spinta”. (qui l’intervista integrale a Lombardi)

IL COMMENTO DELL’ANALISTA SALERNO ALETTA

Ha scritto su Facebook l’analista ed editorialista Guido Salerno Aletta: “Con il verdetto di oggi, la Corte ha accettato diverse denunce costituzionali contro il Programma di acquisto del settore pubblico (PSPP).
Di conseguenza, il governo federale e il Bundestag tedesco hanno violato i diritti dei denuncianti ai sensi dell’articolo 38, paragrafo 1, frase 1, in combinato disposto con l’articolo 20.1 e l’articolo 2 in combinato disposto con l’articolo 79.3 della legge di base in caso contrario agire contro il fatto che la Banca centrale europea (BCE) non abbia esaminato né dimostrato nelle decisioni adottate per l’introduzione e l’attuazione del PSPP che le misure adottate sono proporzionate. La sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) dell’11 dicembre 2018 non è in conflitto con questo, poiché non è più comprensibile per quanto riguarda il controllo della proporzionalità delle decisioni prese per l’attuazione del PSPP e quindi anche ultra vires. Al contrario, il Senato non è stato in grado di trovare una violazione del divieto di finanziamento del bilancio monetario. Le attuali misure di aiuto finanziario dell’Unione Europea o della BCE in relazione all’attuale crisi della corona non sono oggetto della decisione”.

IL TWEET DI ENRICO LETTA

https://twitter.com/EnricoLetta/status/1257598082616897536

IL TWEET DI CAPEZZONE

IL TWEET DELL’ECONOMISTA D’ANTONI

I TWEET DEL GIURISTA BARRA CARACCIOLO

(articolo in aggiornamento)

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