Economia

Bcc, ecco come Banca d’Italia slalomeggia fra Iccrea e Cassa Centrale sul Credito cooperativo

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Tutti gli aspetti salienti contenuti nelle Disposizioni della Banca d’Italia che riguardano le Banche di credito cooperativo. Ecco l’approfondimento di Start Magazine sull’atto della Banca centrale da cui emergono novità sulle questioni aperte relative alle due capogruppo, Iccrea e Cassa Centrale.

Individuano i soggetti abilitati a finanziare o ricapitalizzare le Bcc (come la capogruppo o, in caso di inadeguatezza patrimoniale di una banca, i sistemi di garanzia tra le banche o i fondi mutualistici). Ribadiscono il vincolo di finanziare almeno per il 50% soci della Bcc: in questo caso, però, l’esposizione verso i soci viene ampliata per ricomprendere anche le esposizioni infragruppo, poiché molte attività verranno accentrate dalla capogruppo.

Sono alcuni degli aspetti salienti contenuti nelle Disposizioni della Banca d’Italia che riguardano le Banche di credito cooperativo. Ecco l’approfondimento sull’atto della Banca centrale da cui emergono novità sulle questioni aperte relative alle due capogruppo, Iccrea e Cassa Centrale.

LE DISPOSIZIONI

Con la pubblicazione delle Disposizioni di Vigilanza sulle Banche di credito cooperativo, emanate dalla Banca d’Italia, si completa formalmente il quadro normativo primario e secondario relativo alla riforma del Credito Cooperativo italiano, definita con la legge n. 49/2016.

L’ITER

Dopo gli interventi di modifica sul Testo Unico Bancario e le Disposizioni di Vigilanza della stessa Banca d’Italia dedicate al nuovo istituto del Gruppo Bancario Cooperativo, le nuove Disposizioni vanno ora a disciplinare l’attività delle Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali e Casse Raiffeisen che aderiranno ai costituendi Gruppi Bancari Cooperativi, disciplinando temi rilevanti quali le azioni, l’acquisto della qualità di socio, la competenza territoriale, l’operatività prevalente con i soci e l’operatività fuori zona, le attivita’ esercitabili, le modifiche statutarie e le trasformazioni.

IL QUADRO NORMATIVO

L’intero quadro normativo compone, nel suo insieme, un disegno riformatore del tutto originale e conferma il valore primario della mutualità bancaria incarnata nell’azione quotidiana delle BCC, Casse Rurali e Casse Raiffeisen.

LE NOVITA’

Ecco gli elementi salienti dell’atto della Banca centrale governata da Ignazio Visco. Le Disposizioni individuano i soggetti abilitati a finanziare o ricapitalizzare le Bcc (come la capogruppo o, in caso di inadeguatezza patrimoniale di una banca, i sistemi di garanzia tra le banche o i fondi mutualistici). Le disposizioni poi ribadiscono il vincolo di finanziare almeno per il 50% soci della Bcc: in questo caso, però, l’esposizione verso i soci viene ampliata per ricomprendere anche le esposizioni infragruppo, poiché molte attività verranno accentrate dalla capogruppo. Inoltre c’è un limite dell’attività sui derivati, che può riguardare solo esigenze di copertura e non finalità speculative.

L’ANALISI DEL SOLE 24 ORE

Tra gli aspetti interessanti che emergono dai commenti resi dalla Banca d’Italia alle proposte avanzate in consultazione ci sono due passaggi relativi a questioni non collegate alle disposizioni. In particolare, fa notare il Sole 24 Ore con un articolo di Laura Serafini, viene richiamata la questione delle quote di capitale che Cassa centrale banca, una delle candidate capogruppo, detiene nella concorrente Iccrea: vicenda che tiene banco da mesi perché Ccb vorrebbe lo smobilizzo di quelle quote e la loro liquidazione, richiesta che Iccrea non ritiene di essere obbligata ad accettare. Il tema viene sollevato – ha scritto il Sole – perché un partecipante «lamenta la presunta illegittimità costituzionale della norma secondo la quale non spetta ai soci delle società coinvolte nella costituzione dei gruppi cooperativi, inclusi i soci della capogruppo, il recesso in una serie di casi previsti, invece, dal codice civile.

FRA CASSA CENTRALE E ICCREA

Assumendo che tale situazione sia contraria a sana e prudente gestione è stato chiesto di inserire nelle disposizioni il divieto per una Bcc di detenere partecipazioni nella capogruppo di un gruppo bancario cooperativo diverso dal proprio». Banca d’Italia risponde a tale richiesta affermando che «le norme primarie introdotte con la riforma non vietano la detenzione di partecipazioni da parte di una capogruppo nell’altra capogruppo». Tantomeno, si aggiunge, «Banca d’Italia ha il potere di dettare specifiche disposizioni in tal senso».

IL NODO DELLE CAPOGRUPPO

Dunque, sembra di capire, le capogruppo devono risolversi la questione delle partecipazioni incrociate tra di loro, senza invocare soluzioni da parte delle vigilanza. La questione del recesso richiama la vicenda dell’incostituzionalità sulla quale si è di recente pronunciata – respingendola – la Consulta per una norma simile sulle banche popolari. «L’osservazione sulla presunta illegittimità costituzionale della norma sul diritto di recesso (che si rifà al regolamento europeo che prevede limitazione o rifiuto del rimborso per ragioni di stabilità, ndr) – chiosa via Nazionale – attiene a profili di diritto societario e a rapporti patrimoniali fra privati. Tanto più se si considera che la legge non attribuisce alla Banca d’Italia (come invece avvenuto con la riforma delle Popolari, ndr) poteri normativi secondari per l’attuazione della norma».

IL COMMENTO DI FEDERCASSE

Giudizio positivo per Federcasse sulle disposizioni. Con la pubblicazione delle Disposizioni di Vigilanza sulle Banche di Credito Cooperativo, emanate dalla Banca d’Italia, si completa formalmente il quadro normativo primario e secondario relativo alla riforma del Credito Cooperativo italiano, sottolinea in una nota Federcasse. “Giunge a termine un iter normativo complesso che ha impegnato le Autorità e il Credito Cooperativo in un confronto costante ed approfondito che ha consentito di ottenere un quadro normativo in grado di rendere più competitive le Bcc senza snaturarne l’essenza cooperativa e mutualistica” ha affermato il presidente di Federcasse, Augusto dell’Erba.

IL GIUDIZIO DI DELL’ERBA

“Per tale ragione – ha aggiunto dell’Erba – valutiamo favorevolmente il quadro normativo complessivo. La sfida sarà ora quella di attuare nel modo più coerente e lungimirante possibile la riforma di un settore dell’industria bancaria che nel 2017 ha erogato 25 miliardi di nuovo credito a famiglie imprese (con un ammontare complessivo di 131 miliardi di impieghi) e ha confermato una capacita’ di raccolta prossima ai 160 miliardi”.

LE PAROLE DI CONFCOOPERATIVE

“Una riforma innovatrice che consentirà il rafforzamento del Credito Cooperativo: banche protagoniste nel sostegno dell’economia reale e dei territori, con la conferma dei valori della mutualità”. Cosi’ Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative in una nota commenta positivamente le Disposizioni di Vigilanza sulle Banche di Credito Cooperativo, emanate dalla Banca d’Italia che di fatto completano il quadro normativo che riforma il settore.

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