Mentre gli eroi della tecnologia dot-com degli anni Novanta, quelli che caddero con un tonfo con la famosa bolla del 2000, sembravano essere caduti definitivamente nell’oblio, un gruppo di nomi storici sta vivendo una rinascita sorprendente e vigorosa.
Aziende come Dell, Lenovo, Nokia, Cisco, Intel, Texas Instruments e Micron – vere icone di quell’epoca dorata che per anni erano state relegate ai margini o considerate ormai superate – stanno registrando performance straordinarie nel corso del 2026.
Come fa notare Bloomberg, che a questo tema dedica uno dei suoi approfondimenti, il motore di questo ritorno è la frenetica corsa globale alla costruzione di infrastrutture per l’IA, che ha fatto esplodere la domanda di server, sistemi di archiviazione, apparecchiature di rete, componentistica e chip più tradizionali.
Questi sette titoli hanno messo a segno una crescita media del 158% dall’inizio dell’anno, generando complessivamente 1.700 miliardi di dollari di nuova capitalizzazione di mercato.
Il contesto storico
Negli anni Novanta, società come Dell, Cisco e altre incarnavano il sogno del nuovo paradigma digitale. Venivano spesso indicate come “Four Horsemen”, l’equivalente di quello che oggi rappresentiamo con i cosiddetti “Magnificent Seven”.
Dopo lo scoppio della bolla dot-com, molte di loro persero tra l’80 e il 98% del proprio valore e furono costrette a reinventarsi radicalmente o a scomparire dalla scena.
Oggi, a oltre venticinque anni di distanza, gli enormi investimenti nell’infrastruttura per l’IA stanno creando carenze diffuse in tutto ciò che viene definito hardware tradizionale: server, memorie di archiviazione, reti di comunicazione, processori classici, componenti passivi e chip di memoria.
Come ha osservato Yan Taw Boon, gestore di portafoglio presso Neuberger Berman, la capacità produttiva in questi settori è rimasta limitata per anni, mentre la domanda è improvvisamente schizzata alle stelle. Questo squilibrio tra offerta e richiesta sta riportando sotto i riflettori nomi che sembravano irrimediabilmente fuori moda.
Dell Technologies
Dell rappresenta forse l’esempio più lampante di questa rinascita. Nel 2026 le sue azioni sono balzate del 33% in una sola seduta dopo aver pubblicato risultati trimestrali che hanno evidenziato una domanda travolgente per i suoi server dedicati all’IA.
L’azienda, storicamente nota soprattutto per i personal computer, ha saputo riposizionarsi con successo come fornitore strategico di infrastrutture avanzate per l’IA.
Oggi vale più di 125 miliardi di dollari rispetto al suo picco storico di marzo 2000. Dopo essere stata privatizzata nel 2013 e aver fatto ritorno in borsa alla fine del 2018, Dell sta vivendo un nuovo capitolo glorioso.
Lenovo
Lenovo si è affermata a livello globale acquisendo nel 2005 la divisione personal computer di IBM, ottenendo i diritti sulla leggendaria linea di notebook ThinkPad e ponendo le basi per diventare il maggiore produttore mondiale di PC.
Sebbene il mercato dei personal computer sia in declino strutturale da diversi anni, l’azienda cinese ha investito con decisione in prodotti e servizi legati all’IA, arrivando a generare quasi il 40% dei ricavi totali da queste nuove attività.
Nel 2026 le azioni hanno guadagnato il 159% alla Borsa di Hong Kong, registrando il mese di maggio migliore degli ultimi venticinque anni e classificandosi come il titolo più performante dell’indice Hang Seng.
Si tratta di un autentico caso di svolta strategica che dimostra come anche un leader “classico” possa reinventarsi con successo.
Nokia
La vicenda di Nokia è una delle più drammatiche della storia recente: da colosso valutato 300 miliardi di euro a un crollo quasi totale, prima per il passaggio dal boom alla crisi delle telecomunicazioni e poi per l’avvento degli smartphone.
Dopo aver ceduto la divisione telefonini a Microsoft nel 2014, l’azienda finlandese si è concentrata sul business meno appariscente delle infrastrutture di rete per le telecomunicazioni.
La svolta più recente è arrivata dall’acquisizione nel 2025 di Infinera, specialista statunitense nelle reti ottiche, proprio nel momento in cui i data center per l’IA richiedono collegamenti sempre più rapidi e performanti tra i vari cluster di calcolo.
Le azioni sono aumentate di oltre il 124% nel 2026, posizionandosi tra le migliori del mercato europeo, anche se restano ancora lontane dai massimi storici.
Cisco Systems
Cisco fu per un breve periodo l’azienda più preziosa del mondo nel 2000 e rappresentava perfettamente l’entusiasmo della bolla dot-com.
Dopo anni di transizione e adattamento, l’azienda sta vivendo una nuova fase di espansione grazie al passaggio verso le infrastrutture per l’IA.
I risultati recenti hanno mostrato previsioni di ricavi solide per il quarto trimestre fiscale e un piano di ristrutturazione selettiva per concentrare le risorse sulle tecnologie più promettenti.
Le azioni hanno guadagnato il 56% nel 2026, superando finalmente il picco di marzo 2000 e registrando il miglior margine rispetto all’indice Nasdaq 100 dal lontano 2006.
Intel
Fino a meno di due anni fa Intel appariva destinata a un declino irreversibile, a causa di prolungati problemi di produzione e della perdita di leadership nel settore dei semiconduttori.
Il percorso di ritorno è stato turbolento, con quattro amministratori delegati diversi nell’ultimo decennio. L’attuale CEO Lip-Bu Tan ha ricevuto inizialmente plausi dal mercato, per poi finire al centro di polemiche politiche con il presidente Trump, prima di ottenere un importante sostegno governativo statunitense.
Decisivi sono stati l’investimento da 5 miliardi di dollari da parte di Nvidia e l’annuncio che i nuovi processori Xeon vengono utilizzati in alcuni sistemi dell’azienda di Jensen Huang. Di recente è emersa anche la notizia di un accordo preliminare con Apple per la produzione di alcuni chip.
Le azioni sono salite del 211% nel 2026, avviate verso l’anno migliore della loro storia.
Texas Instruments
Texas Instruments, fornitore dominante negli anni Novanta di chip analogici essenziali per le telecomunicazioni e i telefoni cellulari, ha visto la domanda calare drasticamente dopo il rallentamento degli investimenti nelle infrastrutture di rete.
Oggi la sua unità dedicata ai data center genera oltre un miliardo di dollari di vendite annue, con una crescita superiore al 60% nel 2025, spinta dalla necessità di maggiore densità di potenza nei server per l’IA. Le azioni sono aumentate del 76% nel 2026.
Micron
Micron è diventata l’emblema più puro di questo nuovo ciclo. Leader nella produzione di memorie ad alta larghezza di banda (HBM), ha beneficiato in modo esplosivo del forte squilibrio tra domanda e offerta nel settore IA.
Le azioni hanno guadagnato oltre il 903% negli ultimi dodici mesi, entrando nel club delle società da mille miliardi di dollari con la transizione più rapida di sempre: da 500 a 1.000 miliardi di capitalizzazione in soli 48 giorni di negoziazione.







