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Bancomat

Bancomat, cosa farà e non farà con Poste, Nexi, Apple e Huawei

Presente e futuro degli accordi fra Bancomat e società come Poste, Nexi, Apple e Huawei.

Aggiornamento del Piano Industriale, accordi con Apple e Huawei per i servizi di tokenizzazione, intesa con Nexi per la piattaforma HUB, passo indietro sul progetto con Poste: sono solo alcune delle attività svolte da Bancomat spa lo scorso anno e che vengono illustrate nel Bilancio d’esercizio 2022.

L’INTESA CON NEXI

Durante il 2022 le attività per realizzare la “Nuova Governance di Filiera” hanno riguardato soprattutto i rapporti di Bancomat con Nexi, suo fornitore tecnologico. A gennaio la società guidata da Alessandro Zollo (nella foto) ha sottoscritto l’accordo di sviluppo per la realizzazione tecnologica della piattaforma di Schema HUB con Nexi. Nei primi sei mesi dello scorso anno sono state avviate le attività di analisi comprensive dei nuovi use case individuati e di sviluppo del software.

Allo stesso tempo Bancomat e Nexi hanno iniziato a lavorare all’Accordo di servizio per la gestione dell’esercizio della piattaforma HUB inclusi i processi per le dispute, antifrode, monitoraggio tecnico e funzionale della piattaforma stessa. In parallelo hanno lavorato a definire la strategia di migrazione, in modalità progressiva, distinguendo tra periodo Transitorio e scenario Target, con i nuovi casi d’uso abilitati. A luglio, poi, il board ha deliberato di non procedere alla costituzione di una newco, concentrando invece le attività per realizzare l’HUB. Nei successivi mesi di agosto e settembre si è definito un nuovo piano di migrazione delle banche aderenti alla filiera per favorire un minor impatto.

NOVITÀ PER I SERVIZI DI TOKENIZZAZIONE

Diverse le attività su questo fronte nel corso del 2022.

A marzo è stato sottoscritto l’accordo con Apple per la tokenizzazione della carta PagoBancomat nel wallet Apple Pay in modo da abilitare i titolari all’esecuzione di transazioni di mobile proximity payment. Da luglio 2022, invece, i titolari di carte PagoBancomat e i possessori di uno smartphone Huawei possono digitalizzare la carta nel wallet di pagamento Huawei Pay.

A questo proposito nel bilancio d’esercizio si evidenzia che le riclassifiche del periodo, pari a 76 mila euro, sono legate principalmente alla conclusione degli sviluppi sulla piattaforma di tokenizzazione per il lancio commerciale del nuovo wallet Huawey Pay. Nell’ultimo trimestre 2022, infine, sono state avviate le interlocuzioni con altri due importanti wallet provider per consentire la tokenizzazione della carta PagoBancomat e quindi il pagamento in negozio tramite Nfc.

FALLITO IL PROGETTO CON POSTE

Non è andato in porto, invece, il progetto con PostePay che ha portato a 320 mila euro sulle oltre 424 mila totali, iscritte tra le “immobilizzazioni in corso e acconti”. Nel bilancio si sottolinea come Bancomat spa “in considerazione della sopravvenuta impercorribilità del Progetto con PostePay e delle nuove strategie declinate nell’ultimo Piano Industriale e finanziario 2023-2027”, approvato dal cda a dicembre 2022, ha proceduto alla svalutazione di questi costi in quanto “venuto meno il loro beneficio economico e futuro”.

IL MEMORANDUM CON FSI

Sottoscritto il 26 luglio 2022 un memorandum of understanding fra Bancomat e Fsi “per valutare la fattibilità di un progetto di Partnership”. In questo modo i due gruppi hanno definito le modalità che hanno poi condotto all’ingresso di Fsi nel capitale di Bancomat. Di recente il Fondo guidato da Maurizio Tamagnini ha sottoscritto un contratto vincolante con le banche azioniste Intesa Sanpaolo, Iccrea Banca, Banco Bpm, Bper e la stessa Bancomat per investire fino a 100 milioni di euro, tramite aumento di capitale riservato, a fronte di una partecipazione di minoranza qualificata nel capitale. Al termine dell’operazione, secondo il Corriere della sera, Fsi dovrebbe arrivare a detenere il 43% di Bancomat spa.

IL PIANO INDUSTRIALE

Altro importante tassello delle attività 2022 ha riguardato l’aggiornamento del Piano Industriale e Finanziario sull’orizzonte 2023-2027 per “garantire alla società e ai propri soci e clienti elevata prontezza, agilità e flessibilità di fronte alle nuove sfide ed opportunità tecnologiche, commerciali, societarie del nuovo esercizio 2023”, si legge nel bilancio d’esercizio. Il Piano aggiornato conferma gli obiettivi strategici del precedente e punta, come l’altro, su cinque soluzioni di business improntate al tech: contactless, digital payments, e-commerce, asset tecnologici di rilievo, iniziative di promozione e di comunicazione continuative a supporto degli aderenti.

Previste le attività di aggiornamento dei trend prospettici dei servizi Bancomat, PagoBancomat e Bancomat Pay (sulla base degli andamenti rilevati nel 2022 e delle previsioni di mercato 2023-2027) e delle modalità e dei tempi di go live della nuova piattaforma HUB di Bancomat spa; l’introduzione della linea di business Discover grazie alla partnership stipulata con Dscover Financial Services in modo di consentire l’accettazione delle carte Discover sui Pos e sugli atm presenti in Italia.

LE COLLABORAZIONI CON I PLAYER DEI SETTORI PAGAMENTI E INNOVAZIONE

Bancomat spa menziona anche le collaborazioni effettuate “con i principali player del panorama italiano dei pagamenti e dell’innovazione” per attività di ricerca di settore. Citati l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano e l’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, dei quali è main partner, e la Comunity CashLess Society del The European House – Ambrosetti, di cui è nuovamente main partner dall’edizione 2021-2022.

LA BOCCIATURA DELL’ANTITRUST

Nel bilancio d’esercizio del 2022 un capitolo a parte è dedicato alla parentesi Antitrust. A fine 2020, infatti, Bancomat Spa aveva sottoposto al vaglio dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato il progetto di un nuovo modello di business per quanto riguarda le commissioni interbancarie per i prelievi da Atm. Scrive la società: il nuovo modello “comporta l’eliminazione della MIF (commissione interbancaria, ndr) attualmente associata al Circuito Bancomat, con la conseguenza che l’Issuer (l’istituto che emette la carta, ndr) non sarà tenuto al versamento della MIF stessa a favore dell’Acquirer (l’istituto titolare dell’Atm, ndr)”. Quest’ultimo, in qualità di soggetto che offre ed eroga concretamente il servizio di prelievo attraverso le proprie apparecchiature, sarà chiamato a tariffare il servizio attraverso l’Atm.

Il nuovo modello non è però piaciuto all’Autorità guidata da Roberto Rustichelli che, a fine 2022, lo ha bocciato in quanto, come ricorda Bancomat, ha ritenuto che “configurasse un’intesa restrittiva della concorrenza in violazione dell’art. 101 TFUE (Trattato di Funzionamento dell’Unione europea, ndr) per i suoi asseriti effetti anti competitivi e non fosse meritevole di un’esenzione in deroga al divieto ai sensi dell’articolo 101”. Secondo la società, però, le conclusioni di Piazza Verdi “apparivano viziate sotto molteplici profili” e per questo ha fatto ricorso al Tar del Lazio ed eventualmente, se anche questo dovesse darle torto, proseguirà con il Consiglio di Stato.

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