Economia

Bcc, Popolare Sondrio, Popolare Bari e banche non quotate. Ecco tutte le mosse di M5S e Lega pro istituti di credito

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Bcc

Che cosa c’è di nuovo per Bcc e per le banche non quotate (ossia lo scudo anti spread che mette in sicurezza in bilanci come in Germania) oltre che per Popolare di Sondrio e Popolare di Bari. Tutte le novità dagli emendamenti approvati al decreto fiscale

Le popolari (ossia Bari e Sondrio) avranno tempo fino al 31 dicembre 2019 per trasformarsi in Spa. Per le Bcc, scatta una deroga per le Raiffeisen, che potranno optare per i sistemi di tutela sul modello tedesco, senza fondersi nelle holding. E soprattutto arriva uno scudo anti-spread per le banche non quotate, come le Bcc.

Sono queste le principali novità che riguardano le Banche di credito cooperativo (Bcc) e le grandi popolari non ancora trasformatesi in spa (ossia Popolare di Bari e Popolare di Sondrio) dopo le modifiche che la commissione Finanze del Senato ha approvato ieri sera al decreto fiscale.

CHE COSA C’è DI NUOVO NEL DECRETO FISCALE PER BCC, POPOLARE DI SONDRIO, POPOLARE DI BARI E BANCHE NON QUOTATE

La misura più rilevante a livello sistemico è uno scudo anti-spread per le banche non quotate come le Bcc. La novità, annunciata con la manovra, è stata anticipata nel decreto fiscale.

LO SCUDO ANTI SPREAD PER BCC E BANCHE NON QUOTATE

La commissione Finanze del Senato ha infatti approvato un emendamento della Lega, riformulato, che consente ai soggetti – banche ma anche assicurazioni – “i cui titoli non siano ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato” di applicare o meno “i principi contabili” internazionali, che consentirà di proteggere i bilanci dalle oscillazioni dello spread, secondo la maggioranza di governo. La norma vale “dal periodo d’imposta in corso”.

LA TEMPISTICA

Il dl fiscale inizierà oggi l’esame dell’assemblea del Senato per poi passare alla Camera in modo da poter essere convertito in legge entro il 22 dicembre. Ieri sera, nell’ultima riunione della Commissione Finanze, è stato approvato l’altro emendamento mancante per rendere facoltativa (e non più obbligatoria) l’adozione dei principi IAS/IFRS per le banche non quotate, così come previsto in quasi tutti i principali Paesi europei.

LE NOVITA’ TECNICHE

Sarà consentito – ha scritto oggi il Sole 24 Ore – “alle imprese che nella redazione del bilancio non adottano i principi contabili internazionali, di valutare – per l’esercizio in corso al momento dell’entrata in vigore del dl fiscale – i titoli non destinati a permanere durevolmente nel loro patrimonio in base al valore di iscrizione così come risultante dall’ultimo bilancio annuale anziché al valore desumibile dall’andamento del mercato”.

L’EMENDAMENTO DECISIVO

L’emendamento a firma del leghista Montani, identifico nella formulazione a quello presentato nella V Commissione Bilancio della Camera, è il n. 20.1.

PARLA IL GOVERNO

“È evidente l’importanza di tali emendamenti per le Bcc e per tutte le altre banche non quotate, sia in termini di valutazione dei crediti che dei Titoli di Stato”, sottolinea un esponente governativo: “Così si mettono in sicurezza i bilanci di molte banche evitando di contabilizzare minusvalenze sui bond statali”.

E LA BANCA D’ITALIA?

E la Banca d’Italia che cosa dice? “Sarebbe stato comunque assurdo che Via Nazionale non volesse risolvere il problema dei crediti e dei titoli di Stato, peraltro tenendo conto che Paesi come la Germania da sempre fanno i propri interessi con le banche non quotate”, chiosa un banchiere che preferisce l’anonimato.

LA DECISIONE DEL 2005

Nel 2005, la scelta di rendere obbligatoria l’adozione dei principi contabili internazionali a tutte le banche è stata una scelta del governo dell’epoca, a differenza di quanto hanno fatto altri Paesi come Germania, Francia, Belgio, Spagna.

LO SCENARIO

Dice un addetto ai lavori: “Ora, se venisse cambiata la norma, l’unica cosa che potrebbe fare la Vigilanza per quelle banche che adottassero i principi contabili nazionali è di inserire delle norme ad esempio sul calcolo del patrimonio minimo ai fini della Vigilanza che tenga conto degli effetti della valutazione dei titoli di Stato applicando gli IFRS (di fatto sterilizzando gli effetti della redazione del bilancio in base ai principi nazionali). Il che sarebbe paradossale ed incomprensibile”.

IL COMMENTO DI UN BANCHIERE

Aggiunge un banchiere del mondo Bcc: “A prescindere dagli effetti spread o valutazione crediti, cosa c’entra l’applicazione di principi contabili internazionali pensati esclusivamente per rendere comparabili i bilanci delle società quotate (a prescindere dal paese di quotazione) con i bilanci delle Bcc che hanno pure delle forti limitazioni in termini di competenza (territoriale e di soggetti)”.

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